In questi giorni stiamo commentando e cercando di capire quale valenza può avere l’interessamento da parte di un Gruppo Industriale del Nord, che raccoglie al suo interno una serie di Aziende presenti anche nel nostro territorio e quelli limitrofi, che si sta avvicinando con molta serietà e concretezza alla volontà di fare una scalata al vertice della società rossonera. Noi nel frattempo NON vogliamo però dimenticare tutte le “cattive abitudini” che hanno portato il Calcio Foggia 1920 ad un “fallimento sportivo” senza precedenti e che si sta perpretando ai danni della nostra società calcistica e della nostra squadra di calcio dal 7 luglio 2021 giorno in cui un Notaio affidò a Nicola Canonico la maggioranza delle quote del sodalizio rossonero.
Ma nonostante tutto, vogliamo ripercorrere ancora una volta, anche se saremo ripetitivi, tutte le “cattive abitudini” che si sono susseguite inesorabilmente nelle cinque stagioni della gestione societaria della famiglia Canonico al vertice del Calcio Foggia 1920, tutto quello che è successo all’interno della società e della squadra perchè ci sembra doveroso per NON DIMENTICARE.

Quando un’ allenatore e un direttore sportivo di alto spessore con altissime competenze in materia calcistica dimostrate non con le chiacchiere ma con curriculum di elevata professionalità, decidono di ritornare in una piazza e soprattutto in una società come il Foggia, i risultati inevitabilmente devono arrivare e portano con loro un valore totalitario ma soprattutto quando poi riescono a rimanere al loro posto per l’intera stagione agonistica, anche se la proprietà fa di tutto per rendergli la vita difficile, allora vuol dire che sono più forti di tutti i soprusi, le avversità e le continue ingerenze che gli vengono “gettate” addosso da chi nel tempo si è dimostrato incompetente a gestire una squadra professionista in una Città dalla storia calcistica ultracentenaria e dal blasone come il Foggia.. Ed è quello che è accaduto la prima stagione con Nicola Canonico alla presidenza nei riguardi di Zdenèk Zeman e Peppino Pavone.
Ma comunque il “duo” artefice di Zamanlandia con il Presidente mai dimenticato Pasquale Casillo,

riuscirono a resistere e addirittura a conquistare i play off con una squadra fatta di sconosciuti e calciatori presi quasi tutti da categorie inferiori perchè il “budget” messo a disposizione dalla proprietà al Ds Peppino Pavone somigliava più ad una elemosina raccolta davanti ad una chiesa che ad un programma di un allora presidente che voleva portare il Foggia nei vertici della serie C. Poi dalla seconda stagione in avanti, andati via Zeman e Pavone fuggiti via per poter continuare a vivere con serenità in altre realtà, non si è capito più nulla all’interno della società del Calcio Foggia 1920, anzi è cominciata una discesa verticale fatta di incomprensibili cambi di rotta e rimpasti sia societari che tecnici che noi tutti abbiamo dovuto sopportare. Un turbinio di disorganizzazione, di superficialità, di incopetenza, di mancanza di programmi e di obiettivi seri da raggiungere. Infatti come sicuramente ricordate la stagione iniziò con proclami e promesse “fantasiose” con 4.000 tifosi entusiasti nel sotto tribuna dello Zaccheria alla presentazione della squadra e del tecnico Roberto Boscaglia, chiamato sulla panchina rossonera ma purtroppo dopo appena 7 partite e 4 punti all’attivo fu costretto a dimettersi insieme alll’allora direttore sportivo Emanuele Belviso.

Arrivarono Matteo Lauriola come Ds che portò Fabio Gallo come allenatore, il quale dal penultimo posto in classifica lasciato in eredità da Boscaglia, portò la squadra al 4° posto con 44 punti prima di arrendersi e dimettersi a marzo “stanco” ed “esaurito” delle continue ingerenze giornaliere che gli venivano fatte da Nicola Canonico e del nuovo Ds Piergiuseppe Sapio, un altro personaggio che con il calcio era agli antipodi. Poi tanto per non smentirsi, visti gli scarsi risultati Sapio venne cacciato e tornò Belviso insieme ad una scelta per la panchina del Foggia a dir poco clamorosa perchè fu chiamato un ex allenatore che da anni faceva il commentatore in Tv, Mario Somma, che presto ci fece capire che aveva completamente dimenticato come si allenava creando ancora più problemi e danni di quelli che erano già presenti all’interno della squadra del Foggia. Si arriva così alla svolta, infatti, grazie l’intuizione di un collega giornalista, Nicola Canonico si convinse a chiamare al capezzale dei rossoneri Delio Rossi che in due mesi fece una cavalcata strepitosa che portò il Foggia fino alla finale Play off poi purtroppo persa, come tutti sanno, contro il Lecco. Nella terza stagione la proprietà chiama Mirko Cudini che parte molto bene in campionato con 7 risultati utili consegutivi ma qualcosa si inceppa all’improvviso e il tecnico di Sant’Elpidio al Mare viene esonerato. Al suo posto per alcune partite viene chiamato il tecnico delle giovanili Olivieri ma poi il “grande esperto di calcio” Nicola Canonico decide di affidare la squadra a due ex calciatori, Vacca e Coletti, molto presuntuosi e incapaci di allenare, che per voler “scimmiottare” le gesta e gli schemi del loro ex allenatore Roberto De Zerbi finirono per fare più danni di un “tornado” e la proprietà fu costretta a richiamare Cudini il quale riuscì a tirare fuori dalle sabbie mobili in cui avevano cacciato la squadra i “due fenomeni” ma arrivò 11° e il Foggia rimase fuori dai play off.

