Non bastava tutto quello che abbiamo dovuto sopportare in questi ultimi cinque anni sfociato nella prima retrocessione sul campo dopo 106 anni di storia del Foggia, adesso ci tocca sopportare anche questi pochi pseudo calciatori “scarsi e falliti” che indegnamente hanno indossato la gloriosa maglia rossonera e che ci hanno portato irrimediabilmente verso una deriva mai accaduta nella nostra società e nella nostra squadra di calcio, oltretutto sappiamo che non vogliono rescindere i loro contratti e restano qui a fare solo la presenza sfidando la pazienza dell’ambiente rossonero che ormai è al limite della sopportazione da parte di tutti noi, delle gente, degli addetti ai lavori ma soprattutto dei tifosi che lo hanno espresso in maniera inequivocabile con un’eloquente striscione e cioè di “sparire” e anche di corsa dalla nostra Città.


Non solo accade questo ma dobbiamo anche digerire le “confusione” che regna sovrana all’interno della società di via Gioberti ma parliamoci chiaro adesso siamo stanchi e diciamo basta perchè ormai la misura è colma. sarebbe opportuno che si cominciasse a fare le cose per bene ed evitare le chiacchiere, perchè inquesti ultimi cinque anni ne abbiamo sentite tante di bugie, di baggianate e promesse fatte ma mai mantenute. Si inizi, finalmente, a fare le cose sul serio perchè nel momento in cui Gennaro Casillo e Giuseppe e Antonio De Vitto hanno deciso di prendere in mano con coraggio e sacrificio le redini del vertice del Calcio Foggia 1920, ci eravamo illusi che tutto il panorama a Foggia sarebbe di colpo cambiato ma poi purtroppo così non è stato e ancora oggi, che ne abbiamo 6 maggio 2026, sembra che le cose sembrano non cambiare rispetto a prima.
Bisogna assolutamente chela proprietà rossonera esca allo scoperto e ci faccia sapere quale direzione intende prendere sia sotto l’aspetto fattuale e meramente nella organizzazione della società facendo i nomi, se li hanno, di chi saranno i nuovi profili che faranno parte, insieme a loro, del nuovo “asset” societario ma soprattutto che escano allo scoperto dopo esere stati “trombati” alla grande da Elio Di Toro che dopo aver contributo, senza nessun incarico ufficiale perchè tesserato con un’atro club, a dispensare consigli su scelte di natura tecnica che poi alla fine non hanno portato a nulla anzi peggio ancora perchè non hanno salvato il Foggia da una retrocessione annunciata.
La chiarezza serve a programmare e progettare il futuro dei rossoneri sapendo, al momento, che il Calcio Foggia 1920 giocherà nei Dilettanti ma tenendo anche aperta la possibilità di poter essere ripescati in serie C.


Ma con quali prospettive ci chiediamo ? L’idea di iniziare a costruire dalla base la famosa “Piramide di Maslow“, che rispecchia la gerarchia dei bisogni umani ma che vale anche nel formare una scala di preferenze nella costruzione di un’organigramma societario in tutte le società di calcio, non può per nessun motivo partire dalla metà della stessa Piramide per come ci ha fatto capire Giuseppe De Vitto nella sua esposizione dopo Foggia-Salernitana, questo perchè un palazzo no si inizia a costruire dal 3° piano ma dalle fondamenta e quindi il Foggia deve iniziare la sua ricostruzione da zero anzi addirittura da sotto zero per via della stagione “fallimentare” appena conclusa, perciò prima sarà importante implementare i soci all’interno della società immettendo figure nuove e pronte a inserire nuove risorse finanziarie per poter avere una società forte economicamente ma anche per poter costruire una squadra di livello che possa vincere subito e tornare tra i professionisti, se dovesse rimanere in serie D ma anche per poter lottare per il vertice della classifica se dovesse essere ripescata in serie C.
Quindi la “scala dei bisogni” del Calcio Foggia 1920 attualmene deve partire inizialmente com la struttura della “governance societaria”, poi ci dovrà essere la scelta del Direttore Generale, di seguito quella del Direttore Sportivo che a siua volta sceglierà l’Allenatore e lo staff, per arrivare alla scelta di un responsabile dell’Area Tecnica.
Questo il ventaglio, in ordine progressivo, delle scelte che deve avere la sua valenza, solo così senza bla bla bla imutili ma con i fatti che alla fine dovranno portare di concreto al raggiungimento dei traguardi e degli obiettivi programmati.

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