Un vero peccato non aver vinto la partita di ieri contro il Catania, per il Foggia di Zauri. Una partita giocata molto bene contro una squadra con diversi problemi legati alle squalifiche e agli infortuni. E’ anche vero però che ci potevano essere tuti i presupposti per portare a casa l’intera posta in palio.
Consideriamo che anche i rossoneri si sono presentati al “Massimino” con tre squalificati e diversi infortunati ma la prestazione espressa sul campo e’ stata superlativa. Squadra compatta, corta, equilibrata e concentrata che ha concesso veramente poco agli uomini di mister Toscano. Più volte nel primo tempo il Foggia ha sfiorato la possibilità di andare in vantaggio senza riuscirci poi però nella ripresa dopo 23′ minuti è riuscita finalmente a segnare con un gol, anche se rocambolesco, con il l giovane Amadou Sarr alla sua prima rete in maglia rossonera e a quel punto sembrava che la squadra potesse davvero vincere la gara per come stava giocando e per come era padrona del campo ma purtroppo nell’unica disattenzione della difesa rossonera il Catania ha segnato il gol dell’1 a 1 ed e’ arrivato per gli Etnei un pareggio che sta molto stretto al Foggia il quale indubbiamente avrebbe meritato di uscire dallo stadio Catanese, davanti a 14.000 spettatori, con i tre punti..
Silvestro, Vezzoni e Gala sono stati, secondo noi, i migliori in campo e Luciano Zauri ancora una volta dal mese di novembre che ha preso in mano le redini della squadra del Foggia, ha dimostrato una cosa che in molti pensiamo e cioè che se fosse arrivato insieme al Ds Leone all’inizio della stagione forse le cose sarebbero andate diversamente.
Ma sul tecnico abruzzese e sulle sue dichiarazioni di sabato nella conferenza stamp pre gara, vorremmo soffermarci per un’istante e commentarle insieme a voi. Zauri e’ stato molto esplicito e pungente nell’affermare che lui a Foggia sta molto bene e che rimarrebbe volentieri ma allo stesso tempo ci ha tenuto a farci sapere che si sta guardando intorno e non potrebbe essere altrimenti, visto che il suo contratto scadrà il 30 giugno prossimo.
Però analizzando a fondo le sue parole, l’attacco “sferrato” contro la proprietà e’ stato netto, frontale e senza alcuna possibilità di equivoci nella sua interpretazione. L’allenatore rossonero ha infatti affermato che se non ci saranno le condizioni, per poter proseguire il suo rapporto con il Foggia sarà inutile rimanere alla guida dei rossoneri anche se nelle sue intenzioni c’è la volontà di farlo.
Ma vi siete chiesti, come abbiamo fatto noi, il perchè Luciano Zauri ha deciso, dopo cinque mesi da suo arrivo al Foggia, di ribadire determinati argomenti, dopo che lo aveva già fatto subito alla conclusione del mercato di gennaio con il conforto dai risultati che e’ riuscito ad ottenere?
Perchè per l’allenatore rossonero, detto senza peli sulla lingua, nel Calcio Foggia 1920 attualmente manca la prospettiva di fare programmazione e questo per via dell’assenza ormai “cronica” di un progetto tecnico e soprattutto gestionale, due parole che descrivono con semplicità il problema ma che penetrano anche ferocemente in una ferita ormai aperta e sanguinante da quattro anni di NON gestione .
Luciano Zauri e’ stato un calciatore di livello internazionale che ha giocato in grandi club e nelle coppe europee ed è per questo motivo che ha voluto mettere in evidenza quello che tutti sappiamo ormai da tempo immemore. Praticamente tra le righe ma nemmeno tanto tra le righe, ha espresso in due parole quello che disse il ” Maestro ” Zdenèk Zeman tre anni fa andando via da Foggia e cioè che:
” IL CALCIO A FOGGIA NON SI PUO’ FARE FINO A QUANDO CI SARA’ QUESTA PROPRIETA'”.
Lo dicono i numeri che sono inconfutabili e inesorabili. Tanti calciatori, più di 100. che si sono avvicendati nello spogliatoio rossonero in questi quattro anni, per non parlare degli allenatori sostituiti compresi quelli che per disperazione hanno deciso di dare le loro dimissioni, dei direttori sportivi di cui una buona parte scarsamente preparata e senza un minimo di conoscenza della materia calcistica, oltre ai tanti “pseudo” dirigenti passati ed evaporati per la società di via Gioberti come “meteore”.
E i risultati? Un “fallimento sportivo” di proporzioni planetarie che non ha uguali nella storia del Calcio Foggia 1920. Questa stagione per restare all’attualità, oltretutto, dopo aver cambiato 4 allenatori solo nel girone d’andata, finirà a “tarallucci e vino” con una piccola differenza che merita di essere sottolineata e che riguarda l’attuale tecnico rossonero che solo per la sua bravura e per la sua sincerità andrebbe da subito “riconfermato” senza se e senza ma e con lui anche il direttore sportivo Leone. Con loro si dovrebbe e si potrebbe iniziare a programmare la nuova stagione, cioè sedersi ad un tavolo e fare una valutazione a 360° laddove entrambi abbiano dalla proprietà, qualunque essa sia, i “pieni poteri esecutivi” all’interno della’area tecnica, guardando con attenzione a quello che c’è in casa, cioè i calciatori attualmente sotto contratto e con la ricerca di altri profili che abbiano, come ha specificato il tecnico di Pescina, le caratteristiche adatte per poter fare un campionato di alto livello, sempre se la loro coppia rimanga al suo posto anche nella prossima stagione agonistica 2025-2026.
Quello che poteva essere e non è stato