Arriviamo alla stagione scorsa quando il Foggia fece ancora peggio. Nicola Canonico dall’alto della sua “esperienza” di 18 anni di calcio la definì il “nuovo che avanza” e fu fatta un’altra pulizia generale sia nell’area tecnica ma anche societaria e si decise di ricominciare ancora una volta da zero quella quarta stagione 2023-2024 portando a Foggia Massimo Brambilla, un tecnico emergente che arrivava dalla Juventus Next Gen.. Dopo la preparazione in Calabria si costruì la squadra e tutti oggi si ricordano degli acquisti fatti che portarono migliaia di tifosi all’ex campo della Figc per inneggiare con bandiere e striscioni ad un campionato da vertice buttandosi in pieno agosto ai botteghini dello Stadio per fare gli abbonamenti. Ma la reatà superò le aspettative in maniera “deflagrante” perchè Massimo Brambilla dopo 7 partite venne fatti fuori, anche se dobbiamo ammettere che la causa di tutto fu il direttore sportivo Domenico Roma che dimostrò una “grande incopetenza” nel suo ruolo e soprattutto nel costruire con Nicola Canonico la squadra, mentre a Brambilla non fu dato il tempo di lavorare con una squadra completamente nuova in un girone che non conosceva e alla fine tanti saluti. Allora chi arriva per la lungimiranza del proprietario rossonero? Eziolino Capuano. Il tecnico Lucano aveva già sfiortato la panchina rossonera anche se solo per un mese ai tempi di Felleca e Ninni Corda e la sua nuova esperienza in rossonero dura solo 5 partite poi si dimetterà sparando sullo spogliatoio e su Nicola Canonico una bordata di “pallettoni” di grosso calibro. In Panchina allora si siede Luciano Zauri e arriva al suo finaco un’altro direttore sportivo, Luca Leone. Sembrava che tutto andasse per il meglio e che la squadra potesse arrivare alla salvezza senza intoppi, anzi ad un certo punto si pensava di puntare addirittura ala zona play off ma poi si persero 6 partite consecutive e il “banco saltò”. Via Zauri e Leone per fare spazio al duo Gentile & Gentile, Antonio e Luigi uno allenava l’altro faceva il direttore sportivo e nonostante il Foggia avesse 12 punti di vantaggio sul Messina e 11 sulla Casertana si ritrovò a giocarsi la salvezza nello scontro diretto play out contro i Siciliani e a salvarsi all’ultimo respiro di un campionato ancora una volta “fallimentare ” come quelli precedenti.

Sorpresa delle sorprese. Nella stagione attuale 2025-2026 si parte con le migliori aspettative e ancora una volta con un’ euforia elevata all’ennesima potenza, perchè Nicola Canonico convince Delio Rossi a ritornare sulla panchina rossonera facendo con lui delle “regole d’ingaggio” tali da convincere il tecnico Romagnolo a riprendere da dove aveva lasciato due stagioni prima. Ma purtroppo da subito si è capito che sarebbe stata un’altra stagione di sofferenza e “fallimentare” soprattutto ascoltando le dichiarazioni del tecnico Romagnolo che parlava di salvezza alla penultima giornata del campionato come se già sapesse come sarebbe andata a finire. Tanti troppi problemi e in più l’Amministrazione Giudiziaria con il Tribunale di Bari e la DDA col fiato sul collo della società rossonera, certamente per evitare le intromissioni della criminalità organizzata ma soprattutto per controllare tutte le operazioni della proprietà.

