Ci siamo seduti come ogni giorno davanti al nostro inseparabile computer con l’intenzione di scrivere qualcosa di diverso dalle solite notizie che dall’inizio di questo campionato 2025-2026 abbiamo sempre scritto sulla società, sulla proprietà e sulla squadra del Foggia ma onestamente non ci è venuto in mente niente di differente perchè nulla possiamo scrivere di diverso da quello che durante queste settimane e dopo ogni partita dei rossoneri abbiamo già in maniera esaustiva espresso da questa estate. Lo abbiamo esposto alla vostra attenzione sia nel periodo in cui sulla panchina del Foggia c’era Delio Rossi ma ancora di più lo stiamo scrivendo adesso dopo le tre partite in cui in panchina è arrivato Enrico Barilari.
Questo perchè la squadra del Foggia costruita male e senza un logico criterio tecnico-tattico da Nicola Canonico e Carlo Musa non ci ha dato, fino ad ora, nessun motivo per poterne parlare in maniera positiva riguardo le sue prestazioni e sui suoi risultati che NON si sono maturati in maniera soddisfacente, positiva ed equa. Siamo stati costretti, nostro malgrado, a commentare per lo più pesanti sconfitte e penose prestazioni che ci hanno indotto a prendere atto, purtroppo, che dopo 15 giornate di questo torneo il Foggia è ultimo in classifica a quattro partite dal termine del girone d’andata e con una “Spada di Damocle” sulla testa che pende e oscilla pericolosamente con la possibilità di cadere addosso a chiunque si trovi sotto di essa ma soprattutto ancora prima di dover affrontare quattro squadre come Cosenza, Siracusa, Monopoli e Salernitana e che al momento, per come si sono evolute le circostanze, non fanno presagire nulla di buono per i rossoneri.

Quindi allo stato dell’arte una domanda inevitabilmente ci sorge spontanea. Ma perchè il proprietario di una squadra di calcio professionistica deve essere così “autolesionista” al punto di non accorgersi dove sta andando a sbattere, con la sua “nave” che sta facendo navigare a vista, contro gli scogli con conseguenze irreparabili e dopo aver investito nelle prime quattro stagioni 10ml milioni di euro, secondo quello che lui stesso si affretta a raccontare ogni volta che si tocca il tasto degli investimenti economici fatti nel Calcio Foggia 1920 , senza però evidenziare di NON aver ottenuto nessun traguardo e nessun obiettivo di rilevo e soprattutto la serie B promessa in tre anni?
Ma ci siamo anche chiesti il perchè contemporaneamente Nicola Canonico non riesce a porre nessun rimedio valido a questo trend negativo che potrebbe portare i suoi “importanti investimenti” direttemante verso una possibile retrocessione tra i dilettanti quasi annunciata?
Una eventuale retrocessione che “depaupererebbe” in maniera significativa il patrimonio societario e, anche se pur minimo, il valore della attuale squadra tenendo presente che farebbe certamente allontanare definitivamente ancora di più chi vorrebbe subentrare al suo posto al vertice della società rossonera come imprenditori interessati e sponsor pronti a supportare economicamente il Calcio Foggia 1920, che andrebbero a misurarsi in una categoria, la serie D, poco appetibile e di scarsa esposizione mediatica.

Prima dell’ inizio di questo campionato molti si eravamo illusi, compresi noi, che finalmente questo potesse essere il campionato della definitiva ripresa e del riscatto del Foggia dopo le ultime due stagioni in cui i rossoneri NON avevano raggiunto i play off arrivando 11mi nel primo e si era salvato solo nello scontro play out in quello scorso. Tutte le premesse sembravano andare nella migliore direzione anche perchè era ritornato sulla panchina del Foggia Delio Rossi, un “top player” per la serie C che era stato l’artefice della vincente cavalcata nei play off 2022-2023 che aveva portato il Foggia fino alla finale. Ma poi ancora prima che il campionato iniziasse ci siamo resi conto che le cose non erano sarebbero andate verso la direzione che tutto l’ambiente si aspettava, infatti, dalle prime dichiarazioni fatte già a luglio con la squadra ancora in costruzione, si era capito che il progetto era quello di vore giocare al ribasso con il “budget” perchè la proprietà aveva deciso di risparmiare e costruire una rosa di soli giovani, sbagliando in maniera “esclatante” e “clamorosa” ma anche volontariamente la strategia, perchè la serie C per una squadra come il Foggia deve avere una rosa di calciatori di spessore e deve partire all’inizio di ogni staguione dovendo lottare per il vertice della classifica e NON certamente per la salvezza da conquistare alla penultima giornata.
Una rosa fatta soprattutto da giocatori esperti e di qualità , che può comprendere al suo interno anche alcuni giovani da valorizzare ma allo stesso tempo è opportuno che abbia nelle sue fila quelle caratteristiche e quelle peculiarità che possono e devono fare da traino ai giovani per farli crescere senza però abbassare il valore tecnico della squadra e tenendo anche ben presente la “Storia e il Prestigio” di una piazza importante come quella di Foggia che da quattro anni e cinque stagioni agonistiche galleggia in un limbo che si chiama “purgatorio” senza essere in grado di arrivare in “paradiso”.
Oggi 25 novembre, dopo 15 giornate di campionato e il cambio di due allenatori, tutto questo non è avvenuto perchè giocare con una rosa di calciatori fatta quasi tutta di “giovani puledri” senza “cavalli di razza” che abbiano la qualità e che potrebbero aiutare la loro crescita calcistica salvaguardando però le prestazioni e i risultati di tutta la squadra, diventa molto complicato per qualsiasi allenatore pensando alla classifica che parla esclusivamente, in termini, di punti e di posizioni in classifica.

Eppure crediamo che non ci voglia poi tutta questa “scienza” ma solo buona volontà e competenza in materia calcistica per cambiare il modo di gestire un sodalizio se pur importante nel panorama calcistico nazionale come il Foggia se solo si volessero raggiungere determinati risultati e ottimi traguardi e NON certamente facendo la “guerra sportiva ” contro tutto e contro tutti. Avendo contenziosi aperti contro le Istituzioni cittadine, contro il tessuto Imprenditoriale del territorio e soprattutto contro i tifosi che alla fine, sfiduciati e rassegnati, hanno voltato le spalle al maggior azionista rossonero abbandonando di riflesso anche la squadra di calcio perchè tutte le mancanze che hanno portato il Calcio Foggia 1920 al punto dove è oggi, lascia pensare a quello che poteva essere e che al momento NON è stato ma anche perchè se fossimo sicuri di poter scrivere quello che questa società, questa proprietà e questa squadra sarebbero in grado di fare saremmo sicuramente nelle condizioni di affermare con assoluta certezza e scrivere quello che in effetti è capace di fare.