Dopo la partita di venerdì scorso il tecnico del Foggia Delio Rossi in maniera molto decisa e niente affatto criptata ha messo in chiaro alcuni concetti sulla situazione attuale sua, della società e della squadra rossonera.
“Il mercato ha chiuso il 1° settembre e sono effettivamente solo pochi giorni che lavoro con questi ragazzi. Molti di loro arrivano da squadre in cui non giocavano quindi la loro condizione fisica non è al massimo, infatti durante la gara contro il Latina ho dovuto sostituire 4/5 calciatori per crampi mentre mi interessava vederli rimanere in partita.”
Il tecnico si è poi soffermato sul fatto che la volontà e l’abnegazione di questo gruppo è fuori discussione ma bisognerà crescere e anche tanto. Sarà un campionato di sofferenza, ha ammesso l’allenatore rossonero ma questo lo sapevamo e allo steso tempo si è detto comunque sicuro che il Foggia raggiungerà il minimo obiettivo che si è imposto all’inizio della stagione.
” Avremmo meritato di più dalle partite con il Giugliano e contro il Latina e ai miei calciatori non posso rimproverare nulla. Questi ragazzi hanno bisogno di sentire il calore di Foggia e dei foggiani ma è anche vero che non siamo il Real Madrid anche se questo gruppo crescerà.”
A livello tattico Rossi si è soffermato sulla sostituzione dei due esterni Valietti e Panico che, come avevamo rilevato ieri nel nostro articolo, sono stati sostituiti perchè non accorciavano sulla catena esterna sia a destra che a sinistra ma chi ha preso il loro posto, Rizzo e Morelli, non ha fatto meglio. La testa dei miei calciatori, afferma il tecnico, vuole proporre delle cose ma il fisico non ce la fa a sostenerle, servirà anche più personalità ma dovrebbero essere tutti nelle migliori condizioni fisiche.
Sulle sue dimissioni Delio Rossi ha puntualizzato di aver parlato con Nicola Canonico prima di Catania e di avergli riferito che secondo lui le “regole d’ingaggio” per le quali lui aveva accettato di tornare a Foggia erano state disattese. Quando è stato chiamato dal Tribunale a Bari gli è stato detto che tutto il progetto era stato improntato sulle sue “spalle” e per questo motivo ma anche per i suoi ragazzi che avevano perso 6 a 0 a Catania, ha deciso di rimanere non sentendosi nella condizione di andare via e di abbandonare la sua nave in mezzo alla tempesta.
Poi un’attacco frontale, con un’entrata a gamba tesa da autentico difensore come lui era quando giocava, lo ha fatto riferendosi ad altri personaggi che ruotano intorno al Foggia oltre che alla stessa società, senza specificare però a chi si riferisse. Però la frase ” anche se io chiedo qualcosa NON me la danno” è emblematica del malcontento che l’allenatore rossonero sta vivendo in questo periodo affermando che molti fanno solo chiacchiere e che probabilmente non sono interessati al Foggia facendo sembrare verso l’opinione pubblica e verso i tifosi che la squadra sia la sua ed è per questo ha voluto puntualizzare il fatto che se non può allenare bene come lui vorrebbe, non potrà nemmeno incidere più di tanto. Ha poi concluso dicendo che lui sa fare solo l’allenatore e che non sa se lo fa bene oppure male ma è l’unica cosa che sa fare perchè non sa fare altro.
La stoccata finale arriva, eccome se arriva quando Delio Rossi tocca l’argomento Trinitapoli. Il tecnico non si capacita del perchè il Foggia deve soggiornare e e allenarsi a Trinitapoli e che non esista una struttura in Città che possa ospitare la squadra per gli allenamenti. Purtroppo, ammette l’allenatore Romagnolo, in questa Città spesso tutto rimane solo a parole.
” Il Foggia ha puntualizzato Delio Rossi, non è mio e nemmeno di Nicola Canonico ma è della gente. e del territorio. Poi un’altra frase sibillina l’ha pronunciata facendo l’esempio di suo figlio. “Se io vedo che mio figlio sta bene allora è tutto ok ma se dovesse stare male resto con lui al suo fianco 24 ore al giorno”, quindi con questo esempio ha voluto dire che bisogna dare tutti di più.”
In questa sua disamina pungente però un piccolo “errore” Delio Rossi lo ha commesso quando ha tirato in ballo la questione dell’utilizzo dello Zaccheria che il Comune di Foggia ha concesso anche all’Heraclea Candela e la risposta del Presidente della società del subappennino, Gennaro Casillo, non si è fatta attendere ed è stata abbastanza polemica laddove il massimo dirigente del Candela ha voluto sottolineare che Delio Rossi con la sua affermazione forse voleva spostare l’attenzione dai problemi che attanagliano i rossoneri anche perchè l’Heraclea Candela non solo ha sistemato porte e reti dello stadio Zaccheria ma non ha fatto nessuna pubblicità per averlo fatto e in più paga regolarmente la quota partita come fa la squadra del Foggia.
Alla fine l’analisi di tutta questa situazione, dopo 4 partite di campionato e con 4 punti in classifica, per Delio Rossi è frutto di tanti fattori, e troppi problemi che hanno bisogno di essere risolti velocemente ma allo stesso tempo il tecnico ribadisce ancora una volta che questo gruppo è destinato col tempo a crescere e noi dobbiamo credergli altrimenti non sarà valso a nulla averlo riportato sulla panchina del Foggia. Delio Rossi comunque rimane ancora una garanzia per la squadra di calcio rossonera, perchè Delio Rossi è un assegno circolare esigibile in qualsiasi momento e in qualsiasi Istituto di Credito. A buon intenditor carissimo Nicola Canonico…… poche parole.
Delio Rossi. Parole che pesano come macigni
