Ieri alle 19.30 si è realizzato un sogno per la Città, per la società, per la squadra di calcio e per tutti i tifosi del Foggia perchè finalmente ci siamo tolti dalle nostre spalle un “bubbone” che ci perseguitava da cinque anni e che era diventato come la “lebbra” rischiando di portare alla morte calcistica un’intero ambiente che aveva costruito la sua storia centenaria con dignità, reputazione e un certo spessore nel panorama calcistico nazionale.
Doveva essere una giornata da ricordare e da segnare in rosso sul calendario che coincideva con la partita infrasettimanale di campionato tra il Foggia e l’AZ Picerno ma purtroppo il risultato del campo, la sconfitta dei rossoneri, ha affievolito e messo in secondo piano la notizia dell’avvenuto “closing”. Il Foggia ieri ha collezionato la sua quarta confitta consecutiva, la quinta nelle ultime sei giornate di campionato. Con questo ulteriore risultato negativo la situazione si è fatta molto pericolosa se consideriamo che le partite si continuano a giocare e le giornate continuano a diminuire adeso ne mancano 12, quindi la partita di sabato prossimo contro l’Atalanta U23 che si giocherà ancora allo Zaccheria diventa realmente e in maniera decisiva una gara da dentro o fuori e questo i calciatori dovranno percepirlo con molta serietà e determinazione mettendo in campo quella personalità che si addice ad una squadra che deve salvarsi.
Poco hanno potuto fare Cangelosi e Bucaro arrivati da due giorni ma questo spogliatoio ha assolutamente bisogno anche di una figura di riferimento che abbia la competenza e il carisma per far sì che si riesca a far capire l’importanza di mantenere una categoria come la serie C dopo tutti i sacrifici economici che Gennaro Casillo e Giuseppe e Antonio De Vitto hanno fatto per liberare il Foggia dalle mani della vecchia proprietà e soprattutto i sacrifici fatti per ristrutturare, nel mercato di gennaio, una rosa che era stata costruita in estate malissimo, senza esperienza e con pochi denari e che da subito si è capito che avrebbe potuto lottare esclusivamente per la salvezza e nient’altro.
E’ inutile analizzare la patita persa ieri contro una squadra come il Picerno che come il Foggia lotta per la salvezza, lo hanno visto tutti che ci sono stati i soliti errori atavici commessi nelle gare precedenti ma quello che ha colpito negativamente è la reazione mancata dopo aver subito il gol del 2 a 1. Adesso non ci sono più scuse, la società è cambiata, i calciatori con esperienza ci sono, il pubblico è tornato allo stadio infatti ieri in una gara in mezzo alla settimana comunque c’erano 4.100 spettatori, che poi alla fine hanno fischiato i calciatori perchè delusi non solo far risultato ma anche dalla prestazione senza “attributi” e senza personalità messa in campo dai rossoneri.
Alla fine della partita tutto lo staff dirigenziale e tecnico si è ritrovato fino a notte fonda per analizzare lo stato delle cose, ora aspettiamo l’investitura ufficiale di Peppino Pavone che deve assolutamente tornare a frequentare lo spogliatoio rossonero più che mettersi dietro la scrivania in questo momento, troppo importante la sua figura perchè ci sarà bisogno della sua tranquillità, equilibrio e conoscenza della materia calcistica per inculcare nella mente di questo gruppo squadra cosa significa vestire la gloriosa maglia rossonera e soprattutto l’importanza di mantenere la serie C per poter poi programmare, dalla prossima stagione, qualcosa d’importante, il resto però lo dovranno fare in campo l’allenatore e i calciatori che sono chiamati ad un’impresa difficile e tortuosa, irta di difficoltà ma certamente possibile da realizzare.
Quando tutto ti sembra impossibile……Riparti da capo
