Dalle macerie sarà ricostruito il “Nuovo Foggia” 2026-2027

Se avete fatto attenzione e siamo sicuri che come noi lo avete fatto, alle parole e alle frasi dette con molto equilibrio se pur con sofferenza al termine della partita persa contro la Salernitana di domenica scorsa che ha sancito, purtroppo, la retrocessione tra i dilettanti del Foggia, vi sarete accorti del fatto che sia Gennaro Casillo che Giuseppe De Vitto , mettendoci la faccia, ci hanno voluto far sapere con sollecitudine che si sono già messi nella condizione di iniziare il programma di rinascita della società rossonera che loro hanno raccolto in eredità e in un momento delicato della stagione 2025-2026 dalla vecchia proprietà barese nel mese di febbraio scorso con un’ azione di gande coraggio visto il rischio sportivo che stavano per sostenere oltre al grande esborso economico-finanziario fatto.
Certamente tutto si aspettavano, i due giovani imprenditori cerealicoli, all’infuori di quello che di lì a tre mesi sarebbe accaduto e cioè quello di dover lasciare gioco forza il professionismo per cadere nelle tenebre e nell’ombra del campionato dilettanti ma le loro dichiarazioni hanno evidenziato la loro certa propensione a costruire una grande squadra per affrontare il prossimo campionato 2026-2027 pensando in concreto anche all’eventualità di un ripescaggio che potrebbe arrivare forse, vista la situazione particolare di grande indebitamento in cui si trovano molti club di serie C per iscriversi al prossimo campionato.
Ci ha colpito soprattutto la dichiarazione di Giuseppe De Vitto che ha dettato una linea ben precisa da seguire, partendo dalla scelta immediata di un nuovo Direttore Sportivo di grande spessore e qualità.      ( Giorgio Perinetti potrebbe essere un profilo attenzionato. Ex Avellino ora all’Athletic Club Palermo, società siciliana che milita in serie D e gioca nel girone I. Al momento occupa la 4^ posizione in classifica e punta lla conquista della serie C pur esendo una neo promossa appena salita dall’ eccellenza) Infatti è quella la figura di rilievo che è mancata in questi ultimi anni. Ma pur partendo da questo nuoivo profilo che poi avrà il compito di scegliere il nuovo allenatore e il suo staff, è innegabile che l’aspetto più importante e decisivo del momento sarà anche quello di costruire un’ organigramma societario che oggi, alla luce della “debacle” della retrocessione, diventa uno dei motivi prioritari ma anche il perchè del perchè l’Amministrazione Giudiziaria dopo il 19 maggio, giorno del termine del suo anno di mandato, chiederà una proroga di altri due mesi proprio per controlare e formalizzare l’asset e la governance organizzativa della proprietà rossonera e in special modo l’inserimento delle figure preposte a formare un eventuale CdA con la figura imprescindibile in una società di un Direttore Generale che dovrà, all’interno della società stessa occupare quel posto di rilievo e apicale che faccia da filtro tra la squadra e la proprietà, una figura con grandi capacità e conoscenza della materia calcistica, organizzaztiva, amministrativa, gestionale e manageriale senza operare come è stato fatto negli ultimi cinque anni cioè con approssimazione e pressapochismo ma con innnata organizzazione e proggettazione per avere, in un progetto che sia pluriellale con la possibilità ma anche la certezza di far ritornare il Calcio Foggia 1920 prima di tutto una società forte economiccamente e tecnicamemte e rispettata nel pianeta del calcio che conta e nelle alte sfere nei palazzi Istituzionali oltre a patrimonializzarla per riportarla nel pèiù breve tempo possibile nelle categorie che competono, per blasone e storia, ad una società, ad una squadra di calcio e ad una piazza come quella di Foggia.
Un passo alla volta d’accordo ma con grande decisione e soprattutto da ieri, perchè il tempo, che è stato tiranno per il Foggia in questi ultime tre mesi, non aspetta e non deve spaventare anzi deve essere lo stimolo a iniziare una programmazione seria e costruita come un vestito addosso al Foggia per la prossima stagione mettendosi alle spalle la delusione e lo sconforto di una retrocessione, la prima sul campo dei rossoneri, che già dalla scorsa estate sembrava essere l’epilogo annunciato che poi si è verificato soprattutto per via della inadeguatezza della costruzione, da parte dell’ex proprietario di Palo del Colle , di una rosa di calciatori ( si fa per dire) che forse non hanno indovinato il loro vero mestiere e che farebbero bene a trovarsi un’altro lavoro da oggi perchè il calcio, come dicono coloro che ne capiscono, è un’altra cosa e non è certamente per quei pseudo calciatori che hanno portato in questa stagione, appena terminata, il Calcio Foggia 1920 a perdere la sua dignità e la sua identità.

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