Ieri nella giornata in cui si festeggiavano i 100 anni dalla nascita nel 1925 dello stadio Pino Zaccheria di Foggia, l’AZ Picerno da ultima del torneo di serie C girone C ri è recata a Monopoli per affrontare la 7a in classifica che aveva 12 punti in più e, senza sapere ne leggere e ne scrivere, ha trovato le motivazioni giuste oltre a tirare fuori gli “attributi” per vincere 2 a 0 fuori casa.
Sempre ieri il Foggia da penultima del torneo di serie C girone C si è recata a Trapani per affrontare la 10a in classifica che aveva 6 punti in più e, senza sapere ne leggere e ne scrivere, senza le motivazioni giuste ma soprattutto senza gli “attributi” si è presa 3 “pere” ed è tornata a casa con la coda fra le gambe come spesso è accaduto in queste 15 giornate di campionato, deludendo per l’ennesima volta tutti i tifosi rossoneri, compresi quei 250 che si sono sobbarcati la lunga trasferta in Sicilia per vedere la loro squadra ritornare all’ultimo posto della classifica.

Enrico Barilari dopo la partita contro il Benevento, arrivato da appena due giorni sulla panchina rossonera dove lo aveva messo Nicola Canonico all’indomani dell’epurazione di Delio Rossi, disse che questa squadra con lui NON avrebbe mai giocato con la palla lunga per la spizzata del centravanti ma avrebbe utilizzato un nuovo sistema di gioco per partire dal basso e costruire l’azione, uno schema che comunque NON ha prodotto nulla di diverso da quello precedente utilizzato dal tecnico Romagnolo perchè la “merce” a sua disposizione è quella e di più non si può chiedere a chi ha grossi limiti strutturali. Ma anche dopo la partita contro la Cavese ha sminuito il lavoro di Delio Rossi dicendo che la squadra l’aveva vista a terra fisicamente senza peraltro essersi documentato quella da lui ereditata è una squadra che non ha fatto nessuna preparazione pre campionato oltre ad avere una rosa di calciatori “scarsa”, senza un’identità precisa e senza un gioco nonostante il suo arrivo ma in queste tre partite con lui in panchina dobbiamo concludere che questa è una squadra anche senza gli “attributi”. Ieri dopo la sconfitta di Trapani tra le cose dette che non portano a nulla ha parlato di essersi confrontato con Nicola Canonico e insieme purtroppo non hanno concluso niente se la proprietà non mette mano al portafogli e compra altri 6 calciatori,

Enrico Barilari, secondo noi, con grande umiltà e felice di essere arrivato ad allenare in una piazza come Foggia dove deve ancora dimostrare il suo valore, dovrebbe parlare di meno e lavorare di più oltre a pretendere da chi lo ha voluto a Foggia, cioè Nicola Canonico e anche dal suo “amico” e direttore sportivo Carlo Musa, almeno altri 6 calciatori di spessore, esperienza e carisma che potrebbero forse metterlo in condizione di trasformare questa squadra che, ora come ora, è destinata inesorabilmente con lui oppure senza di lui a retrocedere tra i dilettanti.
La gara di ieri ne è l’esempio lampante Abbiamo visto in Sicilia una squadra svuotata, senza contenuti tecnico-tattici, senza concentrazione al punto che dopo appena 9′ minuti era giù sotto 2 a 0. Barilari ha raccolto 1 punto in 3 partite con il Foggia ma il suo biglietto da visita già ci dava l’idea di un’altra scelta “farlocca” dell’imprenditore barese che per NON smentire la sua fama di grande “esperto di calcio” si è fatto prima strumentalizzare dallo spogliatoio di “bambocci” che lui stesso ha costruito questa estate tanto da mettere in condizioni un allenatore del calibro di Delio Rossi a doversi dimettersi per ben due volte in tre mesi e poi si è fatto convincere anche dal suo direttore sportivo a portare nel Foggia un’ allenatore che dopo aver lavorato solo in Liguria, appena è uscito dalla sua Regione per arrivare la scorsa stagione nel girone meridionale della serie C con il Sorrento, dopo 6 partite e 1 solo punto racimolato, fu esonerato.
Ma cosa vuol dire avere un programma, un’organizzazione societaria, saper salvaguardare i propri investimenti e avere un direttore sportivo con gli “attributi “? Ve lo spieghiamo noi prendendo come esempio l’Audace Cerignola e il suo DS Elio Di Toro, che imponendosi con il suo Presidente Nicola Grieco e contro tutto l’ambiente gialloblù, dopo 5 sconfitte consecutive si è battuto per NON far esonerare Vincenzo Maiuri che alla fine nelle tre partite consecutive Sorrento, Giugliano e venerdì scorso contro il Crotone, le ha vinte tutte.
E il Foggia? I rossoneri, ultimi in classifica, domenica prossima 30 novembre ospiteranno allo Zaccheria il Cosenza un’altra partita sulla carta difficile e complicata con un’epilogo, a meno di un miracolo, già scritto e per mischiare il sacro con il profano iniziamo da oggi a farci il segno della croce……
Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirto Santo…….Amen
