Alla “vergogna mediatica” non c’è mai fine

Vi siete mai chiesti  il perchè spesso viene messa addosso ad una persona oppure a più persone e addirittura ad un organo d’informazione un’etichetta? Ve lo diciamo noi. Perchè non piace un tipo di comunicazione informazione fatta con i paraocchi e che va sempre tutta dalla stessa parte anche a costo di fare figure “barbine” oppure per fare di tutto pur di farsi attaccare la famosa “etichetta” esclusiva di cui se e potrebbe anche fare volentieri a meno.
A Foggia succede  da cinque anni, cioè da quel lontano 7 luglio 2021 e ancora oggi siamo costretti a sentire e a vedere certi ” teatrini” televisivi squallidi e senza contenuti espletati in alcune, sempre le stesse, trasmissioni sportive locali che non conoscono la “vergogna” di fare un’ informazione mediatica in maniera univoca, di parte, senza equilibrio professionale e soprattutto con la “deontologia” che è andata a farsi benedire , per non volere usare il termine più incisivo, “fottere”.
Ancora oggi ci accorgiamo che si possono screditare alcuni personaggi senza conoscerli a fondo ma solo superficialmente che hanno frequentato e gestito la società rossonera in tempi passati , peraltro salvandola da un sicuro “fallimento” perchè nessuno si fece avanti, dell’imprenditoria locale, nel momento in cui c’era necessità di mettere fuori dei soldi per salvare il titolo sportivo del Calcio Foggia 1920 e che in quella occasione solo questo imprenditore venuto da Cagliari ebbe l’ardire di mettere, di tasca sua, 500.000 euro per prendersi le quote societarie della società rossonera.


Abbiamo ascoltato qualche giorno fa, sempre dallo stesso “pulpito” stonato, sparare a zero sul ritorno a Foggia dopo cinque anni dell’ex presidente Roberto Felleca e questo solo perchè si è permesso di incontrare la nuova proprietà di Gennaro Casillo e Giuseppe De Vitto per proporre un sua eventuale ingresso, con altri imprenditori del territorio di Capitanata, nella “governance” del Calcio Foggia 1920 con due progetti seri, fattuali e molto ambiziosi.
Roberto Felleca è una persona per bene e chi lo conosce come noi lo sa , un’imprenditore di successo e non lo diciamo noi ma lo hanno affermano tutti i tifosi che hanno vissuto il periodo della sua presidenza e soprattutto lo dice e lo dimostra nei suoi confronti la gente di Foggia che ancora lo porta sul palmo della mano per la sua serietà e moralità oltre che per la competenza in maniera calcistica.
Poi bisogna ricordare a questi “strilloni” stonati e fuori dalla realtà che fanno informazione chi è Roberto Felleca che ha vinto un campionato di serie D riportando il Foggia tra i professionisti ai tempi del COVID, senza poter usufruire di nessuna entrata economica perchè non si potevano fare ne gli abbonamenti e neppure gli incassi domenicali per via delle partite che si giocavano a “porte chiuse”. Eppure fu disputato un campionato di vertice come compete ad una piazza come Foggia con un’allenatore all’epoca sconosciuto che fu una vera scommessa, Marco Marchionni e con un’ altro personaggio che Foggia ancora rimpiange dal nome roboante, Ninni Corda, il quale occupava il doppio  ruolo di direttore sportivo e direttore dell’area tecnica.


Ieri ci siamo dovuti andare a ricercare il prodotto televisivo “farlocco” , dopo che qualche tifoso ci aveva avvertito dei dialoghi che aveva ascoltato, perchè NOI che siamo e facciamo informazione seria, libera e veritiera senza prendere parte verso un solo partito, certe trasmissioni le abbiamo ” bannate” per usare un termine social quindi ci siamo imbattuti in commenti fuori luogo da parte del conduttore e dei suoi “compagni di merende” presenti che hanno fatto sembrare l’ex presidente Roberto Felleca alla stregua di un “approfittatore” e “usurpatore” di società calcistiche nel momento più critico della società rossonera in quel periodo mentre è stato dimostrato tutto il contrario visto che l’imprenditore Sardo aveva già dimostrato, con il Calcio Como, la sua capacità manageriale e tutto quello che in riva al Lago era riuscito a costruire e che oggi chi gli è subentrato, a cui lui stesso ha ceduto la maggioranza delle quote, sta raccogliendo i frutti del suo lavoro nella ristrutturazione della società Lariana, che era sprofondata negli anni nel profondo di un baratro e che lui con i suoi collaboratori sono  riusciti a riportare al vertice del calcio che conta e che oggi nel 2026 sta lottando in serie A per una qualificazione alle prossime Coppe Europee.
Ma di che cosa vogliamo parlare. Se questa è informazione noi ci dissociamo completamente anche perchè l’etichetta, che  è stata mesa addosso a certi organi d’informazione , non l’abbiamo certamente messa  noi, un’etichetta che tutti conoscono perfettamente ma è stata a “confezionata” su misura  da un’intera Città che segue da sempre le sorti della proprie squadra di calcio e delle sue dinamiche ma una cosa è incontrovertibile, questa “etichetta” non se la toglieranno mai più di dosso perchè gli è stata impressa come un” marchio a fuoco” soprattutto per tutto quello di cui si sono resi protagonisti nei cinque anni trascorsi con la gestione della vecchia gestione del Calcio Foggia 1920 in cui si sono prostrati ai piedi della vecchia proprietà cercando di non suscitare mai le ire del vecchio proprietario anzi osannandolo, incensandolo  e supportandolo per cinque stagioni , soprattutto quando tutti i tifosi e coloro che vogliono bene al Calcio Foggia 1920, soffrivano per le nefandezze, le angherie e i soprusi che un’ intera comunità ha dovuto sopportare fino al 14 febbraio di questo anno 2026 giorno  in cui, finalmente, è cambiata la guida della proprietà rossonera.

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