Quella di domenica prossima che si giocherà allo stadio “Massimino” di Catania sarò una partita tra due squadre sicuramente molto deluse dal loro campionato interpretato tra alti e bassi fino ad ora. Entrambe con motivi sostanzialmente diversi.
Il CATANIA ha speso molto ma NON e’ riuscito a far decollare la propria squadra , infatti si trova al momento in 10a posizione e all’ultimo posto utile per disputare i play off quando mancano 10 pertite dalla fine del torneo. Le sue prospettive e le sue prerogative NON hanno rispecchiato quello che era nei programmi iniziali. Più di 15.000 abbonati e una piazza che era certa che sarebbe stata nelle prime posizioni per puntare alla promozione diretta in serie B, per poi scoprire una realtà che NON gli ha permesso di esprimere le prprie potenzialità nonostante una rosa più vicina ad una squadra di serie B , con un tecnico importante ma con i risultati deludenti accumulati giornata dopo giornata.
Il FOGGIA che al momento occupa il 13° posto, questa estate era dato da tutti gli addetti ai avori come una delle compagini che avrebbe lottato per il vertice della classifica ma poi come spesso accade nel calcio, le previsioni fatte sotto l’ombrellone, sono saltate per mille motivi. La squadra costruita da Canonico e l’ex Ds Roma a luglio che poteva sembrare sulla carta funzionale al tecnico Massimo Brambilla, chiamato a Foggia per aprire un ciclo nuovo, si e’ rivelata poco incline alle caratteristiche specifiche di un 4-2-3-1 che il tecnico di Vimercate voleva attuare. Infatti dopo appena 6 giornate e’ stato esonerato in maniera molto veloce senza dargli il tempo di poter esprimere e far esprimere le potenzialità ad una squadra formata da calciatori arrivati quasi tutti ex novo ma che poi si sono rivelati pieni di problemi legati ad infortuni vari e al fatto che molti di loro non giocavano partite ufficiali nei loro club di appartenenza da moltissimo tempo. A ruota anche il secondo tecnico Ezio Capuano dopo appena poco più di un mese ha fatto la stessa fine “dimissionato” da se stesso ma anche dalla piazza e dallo spogliatoio per mancanza di risultati e soprattutto per non aver saputo tenere coeso un gruppo squadra “turbolento” e “viziato”. Insieme a lui anche il Ds Domenico Roma e’ stato defenestrato ma per lui il motivo, anche se NON e’ stato mai detto ufficialmente , e’ stato quello di NON aver saputo portare a Foggia i calciatori che tutti si aspettavano in sede di mercato estivo e anche per NON aver saputo “tutelare” sia Brambilla che Capuano, lasciando che i “senatori ribelli” nel chiuso dello spogliatoio facessero da padrone e dettassero le loro regole senza seguire minimamente quelle dell’Area Tecnica..
Poi la svolta con l’arivo di Luciano Zauri e Luca Leone che a novembre con la squadra in piena zona play out e appena 10 punti in classifica dopo 13 giornate hanno messo un pò di ordine e tutt’ora stanno riuscendo, soprattutto Zauri, a tenere la squadra fuori dal pantano della zona pericolosa, in attesa delle decisioni della Lega e della Co.Vi.Soc. sul futuro della Turris, del Taranto e del Messina.
Per Luca Leone il discorso e’ ben diverso. Il direttore sportivo e’ stato chiamato al capezzale del Foggia per rimettere ordine nello spogliatoio e diciamo che in questo c’è riuscito abbastanza bene ma la sua vera missione era quella di fare un mercato di gennaio all’altezza di una squadra e di una piazza come quella di Foggia che potesse cambiare il volto della rosa mal costruita in estate con dei movimenti di mercato che dovevano portare il Foggia verso traguardi più ambiziosi. Ma così NON e’ stato perchè il ” grande esperto” Nicola Canonico lo ha anticipato sul tempo vendendo 5 giocatori che più o meno avevano uno storico nei loro curriculum sportivo per poi portare a Foggia 5 giovani calciatori, se pur bravi e di prospettiva ma senza esperienza, di cui 4 NON di proprietà della società rossonera e pronti il 30 giugno a ritornare da dove erano stati presi.
Per questo motivo, quindi, la missione dello “spendaccione” Luca Leone e’ fallita miseramente e si e’ ridotta a dover vedere la sua personalita’ e il suo carisma sovrastato dall’ego e dal narcisismo del presidente Canonico che lo ha ridimensionato nelle sue mansioni facendogli fare le “nozze con i fichi secchi” e facendogli sentire da vicino, anche se con le smentite del caso a cui non crede nessuno, il fiato di due personaggi che di calcio non sanno nemmeno dove ha la residenza. Il gatto e la volpe. La minestra riscaldata Emanuele Belviso e Luigi Gentile, il ristoratore diventato non si sa come un solerte direttore sportivo.
CATANIA-FOGGIA la partita delle squadre deluse da un campionato molto al di sotto delle loro aspettative di inizio torneo con molti problemi, pochi risultati e con i rispettivi traguardi lontani anni luce da quelli che due piazze importanti e di spessore si aspettavano dalle loro società e dalle loro squadre.
Catania e Foggia….Il campionato delle deluse
