Adesso si dovrà ricominciare tutto da capo

E’ quasi superfluo ricordare gli ultimi 5 anni della storia centenaria del Calcio Foggia 1920. Lo vogliamo comunque fare a tutti i costi perchè per chi ha la memoria corta, nell’ autunno del 2021 in una conferenza stampa monologo del vecchio proprietario rossonero che in estate si era insediato al vertice della società del Foggia, lo stesso si permise di dire che NOI FOGGIANI vivevamo di ricordi perchè palavamo sempre di Zemanlandia ma la cosa che ci diede molto fastidio fu che lo disse rispondendo ad una domanda di un collega in sala stampa e lo fece con tutto il “disprezzo” possibile cercando di depositare nella spazzatura gli anni di dominio nel panorama calcistico nazionale che vedeva una società e una squadra di di calcio di una Città di 130.000 abitanti allenata da un allenatore sconosciuto con giocatori che erano stati acquistati nelle serie minori da un direttore sportivo dello spessore di Peppino Pavone ma che faceva tremare Juve, Milan e Inter in serie A.
Rispetto a quei ricordi “indelebile” nella nostra mente, per chi ha avuto la fortuna di avere vissuto quei momenti, come potremmo catalogarli e paragonarli ai ricordi che abbiamo delle cinque stagioni che ci sono state propinate in maniera indigesta nella gestione dell’ ex proprietario venuto dalla terra di Bari? E allora meglio dimenticare tutto quello che abbiamo dovuto sopportare ed ingoiare nella gestione barese pressapochista, superficiale, inadeguata e in molti casi minacciosa e vessatoria con la mancata empatia e soprattutto col fatto di aver fatto il vuoto intorno a se con tutte le Istituzioni cittadine, con la maggior parte della stampa locale (a parte gli zerbini e i leccaculo di turno) ma soprattutto nei riguardi dei tifosi rossoneri che dopo poco tempo avevano capito con chi avevamo a che fare e come purtroppo sarebbe andata a fin ire la parentesi barese, al punto che anche cambiando in corsa a febbraio di quest’anno la proprietà non si è riusciti a evitare la prima retrocessione della storia di 106 anni tra i Dilettanti del Calcio Foggia 1920.
E adesso cosa succederà nel Foggia? Si dovrà ricominciare tutto da capo e questa sarà la grande fortuna che in questo momento fa ben sperare tutto l’ambiente rossonero a cominciare dai nuovi proprietari Gennaro Casillo con Giuseppe e Antonio De Vitto che avranno l’arduo compito di ricreare non solo l’ empatia con l’ambiente, con la stampa con i tifosi ma soprattutto ripristinare la credibilità, la dignità e l’identità di una società e di una squadra che ha nel suo DNA tutte le caratteristiche per uscire al più presto dal limbo della serie C e ritornare nelle categorie più consone al suo blasone e alla sua storia. e ad una piazza come Foggia.
Ripartire da capo significa soprattutto fare le scelte giuste e limitare gli errori al minimo sindacale anche perchè nella gestione di una società e di una squadra di calcio professionistica gli ostacoli e qualche errore sul percorso ci sono stati e ci saranno sempre, però basterà superarli con la competenza. la capacità manageriale, con la coesione. col gruppo, con la programmazione, con progetti lungimiranti e anche con un poco di fortuna che non guasta mai.
Le scelte? Nella ormai famosa “Piramide di ” Maslow”, la scala gerarchica è di fondamentale importanza, per questo motivo avere al fianco della proprietà dei profili di alto spessore diventa imprescindibile se si voglio raggiungere a breve oppure a medio termine traguardi e obiettivi ambiziosi.
Si parte dal Direttore Generale che il Calcio Foggia 1920 non ha mai avuto ma che è una figura decisiva nell’ambito delle decisioni societarie, per poi arrivare ala scelta di un responsabile dell’Area Marketing come pure un responsabile dell’Area Tecnica, dell’Uomo Immagine e dell’Area Medica. Si dovrà scegliere un Direttore Sportivo di esperienza e di polso, con gli attributi al posto giusto ma anche che conosca a mena dito le caratteristiche dei calciatori e degli allenatori nel panorama calcistico nazionale, questo per evitare di rifare gli errori degli ultimi anni del proprietario di Palo del Colle ma anche quelli commessi negli ultimi tre mesi che per colpa di “qualcuno” esterno alla proprietà ci ha fatto ritrovare ad un punto di non ritorno e una deriva in cui si trova oggi a maggio 2026 il Foggia che comunque resta in attesa di un’eventuale “riammissione” in serie C che sarebbe per la nostra società e per la nostra squadra di calcio rossonera una “panacea” che sconfiggerebbe tutti i mali e tutte le sofferenze passate.

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