La frase del titolo dell’articolo di oggi fu coniata da Papa Pio VII nel 1809 in risposta a Napoleone Bonaparte che pretendeva la cessione dei territori dello Stato Pontificio all’impero Francese Ma vale soprattutto come parallelo per la storia di 106 anni del Calcio Foggia 1920 la quale ci dice guardando le statistiche, che la squadra di calcio rossonera NON è mai retrocessa in serie D giocando e perdendo un campionato sul campo. La scorsa stagione i rossoneri ci sono andati molto vicini per poi riuscire, superando l’ACR Messina nel play out, a mantenere la categoria.
In questo campionato sta succedendo la stessa storia, anzi ancora peggiore, perchè i fattori che hanno determinato questa incresciosa situazione sono molteplici e risalgono all’estate scorsa, ed è per questi motivi che non si riesce a vedere la luce alla fine del tunnel. Ma la reazione da parte di tutti i protagonisti che gravitano intorno al Foggia quando potremo realmente vederla concretamente? A questa domanda non siamo in grado di dare una risposta, di sicuro sappiamo solo che con molte probabilità le due squadre siciliane, il Trapani e il Siracusa, la prossima settimana si posizioneranno in classifica alle spalle dei rossoneri ma questo non significa e non preclude nulla perchè nonostante la classifica subirà un cambiamento, il Foggia rimarrà mestamente e desolatamente nella condizione di giocarsi il suo eventuale play out, non sappiamo contro chi, in una posizione di svantaggio rispetto all’altra squadra che dovrà incontrare, sempre se la distanza tra la terz’ultima, appunto il Foggia e quella che le starà davanti non superi gli 8 punti di vantaggio. altrimenti sarà retrocessione diretta.
Analizzando la questione che riguarda la proprietà e soprattutto l’allenatore attuale ci sarebbe da fare un discorso più ad ampio raggio, questo perchè pensiamo che la confusione in questo momento nel Calcio Foggia 1920 regni sovrana e che abbia preso il sopravvento sia sotto l’aspetto decisionale, laddove i due proprietari Gennaro Casillo e Giuseppe De Vitto sentono, ascoltano e forse vengono condizionati da tante voci a volte poco costruttive anzi il più delle volte distruttive e poco lucide da parte di tanta gente che “blatera” a vanvera all’interno dello spogliatoio e nei corridoi del ventre dello Zaccheria dove purtroppo oggi manca una “vera” figura professionale di riferimento che faccia da “trait d’union” tra i calciatori, lo staff tecnico e la società .
Il ritornello che sentiamo in Città nei locali, nei bar e nei posti conviviali quindi in tuto l’ambiente è univoco e dice che NON VOGLIAMO, NON DOBBIAMO e NON POSSIAMO assolutamente retrocedere, soprattutto dopo che la Città di Foggia e il Calcio Foggia 1920 si sono liberati a febbraio scorso di una “zavorra” che ha appesantito l’ambiente, la società e la squadra di calcio per cinque lunghi anni.
Adesso bisogna solo reagire, vogliamo e dobbiamo ancora dare credito a questa squadra ma aspettiamo fino a domenica dopo la partita casalinga contro il Potenza per poter capire la reazione che ci dovrà essere dopo le 8 sconfitte consecutive, avendo la certezza che i tifosi MAI abbandoneranno i rossoneri al loro destino senza combattere e lo dimostrano i 300 tifosi che in una giornata infrasettimanale lavorativa hanno sfidato la nebbia di Altamura per vedere ancora una volta la loro squadra del cuore perdere senza nessuna reazione a qesta situazione paradossale che sta avvolgendo tutto l’ambiente rossonero. Reagire e tornare a vincere perchè le chiacchiere stanno a zero, adesso valgono solo i fatti e soprattutto i punti.
Non vogliamo…Non dobbiamo…Non possiamo
