Vogliamo dire a Gennaro Casillo e Giuseppe De Vitto, ecco l’avverbio che in questo momento calza a pennello per la situazione del vostro e del nostro Calcio Foggia 1920 all’indomani della retrocessione tra i dilettanti, la prima della sua ultracentenaria storia calcistica, un avverbio che ha un significato ben preciso che vuol dire “grandissima velocità” oppure ” in modo molto precipitoso”.
Questo è quello che la proprietà rossonera da subito dovrà mettere in atto per programmare la risalita della società e della squadra del Foggia per evitare di fare esattamente tutti gli errori che sono stati commessi negli ultimi cinque anni. Un lustro dove non abbiamo mai visto un vero programma e un vero progetto che potesse permettere ad una piazza come Foggia di poter competere a livelli di vertice di classifica per poter lasciare il limbo di una categoria, la serie C, che da sempre è stata stretta ai colori rossoneri.
Qualcuno magari ci dirà che in una stagione tormentata di queste cinque con 5 allenatori cambiati, si riuscì comunque ad arrivare alla finale play off ma il Foggia non dimentichiamolo ci arrivò anche per una grossa dose di fortuna, tenendo presente che al primo turno contro il Potenza all’ 88° era fuori dai giochi ma che poi con una rete inventata di sana pianta da Di Noia, riuscì a farci superare il turno e poi sulla scia di quel colpo di fortuna si riuscì, anche grazie alla bravura di Delio Rossi, ad arrivare fino a quell’ epilogo negativo della finale contro il Lecco che come sappiamo fu fatta perdere al Foggia per salvare il Brescia di Cellino.
Cosa vuol dire, quindi, fare tutto con grandissima velocità? Significa scegliere in fretta i profili giusti e competenti che dovranno comporre il nuovo organigramma societario, profili di spessore che siano in grado di cambiare il volto di una società che determinate figure manageriali dal 2021 ad oggi 2026 non ha mai avuto perchè c’è stato un solo “padre adrone” che ha portato la società e la squadra rossonera ad un “fallimento sportivo” che non ha avuto uguali in 106 anni di storia oltre ad aver calpestato la dignità e l’ identità del Calcio Foggia 1920.

Abbiamo tutti esultato a febbraio di quest’anno per il fatto che finalmente due giovani imprenditori del nostro territorio, con un coraggio pazzesco e tanti soldi, abbiano fatto chiudere una parentesi di cattiva, deleteria e tossica gestone della società rossonera da parte dell’ex proprietario per portare una ventata di foggianità all’interno di via Gioberti anche se poi non è servita ad evitare la retrocessione. Ma anche da un’ evento così negativo si può ripartire e ricreare quei presupposti per aprire una nuova e longeva pagina per i rossoneri, resettare tutto e attuare, dopo averlo programmato e costruito, un progetto pluriennale solido e duraturo per risalire pian piano le categorie più basse e ritornare a giocarsi le proprie carte a grandi livelli nel panorama calcistico nazionale.
La proprietà dovrà partire dal riassetto della “governance” societaria inserendo .,al suo interno altri soci di capitale che siano in grado, a livello manageriale e finanziario di poter e saper controllare, valorizzare e organizzare tutte le fasi societarie nelle loro operatività ma anche di individuare un Direttore Generale ( Giovanni Francavilla?) che con competenza sappia fare da anello di congiunzione tra le problematiche dello spogliatoio e la proprietà, coadiuvato da un Direttore Sportivo ( Daniele Delli Carri? Visto che ormai sembra che si sia “eclissata” la pista che portava ad Elio Di Toro che nel frattempo ha strizzato l’occhio al Casarano) all’altezza del suo compito e del suo ruolo da svolgere e che soprattutto finalmente sappia scegliere un’ ottima figura professionale e vincente di un allenatore (Pochesci oppure Campilongo?) e che sia in grado di costruire insieme a lui una squadra con una rosa di calciatori non di “scappati di casa”, come quelli che hanno contribuito e non poco alla retrocessione di questa stagione ma uomini veri e calciatori di qualità ed esperienza ma anche con giovani di prospettiva che capiscano da subito in quale piazza sono stati chiamati per giocare e l’importanza di vestire la gloriosa maglia rossonera del Foggia e del suo senso di appartenenza ad indossarla, senza dimenticare la figura del Direttore dell’Area Tecnica /Peppino Pavone? che è altrettanto imprescindibile nell’organigramma del nuovo “asset” del Calcio Foggia 1920.

Tutto questo nel più breve tempo possibile e compatibilmente, purtroppo, col fatto di dover passare per ogni attività e movimento societario attraverso l’ Amministrazione Giudiziaria e il Tribunale di Bari almeno fino a quando loro non decideranno di “mollare la presa” definitivamnte e lasciare libera la propietà di poter decidere in piena autonomia.
Questo è quello che tutto l’ambiente rossonero si aspetta da qui ad un mese da parte di Gennaro Casillo e Giuseppe De Vitto, perchè è innegabile che se si faranno le cose per bene come tutti noi ci aspettiamo sicuraaente ci sarà l’appoggio incondizionato dei tifosi organizzati e non che soprattutto nella stagione appena conclusa si sono allontanati dalla squadra e dallo Zaccheria ma anche di tutti gli addetti ai lavori ed auna parte della stampa locale perchè anche questo è stato uno dei motivi che hanno contribuito alla retrocessione oltre agli errori commessi in massima parte dalla vecchia proprietà e anche da parte, se pur minima, dei due nuovi proprietari che però adesso avranno tutto il tempo e il modi di riparare e dimostrare che l’ investimento da loro fatto, in un momento difficile, potrà diventare la riscossa e la risalita di una società e di una squadra che ha fatto parlare di se in altri periodi in maniera eclatante alla pari con le grandi potenze calcistiche e stiamo parlando del periodo di Zemanlandia quando tutte le squadre che affrontavano il Foggia sapevano dei rischi a cui andavano incontro e soprattutto perchè nella Città di Foggia si respiarava un’ aria di grande calcio , di felicità e di godimento assoluto.