Il modello Fggia e le manovre della sua rinascita

La rinascita di una società e di una squadra di calcio da un “fallimento ” sportivo deve avere delle peculiarità e delle priorità che vanno messe in fila prima di essere sviluppate e concretizzate in base alla loro importanza perchè dopo aver verificato e capito gli errori che si sono commessi per essere arrivati, come nel caso del Calcio Foggia 1920, ad una retrocessione purtroppo annunciata è importante evitare di perseverare negli errori stessi commessi in precedenza.
La premessa è quella che continuiamo a sentire  sempre dagli stessi “strilloni” che credono di fare un’informazione corretta e veritiera ma che invece gettano imperterriti fango in maniera gratuita su tutto e tutti coloro che ruotano intorno al pianeta del Calcio Foggia. Ci riferiamo per esempio a quello che stiamo sentendo e che riguarda la persona di Peppino Pavone che viene tacciato per essere colui che ha condotto la campagna di rafforzamento del Foggia a gennaio nel mercato di riparazione. Forse a qualcuno è sfuggito il fatto che Pavone era stato chiamato dalla nuova proprietà rossonera e in particolare da Gennaro Casillo per fare da consigliere dei due giovani proprietari ma non gli era mai stato dato un’incarico ben preciso e soprattutto non ha mai messo voce nella scelta dei calciatori nuovi che sono arrivati, anzi tutt’altro, basti pensare che nella scelta di Giron che era un suo calciatore a Trapani non gli fu chiesto dalla proprietà e neanche dall’allora direttore sportivo Carlo Musa nemmeno il parere sulle caratteristiche tecniche e caratteriali del calciatore.
Poi purtroppo, per chi vuole bene al Foggia e speriamo solo per il momento, le strade si sono divise ma solo perchè è intervenuta una situazione “esterna” che ha veicolato e questo lo sappiamo con certezza, consigli che alla fine non hanno prodotto nulla per come è finita questa stagione agonistica 2025-2026, sia sulle scelte dell’area tecnica ma anche sui nomi .
Nel breve interregno con Casillo e De Vitto, Peppino Pavone solo una volta ha dato il “placet” e fu quello sul profilo di Vincenzo Cangelosi che comunque era conosciuto soprattutto da Gennaro Casillo ma che  Giuseppe De Vitto  invece non conosceva  il carattere del tecnico Palermitano che è durato solo una settimana perchè nel momento in cui è stato attaccato con la squadra dopo due partite perse ha dato le dimissioni.
Dopo Cangelosi sembrava che la proprietà avesse scelto Fontana, il profilo migliore per risanare una situazione di classifica che era ancora possibile raddrizzare, sembrava tutto fatto ma poi in una notte arriva la notizia che si era scelto Michele Pazienza e questa scelta arriva su indicazione precisa di “qualcuno ” che sembrava fino a 15 giorni fa in predicato di essere il nuovo direttore sportivo del Foggia. Ma l’esonero di Pazienza ad una sola partita dal termine del campionato e alcune dichiarazioni arrivate dall’ altra sponda del fiume Ofanto, hanno fatto capire forse alla proprietà rossonera di dover  scegliere un’altra strada perchè le cose stavano cambiando e la conferma è arrivata dopo la gara contro la Salernitana che ha sancito la retrocessione dei rossoneri, allorquando nella conferenza stampa di fine gara di Casillo e De Vitto, quest’ultimo si è esposto con una frase molto eloquente che dichiarava apertamente la ricerca di un nuovo direttore sportivo di spessore e qualità per fare una squadra che non avrebbe solo dovuto vincere il prossimo campionato Dilettanti ma avrebbe dovuto spazzare tutte le altre squadre per imporre il proprio “status” di chiamarsi Calcio Foggia 1920 e tornare subito, a distanza di una sola stagione, tra i professionisti. La forza di chiamarsi Foggia anche perchè esiste la speranza di un ripescaggio in serie C che comunque avrebbe la stessa logica per la costruzione di una squadra che possa lottare esclusivamente per il vertice della classifica in qualsiasi categoria si ritroverà a giocare.
Allora ci siamo chiesti il perchè uno dei due proprietari del Foggia, Giuseppe De Vitto, ha parlato di immediata risalita in serie C partendo dall’idea di prendere un direttore sportivo come profilo prioritario e non partire dall’ apice della Piramide del nuovo organigramma societario quindi dal Direttore Generale per poi scendere verso la base? Forse perchè la figura del Direttore Generale è già stata individuata da marzo e bloccata perchè impegnata fino al 30 giugno prossimo con un’ altra società? (Giovanni Francavilla)
Ieri abbiamo fatto un nome che sappiamo essere attenzionato dal Foggia e che risponde a quello di Giorgio Perinetti ma altri ancora sono sull’ agenda di Casillo e De Vitto. Ma allo stesso, parliamoci chiaro, non riusciamo a capire il perchè non si voglia inserire dentro al nuovo organigramma societario un personaggio del carisma, dello spessore della moralità e della competenza come Peppino Pavone? E poi tutti si chiedono la Fondazione della Capitanata per lo Sport che fine ha fatto e perchè si è defilata oppure è stata accantonata? Forse perchè sia per Peppino Pavone che per la Fondazione nelle persone di Sario Masi e l’Avv. Aristide Guerrasio è arrivato come una mannaia il veto da colui che doveva essere ma che ora non farà più parte del rinnovamento del Calcio Foggia 1920 edizione 2026-2027?
Rispondete a queste domande e datevi le vostre risposte, noi ce le siamo già date e presto le renderemo ufficiali anche perchè non siamo abituai, noi , a nascondere le notizie oppure a barattarle in cambio di qualcosa oppure per coprire qualcuno,, noi siamo una voce che informa senza padroni e assolutamente “libera”.

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