Sarà molto ma molto dura riprendersi dopo una retrocessione come quella che ha accompagnato il Calcio Foggia 1920 in questa disastrosa e annunciata stagione agonistica 2025-2026, una stagione partita con il piede sbagliato e finita come tutti sappiamo, già da luglio scorso e messa in preventivo sin dalla presentazione del primo allenatore dei cinque che si sono alternati in questi ultimi dieci mesi sulla panchina rossonera. Parliamo di Delio Rossi che appena arrivato e messo piede sul campo di Trinitapoli lo disse a chiare lettere durante la prima conferenza stampa.” Questa squadra si salverà, se si salverà, solo alla penultima giornata di campionato”. Chi che lo stava affermando con decisione addirittura prima dell’inizio del campionato, ha allenato in serie A in grandi piazze, ha vinto una Coppa Italia e ha disputato le Coppe Europee oltretutto aggiunse anche un’altra cosa che ci fece pensare che sarebbe stato, quello appena concluso, un campionato di grande sofferenza e questa volta la sua frase era perentoria e rivolta ai calciatori che il vecchio proprietario di Palo Del Colle e l’ex direttore sportivo gli avevano messo a disposizione disattenttendo in pieno tutte le aspettative e le promesse fatte per convincerlo a ritornare sulla panchina del Foggia. La frase era questa: “Non basta a questi ragazzi avere tanta buona volontà perchè il calcio è un’altra cosa”. Praticamente una sentenza nemmeno tanto velata.
Andare oggi a ricercare le origini di questa amara retrocessione, la prima sul campo del Foggia in 106 anni di storia, è facile perchè ha un solo responsabile che ha un nome e un cognome, Nicola Canonico, il quale in cinque anni della sua malefica , scellerata, insufficiente, supponente, scarsa, incapace, qualunquistica, pressapochista, minacciosa e chi più ne ha più ne metta, ha portato il Calcio Foggia 1920 verso una deriva irreversibile costruita e centellinata a piccole dosi, come un veleno, in maniera scientifica e calcolata verso il passo d’ addio al professionismo della società rossonera passando per cinque stagioni di fallimenti sportivi, continue liti e contrasti con le Istituzioni cittadine, verso una parte della stampa che non è voluta scendere a compromessi con le sue nefandezze e non si è voluta mettere a 90° gradi come invece una parte , ben identificata, ha fatto supportandolo, sostenendolo, adulandolo e leccandogli il culo, per cinque lunghi anni senza che abbia mai spiegato lo scopo di tanta referenza.
Un periodo malsano in cui non c’è stata mai empatia con l’ambiente e soprattutto con i tifosi che comunque in certi momenti in queste cinque stagioni hanno portato anche tanti soldi nelle casse della società da lui gestita in maniera orrenda e senza una logica strutturata che invece si dovrebbe avere se si è proprietari delle quote di una società e di una squadra di calcio professionistico soprattutto in una piazza come quella di Foggia che in passato ha avuto delle figure di spessore e di grandi Presidenti che hanno fatto la storia dei rossoneri come Rosa Rosa, Fesce e Pasquale Casillo.
Adesso però è il tempo della ricostruzione. I due imprenditori che con coraggio ci hanno liberati a febbraio da questa zavorra che ci ha portato all’epilogo amaro avuto ieri con la retrocessione tra i dilettanti, dovranno rifondare e rifare il nuovo volto del Calcio Foggia 1920 facendo una pulizia e un tabula rasa a 360 gradi, spazzando via e cancellando tutto il vecchio e il marcio che ancora si aggira nelle stanze di via Gioberti, all’interno dello Zaccheria ma anche esternamente sia sotto l’aspetto dell’organigramma societario che di quello tecnico e questo sia se la prossima stagione si giocherà in serie D oppure se ci sarà un eventuale ripescaggio in serie C visto che ci saranno molte squadre che al nastro di partenza della prossima stagione non potranno iscriversi al campionato e il Foggia al momento, nella classifica dei ripescaggi, è secondo dietro al Bra.

In un caso oppure nell’altro Gennaro Casillo e Giuseppe De Vitto sono chiamati ad un’altra impresa coraggiosa, via tutti e un rinnovamento a tutto tondo. Costruire una società di livello manageriale con profili giusti ai posti giusti, competenti e votati alla rifondazione societaria creando le basi pluriennali per una veloce risalita e una proiezione verso altre categorie più consone ad una società ed a una squadra come il Foggia.
Dovranno Casillo e De Vitto ricompattare l’ambiente e soprattutto i tifosi che si sono allontanati dalla squadra e dallo stadio ma dovranno anche definire le linee guida con l’informazione e la comunicazione che sia uguale per tutti, una cosa che in questi ultimi cinque anni è stata molto univoca e si è espressa spesso solo dalla parte di che faceva da zerbino, scendiletto e lecca culo alla vecchia proprietà barese, personaggi dei quali si conoscono perfettamente le loro identità e soprattutto per chi e con chi informano l’opinione pubblica.

I “detti antichi” sappiamo che sono stati cerati per quello che hanno dimostrato di essere e di valere, infatti quello che riguarda il risorgere dalle proprie “ceneri” come l’Araba Fenice, calza a pennello per l’attuale situazione del Foggia e dei suoi due proprietari Casillo e De Vitto che ieri subito dopo la sconfitta contro la Salernitana e la retrocessione senza piangersi addosso sono andati in sala stampa e hanno annunciato che inizieranno da oggi stesso a pensare alla ricostruzione per riportare in fretta il calcio a Foggia dove merita di essere e siamo sicuri che lo faranno ma soprattutto che saranno in grado di farlo perchè ne hanno le potenzialità finanziarie e soprattutto la visione manageriale di imprenditori di successo e lo dovranno fare con l’aiuto di tutto l’ambiente e della Città di Foggia, delle Istituzioni Cittadine, degli organi d’informazione e dei tifosi che restano una componente improcastinabile per la riuscita del progetto che hanno in mente per il Calcio Foggia 1920 nella prossima stagione 2026-2027.