Primo problema che si evidenziò fu lo spostamento in un’altra regione, la BAT, del quartiere generale della squadra e dello staff tecnico per la preparazione e per gli allenamenti settimanali con tutte le problematiche logistiche elevatissime che bloccava tutti a Trinitapoli. Secondo problema ma NON meno importante, la creazione della squadra costruita solo con giovani di belle speranze, con una grande volontà di emergere molti dei quali in prestito, però senza l’esperienza per poter affrontare un campionato impegnativo tra i professionisti come quello di di serie C e soprattutto in un girone molto agonistico e poco tecnico.
Morale della favola dopo appena tre mesi “travagliati” senza risultati e con prestazioni scadenti ecco che le famose “regole d’ingaggio” non furono mantenute da parte della proprietà facendo sì che Delio Rossi si “eclissasse” per la seconda volta dopo che lo aveva già fatto a settembre per poi rimanere al suo posto perchè obbligato dal Tribunale di Bari che aveva iniziato il nuovo progetto della stagione 2025-2026 intorno alla figura dell’esperto tecnico di Rimini ma anche perchè aveva promesso di mettre a posto ogni cosa.

Al suo Posto è arrivato da 5 partite Enrico Barilari ma la situazione non è cambiata, anzi è rimasta uguale e in più sappiamo per certo che a gennaio ci sarà un’altro “repulisti” perchè molti calciatori, almeno 5, faranno le valige e lasceranno Trinitapoli e il Foggia. Parliamo con molte probabilità di Castorri, Byar, Felicioli, Valietti e Bignami ma forse qualche altro si aggiungerà a parte Miroslav Ilicic che le valige le ha già fatte e ha rescisso il contratto e ha lasciato i rossoneri.
Ma quello che vorremmo sapere quali profili saranno scelti dall’attuale direttore sportivo Carlo Musa su indicazione certa di Nicola Canonico per sopperire a queste partenze ormai quasi annunciate, con la squadra che deve ancora giocare due partite prima della fine del girone d’andata e al momento in cui aprirà il mercato di riparazione forse sarà ancora in piena zona play out?
Riepiloghiamo le “cattive abitudini” di questa proprietà che fa capo a Nicola Canonico, unico azionista di maggioranza del Calcio Foggia 1920 per qualcuno che le ha dimenticate e amcora ha il coraggio di affermare che va tutto bene.
Prima stagione 2021-2022: 1 allenatore, Zeman e 1 direttore sportivo, Pavone.
Seconda stagione 2022-2023: 5 allenatori Boscaglia, Gallo, Olivieri, Somma . Rossi e 3 direttori sportivi Belviso, Lauriola, Sapio.
Terza syagione 2023-2024: 5 allenatori Cudini, Gentile, Vacca, Coletti, Cudini e 2 direttori sportivi Belviso 1 e Belviso 2.
Quarta stagione 2024-2025 : 4 allenatori Brambilla, Capuano, Zauri e Gentile Antonio 3 direttori sportivi Roma. Leone e Gentile Luigi.
Quinta stagione 2025-2026: 2 allenatori Delio Rossi e Barilari e 1 direttore sportivo Carlo Musa, al momento.
Alloo stato dell’arte un ” TOTALE FALLIMENTO SPORTIVO “ della gestione Canonico alla guida del Calcio Fogia 1920 ufficialmente dal 7 luglio 2021.
17 Allenatori – 10 Direttori Sportivi
a cui si aggiungono 136 calciatori e una miriade di dirigenti che si sono seduti sulle sedie della sede di via Gioberti come “meteore” lasciando solo una scia si sconquassi planetari e nessun obiettivo oppure nessun traguardo raggiunto. E ci fermiamo qui senza mettere sul fuoco altra “carne marcia” perchè ci sarebbero da scrivere tante altre nefandezze, una su tutte quella che queste “cattive abitudini “ dell’attuale proprietà hanno portato e stanno portando il Calcio Foggia 1920 da questa stagione a giocare addirittura senza i propri tifosi ma forse si potrebbe raggiungere un’altro “record negativo” che mai ci saremmo aspettati di vivere in prima persona dopo 40 anni che seguiamo le gesta dei rossoneri e cioè il “record” che ha visto in una partita ufficiale di campionato dei “satanelli” dentro lo stadio Pino Zaccheria, che ha compiuto da qualche settimana 100 anni di storia, la miseria di 489 spettatori con la possibilità concerta di viverne ancora un’altro mai successo in 105 anni e cioè la “retrocessione sul campo” tra i Dilettanti e tutto questo grazie esclusivamente all’ atteggiamento ostativo e di disprezzo verso la Città. la gente e i tifosi del Foggia da parte dell’unico proprietario delle quote societarie del Calcio Foggia 1920.
