C’è una cosa che in questi giorni ci sta infastidendo e non poco da quando è uscita l’indiscrezione di un possibile ritorno nell’organigramma della società del Calcio Foggia 1920 di Peppino Pavone. Questo nostro fastidio deriva dai pochissimi commenti “faziosi e strumentali” apparsi sui social con alcuni post che parlano del ritorno dell’ex direttore sportivo di Barletta.
Commenti che hanno un unico “slogan e un unica “nenia” che riguarda l’età di Pavone (74) che a noi sembra, come dicevano in uno “stetch televisivo” i comici napoletani Tre Tre e cioè ” MI PARE NA’ STRUNZATA”.
Cosa significa avere un’età avanzata nel mondo del calcio? Significa forse doversi andare a ricoverare in una RSA oppure potrebbe significare tutt’altro? Questo lo diciamo perchè proprio l’età avanzata, se il cervello e il fisico regge, è un chiaro sintomo di esperienza per il vissuto, per la carriera, per i numeri oltre ai risultati raggiunti e ottenuti negli anni che vengono poi descritti, in maniera indelebile, sul proprio curriculum professionale e hanno una valenza inconfutabile.
Allora ci chiediamo quale migliore profilo di quello di Peppino Pavone potrebbe aiutare la proprietà rossonera nella fase di ricostruzione, che ripartirà da zero, fosse solo per la sua competenza, per la sua moralità, per la sua esperienza e soprattutto per la sua professionalità?
Al momento non vediamo nessuno all’orizzonte che sia in grado e che possa riempire la casella di Direttore dell’ Area Tecnica, il quale dovrà essere di supporto al Direttore Sportivo e all’Allenatore ma che dovrà essere anche la figura di fiducia e di immagine riflessa nello specchio della proprietà facendo da anello di congiunzione tra lo spogliatoio e in questo caso Gennaro Casillo con Giuseppe e Antonio De Vitto.
Cerchiamo si essere più chiari per farvi capire e rendere l’idea. Ma secondo voi c’è differenza se nello spogliatoio del Foggia, di fronte a calciatori con il pelo sullo stomaco e con più di 200 presenze nei vari campionati professionistici tra serie C e serie B, entrasse per parlare di calcio, delle partite e dei problemi uno come Carmine Cagnazzo ( senza offesa ma solo per la giovane età e la poca esperienza) oppure Peppino Pavone? La differenza esiste eccome perchè il carisma e la carriera di un personaggio dello spessore e che sia del livello di Pavone contano nel calcio, eccome se contano e la differenza è molto sostanziale .


Fatta questa dovuta precisazione, fatevi voi stessi la domanda e datevi la risposta se oggi avere nel mondo del calcio 74 anni potrebbero rappresentare un’ostacolo oppure una risorsa e un “surplus” risolutivo per migliorare le varie situazioni che in una stagione si potrebbero palesare? E allora perchè l’età vale per Peppino Pavone e non vale per Pantaleo Corvino che lavora con il Lecce in serie A e ha 76 anni?
Lo stesso discorso vale per il Direttore Generale il Dott. Giovanni Francavilla, una fonte inesauribile di esperienza e professionalità al servizio del calcio, che ha nel suo faldone della carriera le conoscenze e i segreti per tutto ciò che riguarda la parte amministrativa e gestionale in squadre professionistiche, essendosi per molti anni mosso nei meandri della Figc, della Lega e delle Norme Federali ma soprattutto per avere già lavorato nel Foggia con Pasquale Casillo ai tempi della serie A e quindi conosce alla perfezione l’ambiente di una piazza come Foggia.

Sarà sicuramente da questi due alti profili che partirà la rinascita della nuova struttura della “governance” del Calcio Foggia 1920 nella stagione 2026-2027 e sarà certamente propedeutico per una partenza con il piede giusto aspettando che arrivino le ufficialità da via Gioberti ma soprattutto che arrivi la riammissione al campionato di serie C 2026-2027.
