Vogliamo e dobbiamo fare, a mente fredda, l’analisi dell’ennesima sconfitta contro i cugini Ofantini, sconfitta che perseguita il Foggia da 6 anni cioè da quando vinse i due derby allo Zaccheria e al Monterisi in serie D con una parentesi con un pareggio per 0 a0 e una vittoria, l’unica, nei quarti di finale dei play off con Delio Rossi. Solo per oggi vogliamo tornare sulla partita di domenica scorsa persa dai rossoneri per 0 a 2 a favore dell’ Audace Cerignola prima di voltare pagina e pensare alla trasferta di sabato prossimo con il Monopoli che molto probabilmente si giocherà allo stadio di Bari per l’indisponibilità del Veneziani. Il Cerignola si è presentato allo Zaccheria dopo la sconfitta di Cava dei Tirreni di fronte ad una bellissima festa rossonera che ha visto il ritorno sugli spalti dei tifosi ma anche del Regime Rossonero dopo 13 anni d’assenza dalla Curva Sud ma anche dopo le giornate di squalifica e dopo che lo scorso anno si erano defilati, sfiduciati, amareggiati, depressi e allontanati dalla loro squadra per diversi motivi molto negativi legati tra loro come per esempio l’aumento sconsiderato dei prezzi dei biglietti e per una squadra costruita malissimo in estate e con il cambio di 5 allenatori in panchina che comunque ha portato lo stesso alla retrocessione sul campo nei Dilettanti dopo 106 anni di storia.
Si sono presentati in 10.348 di cui 5.329 abbonati allo stadio di viale Ofanto e ne sono usciti a fine partita delusi dal risultati ma anche da un prestazione altanelante tra un bruttissimo primo e un secondo tempo un poco migliore. Quasi 11.000 spettatori che sono stati un record, considerando che il Foggia in questa stagione è ripartito con un forte ritardo e da zero oltre ad avere dovuto ricostruire ex novo tutta la rosa dei suoi calciatori. Ma l’ ottimo lavoro in sede di calcio mercato dell’Area Tecnica rappresentata da Peppino Pavone, Alex Casella e il tecnico Gaetano Auteri, che in un solo mese, ha compiuto un’autenico miracolo calcistico portando alla corte della società rossonera 30 nuovi calciatori di cui alcuni di qualità, esperienza, carisma e tecnica ma anche diversi giovani di buone speranze e di prospettiva che già nelle prime 3 partite di questo campionato si sono messi in evidenza e che potranno solo migliorare con il passare delle settimane e delle partite da giocare.
L’analisi della partita e la sua sconfitta arrivata dopo una vittoria e un pareggio in perfetta media inglese, ci ha detto diverse cose che noi riteniamo di dover prendere in considerazione. Sicuramente essere andati sotto di 2 gol dopo soli 20′ minuti non ha agevolato la squadra di Auteri che la partita certamente l’aveva preparata in maniera diversa ma se prendi un gol a freddo dopo soli 2 ‘ minuti lo scenario dell’incontro canbia decisamente, se poi per un errore difensivo regali anche il secondo gol, la situazione della gara diventa molto complicata da ribaltare anche perchè il Cerignola ha dimostrato si sapere stare in campo e di essere molto avanti con la preparazione fisica, ha retto l’urto del ritorno del Foggia che era prevedibile ma dobbiamo ammettere che è stata L’Audace accompagnata anche da un poco di fortuna e da un’ottimo portiere però la sua vittoria, meglio essere chiari, alla fine è stata meritata. Il Foggia ha provato a reagire nella ripresa e ci è anche riuscito tenendo spesso il pallino del gioco tra i suoi piedi e con l’ innesto di un’ altro attaccante come Ravasio a fare coppia con Luciani si sono create almeno 3 nitide palle gol e se una di queste. la prima, fosse entrata dopo 15′ minuti sulla traversa di Luciani, sicuramente nell’ultima mezz’ora, con la spinta del pubblico, forse il Foggia avrebbe potuto anche pareggiarla questa partita.
Ma come giornalisti noi dobbiamo anche fare le nostre valutazioni tecniche che non vogliono assolutamente essere in opposizione oppure dare consigli al tecnico rossonero che conosce bene la materia e sa quello che fa e che deve fare ma neanche vogliamo consigliare le scelte che Gaetano Auteri ha fatto e che farà ma secondo il nostro parere oggi con l’arrivo di un centrocampista che ha una buona visione di gioco e dinamicità come Zuccon, di un’esterno d’attacco molto tecnico come Del Sole e di un’ attaccante di peso come Ravasio, si potrebbe scegliere di mettere in campo un modulo con più copertura a centrocampo, il 3-4-3 che Auteri ha nel suo mantra, quindi non più con 2 ma con 4 centrocampisti di cui due centrali e due braccetti laterali ma soprattutto 3 calciatori nella zona d’attacco con Del Sole (quando sarà disponibile) oppure Panico o Petito con lo stsso Ravasio e Luciani a fare da terminali in area di rigore.
La difesa a 3 per poterla fare ha bisogno del miglior Di Pasquale per la sua esperienza e e per la sua attitudine a comandarla e per la visione di gioco con i terzini ai sui lati, Seck oppure Berra e Todisco ma soprattutto con i braccetti esterni di centrocampo a dare manforte sia in fase di possesso che di non possesso, due frecce come Smeraldi oppure Bigonzoni che anche domenica hanno portato velocità, dinamismo e cross dalla fascia laterale per gli attaccanti.
E’ chiaro che il nostro è solo un parere del tutto personale, vista la rosa che oggi è completa in tutti i suoi slot anche se purtroppo di questi “errori di percorso” ne potranno capitare altri ma l’importante sarà sempre resettare in fretta e dagli errori correggere e capire quali possono essere le soluzioni alternative. Il Foggia, come abbiamo sempre detto dal 28 luglio scorso, giorno della sua riammissione in serie C, non parte in questo campionato per vincerlo e la pensano così anche Gennaro Casillo e la famiglia De Vitto ma siamo certi che anche all’interno dell’Area tecnica e dello spogliatoio si fa lo stesso pensiero perchè il Foggia dovrà disputare una stagione dignitosa di transizione e creare le basi per un progetto a medio termine che dovrà portare , come chiede la gente di Foggia e i tifosi rossoneri a raggiungere una salvezza sicura e il prima possibile per poi in seguito putare verso la promozione in serie B. I tifosi devono saper aspettare perchè questa squadra, tra qualche settimana, darà soddisfazioni a tutti e potrà sempre proporsi come la “mina vagante” di questo campionato, a patto però che si rimanga concentrati e con i piedi per terra, senza isterismi per le sconfitte e senza esaltarsi per le vittorie che, statene certi, arriveranno ma mantenendo un’equilibrio che porterà la squadra verso un traguardo e un’obiettivo importante magari anche a giocarsi le proprie carte per arrivare nella griglia play off che manca ormai da queste parti da 3 lunghe stagioni.
Doveva essere una festa invece è stata ancora una volta una “debacle”
