Trapani. La Città del vento e del sale e….speriamo dei punti

Guardando attentamente la classifica aggiornata dopo la 14a giornata, l’ambiente rossonero, gli addetti ai lavori e soprattutto i tifosi del Foggia sono autorizzati ad essere molto preoccupati. Certamente il margine per migliorare la posizione attuale dei rossoneri è fattibile ma quali sono le prospettive future per il prosieguo di questo campionato? Nel calcio è vero, come era solito dire mister Caramanno, esistono due fattori inconfutabili,  l’imponderabilità e il fatto di essere sconfessati velocemente su pronostici che si considerano già sicuri e confermati succede spesso e in tutte le categorie ma potrebbe anche succedere se si mettono in fila alcuni risultati positivi e consecutivi che cambi lo scenario in maniera determinante.

               
Questo è quello che ci auguriamo possa succedere al Foggia a partire già da domani sul campo di una squadra, il Trapani, che in estate era stata penalizzata di ben -8 punti da recuperare in gran fetta e alla fine ci è riuscita se oggi ha 17 punti in classifica ed è in zona play out ma di fatto ne ha conquistati 25 sul campo.
Non sarà sicuramente una passeggiata di salute al “Provinciale” domani pomeriggio ma la squadra di mister Barilari, che volerà oggi pomeriggio in Sicilia, anche se ancora penultima in graduatoria ha la possibilità di regalare degli “exploit”, basti ricordare la vittoria di Casarano che non era pronosticata da nessuno. Purtroppo però esistono innegabili difetti strutturali a questa squadra che l’hanno portata oggi ad avere due reparti tra i peggiori del girone C della serie C, l’attacco e la difesa ma anche il centrocampo che ha delle carenze tecnico-tattiche molto evidenti, infatti sono bastati gli infortuni a lungo termine di Petermann e Castorri e l’assenza di Byar impegnato a diventare Campione del Mondo Under 20 con il Marocco, per scombussolare tutti i piani della squadra rossonera all’epoca allenata da Delio Rossi.                                                                                                                                                           Gennaio e il mercato di riparazione sono ancora lontani per sperare di mettere un riparo agli errori commessi questa estate nella costruzione della rosa attuale perchè a conti fatti al Foggia mancano almeno 5/6 calciatori e tutti dovranno risultare di un ottimo livello tecnico, fisico e qualitativo se si vorrà portare a termine quel traguardo minimo preventivato a luglio e cioè la salvezza almeno alla penultima giornata di questo campionato.
NON ha di certo aiutato in un momento così delicato la fuoriuscita dall’area tecnica di Delio Rossi e del suo staff che stavano iniziando a costruire qualcosa di importante con questo gruppo e quindi con l’arrivo di Enrico Barilari si è dovuto ricominciare tutto da capo a partire dal cambiamento dello schema di gioco adottato dal tecnico di Levanto.
NON ha aiutato , almeno fino ad ora, neanche la ” cherelle” pesantissima come un macigno che è in atto tra la proprietà e il tifo organizzato ma non solo. Vedere lo Zaccheria con 540 spettatori sugli spalti è un “incubo” incomprensibile e irrazionale che è stato creato da Nicola Canonico il quale ha scelto, non potendo fare gli abbonamenti per via dei lavori di ristrutturazione e ampliamento dello stadio di viale Ofanto, di alzare i prezzi dei biglietti in tutti i settori dello stadio e in special modo quelli dei settori popolari, facendo incrinare ancora di più il rapporto con la gente di Foggia che per colpa anche degli scarsi risultati e delle prestazioni inguardabili, si è ormai rassegnata al peggio e ha deciso in massa di disertare lo Zaccheria lasciando la squadra senza l’apporto e il calore dei propri sostenitori.


Che gara sarà quella contro il Trapani? Da una parte i siciliani che vorranno rimettersi in riga dopo la sconfitta di Potenza e il Foggia che dopo il pareggio casalingo di lunedì scorso contro la Cavese, vuole tentare di tornare a casa con punti pesanti per la sua classifica deficitaria. Tutto il resto sono solo “parole al vento” che non producono nulla ma che creano ancora di più dispiaceri e sofferenza

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