Il “detto popolare” rappresentato nel titolo di questo articolo letteralmente significa: “condividere una sofferenza con qualcuno che la rende più sopportabile”.
Infatti, venerdì sera alla ore 20,00, se non tutti ma sicuramente la maggior parte dei tifosi del Foggia erano davanti alla televisione non per guardare la solita “soap opera” ma per sintonizzarsi e diventare solo per un’ora e mezza solidali con gli amici mai conosciuti del Sudtirol che si stavano giocando la permanenza il serie B a spese dei cugini del Bari.
E per favore non facciamo finta che al fischio finale dell’arbitro La penna ci siamo dispiaciuti perchè non ci crederebbe nessuno, infatti i tifosi rossoneri se non tuti ma sicuramente la maggioranza di loro ha esultato per la gioia di vedere i biancorossi retrocedere in serie C.
Il bello del calcio è proprio questo. Cioè la” rivalità” che esiste tra le tifoserie e tra le Città come è altrettanto vero che esiste anche il “gemellaggio” tra le tifoserie e la solidarietà tra le Città. Parliamo comunque di una rivalità sana, calcistica, spontanea, con sventolio di bandiere e inni, senza violenza e invasioni di campo ma solo frutto si cori e sfottò che sono esaltati e profusi sui campi di calcio dalla maggiore categoria dei campionati fino all’ultima categoria, quella più bassa.
Oggi sicuramente il Bari è in serie C e giocherà nel girone C di questa categoria, mentre per il Foggia, al momento,è ancora in serie D e aspetta l’ufficialità della Lega per la sua eventuale “riammissione” tra i professionisti. Quando e se questo evento accadrà , dopo diversi anni, si rigiocheranno allo stadio Zaccheria di Foggia e allo stadio San Nicola di Bari le sfide “infuocate” tra due compagini che hanno una storia calcistica importante alla pari con la loro lunga rivalità.
A Bari come a Foggia le due società sono state , anche se il Bari ancora lo è, gestite da proprietari non del prorpio territorio. A Bari c’è ma non sappiamo finora quando la famiglia De Laurentis proprietaria in serie A del Napoli Calcio mentre a Foggia fino a febbraio scorso il proprietario era proprio un’imprenditore di Palo del Colle quindi del territorio barese, che nulla aveva che fare con Foggia e con la Capitanata.
Se il Foggia venisse riammesso in serie C nella seconda quindicina del mese di luglio, ci sarebbero di fatto due e non un derby di grande rivalità calcistica, quello contro il Bari ma anche quello contro il Barletta, un’altra Città e un’altra squadra di calcio che non sprigiona empatia nei confronti in maniera però reciproca con i “satanelli” rossoneri.
Una cosa sraà certa, ne vedremo delle belle, bisognerà però spettare e sperare, che è quello che tutto l’ambiente rossonero si augura possa avverarsi, per avere la prossima stagione un girone C di serie C che sembrerà una sorta di serie B2 con squadre di un certo spessore, livello e blasone ma anche con grandi storie di calcio alle spalle.
Intanto il Foggia continua a programmare e a progettare il suo futuro. Dopo la quasi scontata nomina a Direttore Generale di Giovanni Francavilla si fanno i nomi di 3 nuovi Direttori Sportivi che sono scritti sul taccuino di Gennaro Casillo e di Giuseppe e Antonio De Vitto. Parliamo di profili importanti che sono rappresentati da Alessandro Degli Esposti, da Fabio Lupo e da Mauro Meluso, che sarebbe un ex a Foggia mai dimenticato e che ha lavorato in piazze molto importanti con risultati significativi e rispettabili.