La cosa migliore in questo momento della stagione e alla vigilia di una partita da dentro o fuori come quella di domani pomeriggio tra il Foggia e l’Atalanta U23, sarebbe secondo noi, non guadare la classifica e soprattutto lavorare in silenzio senza contestare squadra e allenatore e pensare solo a lavorare tenendo un profilo basso e portare quando più possibile fieno in cascina perchè tutte le chiacchiere che riguardano il passato, le partite perse, le formazioni sbagliate e il penultimo posto in classifica lasciano il tempo che trovano.
Concentriamoci piuttosto tutti insieme su quello che potrà accadere domani anche per via di una settimana che ha visto diverse cose che sono accadute alcune belle come il “closing” che ha consegnato al duo Casillo e De Vitto la società rossonera in maniera definitiva e altre meno belle che sono arrivate purtroppo dal campo, con la quarta sconfitta consecutiva del Foggia.

Per questi motivi ci avviamo verso la gara contro i bergamaschi con la speranza che in questi 4 giorni Cangelosi e Bucaro abbiano potuto mettere a fuoco la situazione che li aspetta per evitare di commettere errori, che forse ci sono stati, ma sono giustificabili anche perchè in un giorno e mezzo non si potevano fare certamente i miracoli. La conoscenza dei propri calciatori e soprattutto i ruoli che dovranno svolgere durante le partite è importante e diventa determinante nel momento in cui si deve riuscire a dare alla squadra una precisa identità e un gioco .

Siamo certi, anche perchè sono stati i risultati e le prestazioni che ce lo hanno fatto capire , che questa squadra dovrà imparare a coprirsi di più in mezzo al campo e il modulo 4-3-3, che si era ipotizzato di attuare in questa stagione partendo dall’arrivo di Delio Rossi per proseguire durante l’interregno di Enrico Barilari, NON SI PUO’ FARE perchè i calciatori presi in estate, giovani e senza la dovuta esperienza per affrontare una categoria difficile come la serie C ma anche con quelli acquistati nel mercato di gennaio non si prestano a questo tipo di schema tattico.
Bisogna anche ammettere che ai rossoneri non gira nulla per ilverso giusto, magari parliamo solo di episodi ma purtroppo sembrano tutti andare contro la squadra del Foggia, per non parlare dei tanti infortuni che non smettono di attanagliare la squadra, infortuni che dall’inizio della stagione si sono susseguiti in maniera devastante e che non hanno permesso mai di poter avere a disposizione sempre tutta la rosa ai tecnici. Aver allontanato da Foggia la squadra, e averla portata in un’altra provincia, la BAT, così come il quartiere generale e gli allenamenti dei rossoneri, è stata una scelta completamente sbagliata e questo perchè chi ha gestito per cinque anni il Calcio Foggia 1920 non è stato in grado di creare in Città una propria struttura per potere rendere autonoma la squadra. Sono stati spesi una quantità immensa e a vuoto di euro per pagare strutture esterne per allenarsi sui campi della Provincia compresi quelli spesi per andare a Trinitapoli mentre si poteva investire una somma intorno ai 250/300 mila euro per mettere a posto e riqualificare il Campo degli Ulivi per creare così un centro sportivo di proprietà che avrebbe anche patrimonializzato la società rossonera., un terreno abbandonato da anni ma omologato per disputare anche in serie D.
Tutte queste situazioni hanno portato il Foggia a soffrire costantemente di situazioni al limite della sopravvivenza, con gli ultimi due campionati più questo in corso giocati sempre in zone medio basse della classifica e lontani della zona di vertice, con la salvezza ottenuta la scorsa stagione all’ultimo respiro nel play out contro il Messina. Con l’inizio di questa stagione non è cambiato nulla anzi la situazione è peggiorata anche se era già precaria e fino ad ora ha regalato solo brutte figure e un declassamento di immagine che il Foggia è la sua storia non avrebbero meritato. Questa stagione 2025-2026 non dimentichiamolo ha visto i rossoneri giocare anche senza i propri tifosi per due terzi del torneo e che solo ora con l’arrivo della nuova proprietà è tornata a rivedere gli spalti dello Zaccheria riempirsi con una media di 7/8 mila tifosi.
Cosa bisogna fare per uscire da queste sabbie mobili in cui il Foggia si è andato ad infilare? Con l’arrivo della nuova proprietà, che ha in mente programmi importanti e seri da attuare, che però hanno tutti un filo conduttore unico che si chiama salvezza, il mantenimento della categoria è l’unica cosa che conta per poter dare inizio, dalla prossima stagione, alla scalata verso traguardi e obiettivi di primo piano per una piazza, una Città e una squadra come il Foggia. Se si vuole, quindi, ottenere questo importante risultato bisogna remare tutti dalla stessa parte perchè ormai mancano solo 12 partite alla fine di questo campionato e senza andare per il sottile sulle prestazioni quello che conta sono i risultati e i punti che il Foggia sarà in grado di ottenere per evirare non solo la retrocessione diretta ma anche i play out.

La società e la squadra insieme a tutto l’ambiente che gravitano intorno al Foggia, hanno tutti i requisiti per potercela fare basterà concentrazione , determinazione, voglia di arrivare all’obiettivo e soprattutto l’aiuto unilaterale e completo a 360° gradi dei tifosi, a cominciare da domani pomeriggio alle 17,30. Noi capiamo i principi e i valori assoluti delle Curve e degli Ultras sulla questione delle seconde sqadre che entrano inopinatamente nel campionato di serie C una per girone e ci entrano solo come valvola di sfogo delle loro prime squadre di serie A, anzi appoggiamo in pieno questa battaglia e sicuramente ci sarà molto tempo per metterla in evidenza, contestarla e fare in modo che la regola venga cambiata ma la protesta secondo noi in un momento delicato per i rossoneri come questo che è sicuramente critico, dovrebbe avere una piccola interruzione proprio in occasione della partita di domani contro l’ Atalanta U23, per poi riprendere la contestazione ancora più forte e rumorosa magari durante l’incontro stesso e al termine della partita perchè questa squadra proprio domani avrà bisogno del calore, dell’incitamento e del sostegno costante ed incessante dei propri tifosi, altrimenti tutti gli sforzi che si stanno facendo per mantenere la categoria e uscire quando prima dalla zona play out, potrebbero andarsi a fare benedire dando ragione a tutti quelli che sperano e credeteci ancora ce ne sono, non molti ma ce ne sono, che vorrebbero osteggiare il progetto della nuova proprietà sperando che fallisca per dare ragione a tutti i tirapiedi e a coloro che dicevano che il pallone sarebbe rotolato a Foggia solo con imprenditori eterni al nostro territorio al vertice della società rossonera, ma imprenditori non tutti si chiamano Pasquale Casillo, papà di Gennaro. che pur non essendo di Foggia non solo ha voluto bene a questa Città ma gli ha permesso di salire agli onori della cronaca calcistica per molti lustri grazie a Zemanlandia e non come è accaduto con la vecchia proprietà che ha dimostrato in cinque stagioni e in maniera univoca che di Foggia e del Calcio Foggia 1920 NON GLIENE FRAGAVA NULLA ed è per questo motivo che alla fine una cospicua parte degli imprenditori di Capitanata hanno invece dimostrato e fatto capire tutto l’amore e il senso di appartenenza che hanno per i colori rossoneri e per la squadra di calcio che si chiama Foggia.
