Casillo e De Vitto. Analisi di una stagione “fallimentare”

E quasi obbligatorio fare un’analisi della stagione del Calcio Foggia 1920 2025-2026 per mettere in evidenza quello che oggi, 24 aprile 2026, a 3 giorni dall’ultima partita della prima fase del campionato di serie C girone C che si disputerà domenica prossima allo Zaccheria a “porte chiuse” contro la Salernitana,  ci sentiamo in dovere di sottoporre all’attenzione di tutti gli addetti ai lavori e soprattutto dei tifosi del Foggia e di tutti quelli che amano e soffrono per la gloriosa maglia rossonera.
Onestamente e con grande senso di responsabilità professionale NON possiamo far passare per “capri espiatori” sia Gennaro Casillo che Giuseppe De Vitto che sono stati gli artefici di un sacrificio economico molto grande e dispendioso e che hanno avuto soprattutto il coraggio di acquistare una società nel bel mezzo di una “tempesta perfetta” il 14 febbraio scorso senza guardare al rischio che avrebbero corso e senza pensare ad eventuali conseguenze che puntualmente si sono manifestate da quella data ad oggi, perchè  se esiste un “capro espiatorio”, nella sua accessione più negativa  del termine, quello è sicuramente l’ ex proprietario di Palo del Colle.
Casillo e De Vitto, è fuori dubbio, che hanno ereditato una situazione sportiva “marcia e lacerata” da mille problemi ma hanno anche ereditato una società indebitata fino al collo e senza patrimonializzazione ma comunque si sono lo stesso gettati a capo fitto in un’ impresa “epica” desiderosi, come Imprenditori di successo del Territorio, di voler ripristinare la foggianità all’interno della società di via Gioberti, superando la ragione e una enorme barriera insormontabile di consigli esterni a NON farlo in quel momento ma loro hanno voluto muoversi solo con la spinta emotiva, come tifosi del Foggia e con il cuore a strisce rossonere, dove il “rosso” rappresenta il sangue e il “nero” la paura di non riuscire nell’ impresa ad alto rischio. Ma così è stato con buona pace di tutti.
A loro due insieme ad Antonio De Vitto, dobbiamo dire solo grazie e NON colpevolizzarli ulteriormente se la stagione in corso NON finirà nella maniera di come avevano  previsto al momento dell’acquisizione delle quote societarie, visto che esiste ancora un barlume di speranza e domenica sera alle 20,00 avremo il verdetto, se il Foggia sarà dentro giocando il play out contro la quartultima oppure sarà definitivamente fuori dai giochi con l’ amara retrocessione tra i dilettanti.
Gennaro Casillo e Giuseppe De Vitto hanno sicuramente anche loro commesso degli errori e questo è innegabile, errori soprattutto di valutazione ma è opportuno tenere conto che hanno ereditato una situazione fuori da ogni logica e gestionale di una società professionistica che si era venuta a creare quel maledetto 7 luglio 2021 quando “qualcuno” e a Foggia tutti sanno chi è, fece in modo di accompagnare in un’ Hotel di Roma, portandolo su un piatto d’argento, un personaggio che riuscì a prendersi la fiducia e anche le quote societarie dell’allora proprietaria del Calcio Foggia 1920. la Dott.ssa Maria Assunta Pintus e del suo socio Davide Pelusi, quote che ancora oggi ci risulta essere in un contenzioso aperto perchè ancora NON pagate e in attesa di una decisione definitiva da parte del Tribunale di Cagliari.
L’ex proprietario del Calcio Foggia 1920, lo sa tutta l’Italia calcistica, nell’arco di quattro stagioni e mezzo di “malsana gestione societaria ha portato la società rossonera nel fondo di un “baratro” talmnete profondo che alla luce di tutto quello che è accaduto fino a quando NON è stato “esautorato” e “defenestrato” dall’ attuale nuova proprietà, potrebbe anche se tra tanti sforzi compiuti dai due giovani imprenditori Gennaro Casillo e Giusse De Vitto, NON poterne uscirne se non con un “vero” miracolo sportivo.
Ma non fasciamoci la testa prima di essercela rotta perchè se la matematica ancora non condanna la squadra di Enrico Barilari  quindi bisognerà lottare con il coltello tra i denti e attaccarsi a tutto ciò che potrebbe determinare un “finale a sorpresa” con i rossoneri che per bravura oppure per fortuna battono la Salernitana, magari ripetendo la stessa gara concreta dell’andata quando solo alcune decisioni arbitrali NON hanno permesso al Foggia di uscire con un risultato positivi dall’Arechi di Salerno e poi con l’augurio che la Casertana dimostri i suoi valori di “squadra rivelazione” di questo campionato e si ricordasse sul suo campo in maniera seria qual’è il suo dovere morale contro il Giugliano.

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