Il Foggia come un gatto in tangenziale

C’è un detto che conosciamo bene e che dice che i gatti hanno sette vite ma  però finite quelle sono destinati a morire. In questo momento il Foggia può essere paragonato ad un gatto che ha perso la strada per tornare a casa e si è ritrovato in mezzo ad una tangenziale affollata di auto e camion che sfrecciano a tutta velocità con il forte rischio di schiacciare il gatto e farlo morire . Il Foggia dopo sette sconfitte consecutive, come le sette vite dei gatti, sta per fare la stessa fine perchè le squadre che come i rossoneri vogliono salvarsi sapendo della debolezza della squadra di Pazienza faranno di tutto per mettere fuori gioco il Foggia e il suo blasone  e spingerlo verso la serie D.
Tutto questo potrebbe succedere se la squadra non inizia la sua ripresa facendo risultati a partire già dalla partita di domani sera ad Altamura, altrimenti il suo destino sarà irreparabilmente compromesso e le speranze di salvezza saranno ridotte ad una fiammella che è stata accesa contro vento con il serio pericolo di spegnersi definitivamente senza poter essere mai più riaccesa.
Sappiamo perfettamente che la squadra di Casillo e De Vitto si trova in una brutta situazione e che tutto l’ambiente, la Città. la piazza e soprattutto i tifosi non la reggono più e sono desolatamente inermi ad aspettare che qualcosa accada cioè che ci sia quella scintilla che possa riaccendere il fuoco della determinazione e della grinta che porterebbe a fare da subito i risultati che servono per raggiungere la tanto agognata salvezza ma che al momento appare una “meta irraggiungibile” da arrivare in maniera diretta e se tutto va bene dovrà passare inevitabilmente per un unico scontro diretto play out dal probabile esito incerto.
Ma parliamoci chiaro senza nasconderci dietro ad un dito perchè ci chiamiamo Calcio Foggia 1920, la squadra può fare la sua corsa, se non accadono miracoli, solo sul Giugliano che è 3 punti avanti ai rossoneri oppure sul Latina che ne ha 7 di vantaggio, sperando sempre che il Siracusa venga ulteriormente penalizzato e che venga battuto nello scontro diretto dello Zaccheria del 12 aprile quando forse potrebbe essere ormai troppo tardi. poi c’è il Trapani che verrà sicuramente penalizzato oppure addirittura escluso dal campionato in corso. Attenzione però perchè sia il Giugliano che il Latina sono in forte ascesa e alla luce delle prestazioni del Foggia queste due squadre sembrano onestamente, al momento, irraggiungibili mentre purtroppo i rossoneri da due mesi non riescono pià a muovere la loro classifica che lo hanno messo in una situazione di completa e grave insicurezza se non decidesse di cambiare repentinamente  e  nettamente la sua identità.
Non ci sono più scuse perchè quello che la piazza desiderava che accadesse è accaduto. Prima il cambio della proprietà ritornata ai foggiani con i due imprenditori Gennaro Casillo e Giuseppe de Vitto, una vecchia proprietà “barese” che in cinque anni aveva tolto la dignità e l’autorevolezza ad una Città, una società ed ad una squadra di calcio che era stata conquistata in 106 anni di storia. Poi c’era da migliorare la qualità e la sostanza della rosa dei suoi calciatori e a gennaio qualcosa è stato fatto ma nonostante il cambio di 4 allenatori anche in questa stagione, la squadra è sempre lì nei bassi fondi della classifica a ripensare  ai tanti errori commessi che oggi hanno portato alla situazione che è purtroppo sotto gli occhi di tutti.
Sarebbe meglio anche evirare di farsi del male da soli perchè nelle ultime due partite con il 4°tecnico Michele Pazienza sulla panchina rossonera, di errori tecnici e tattici ne sono fatti molti, prendiamo ad esempio le sostituzioni durante le partite con Crotone e Casarano che hanno contribuito in parte alle due sconfitte. Certamente anche gli episodi non hanno giocato a favore del Foggia , vedi l’espulsione di Romeo in Calabria ma secondo noi quello che ha inciso di più è stato l’atteggiamento remissivo e privo di mordente che ci sentiamo di contestare a questa squadra e al suo allenatore perchè per fare risultato si dovrebbe scendere in campo “incazzati” e “determinati” ad aggredire l’avversario fino a farlo desistere, con ilgioco, da qualsiasi possibilità di superarti.
Sette vite come i gatti? D’accordo ma il Foggia la settima vita se l’è giocata contro il Casarano adesso deve ritornare senza se e senza ma a fare punti oppure gli potrebbe essere dichiarata in maniera incontrovertibile la sua morte calcistica che sembra ormai acclarata.

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