La risposta al titolo del nostro articolo arriverà sicuramente sabato prossimo quando i rossoneri si recheranno a fare visita al Siracusa in un confronto diretto per la salvezza “all’arma bianca”, una partita che a due giornate dalla fine del girone d’ andata diventerà uno spartiacque improcastinabile per il prosieguo del campionato del Foggia.
Ma allo stesso tempo vogliamo e dobbiamo essere sinceri. Enrico Barilari nella sua conferenza stampa dopo la partita vinta domenica pomeriggio contro il Cosenza ci ha fatto riflettere e cambiare, in parte, il giudizio che ci eravamo fatti su di lui dopo le sue ultime tre interviste rilasciate dal suo arrivo sulla panchina del Foggia dove aveva messo in evidenza, secondo il suo parere, le mancanze che aveva trovato facendo un “velato” riferimento al suo predecessore Delio Rossi ma mai avevamo sentito qualcosa di tecnico oppure di sbagliato che gli appartenesse visto che in tre partite aveva raccolto solo un misero punto.
Ebbene finalmente abbiamo ascoltato un’ottima disamina tecnica con allegate anche delle ammissioni di colpa sulla parte tattica adottata dalla sua squadra durante la partita contro i Calabresi, mettendo in risalto la variazione degli schemi di gioco che per ben tre volte durante la stessa gara aveva cambiato fino al raggiungimento della vittoria, se pur arrivata al 101° minuto e in maniera rocambolesca, dopo aver sfiorato più volte la sconfitta per la chiara superiorità dei rossoblù di Buscè che hanno sbagliato anche due rigori e soprattutto per le grandi parate del portiere rossonero Filippo Perucchini.
Da ieri la squadra è tornata al lavoro perchè la settimana è corta e c’è da mettere a regime la condizione fisica, recuperare gli infortunati e oltretutto cercare da subito, nell’eremo di Trinitapoli, la concentrazione giusta per affrontare al meglio la trasferta in Sicilia.

Barilari ha confermato che si sta concentrando prima di tutto sulla fase difensiva che contro il Cosenza ha retto bene agli attacchi di una squadra che si è presentata nel deserto dello Zaccheria, solo 489 spettatori, con l’intendo di fare un solo boccone dei rossoneri al punto da permettersi di tenere in panchina Ricciardi. Ma non aveva fatto i conti con l’orgoglio e la determinazione dei “satanelli” che hanno gettato il cuore oltre l’ostacolo e non hanno mollato fino all’ultima palla inattiva quando Till Winkelmann ha potuto tirare fuori dal suo cilindro il famoso coniglio che ha portato i tre punti e la sua squadra fuori dall’ultimo posto in classifica lasciato in eredità proprio alla matricola Siracusa alla pari dell’AZ Picerno.
Sarà sufficiente il punto in più in clcassifica e la forte autostima conquistata con la vittoria contro la terza in classifica per poter affermare di aver trovato la “strada giusta” per iniziare una, se pur lenta, risalita? Per ottenere la risposta a questa domanda bisognerà aspettare ancora quattro giorni, poi se il risultato sarà favorevole al Foggia e darà continuità ai rossoneri, allora potremo parlare NON di una casualità ma di una concreta ripresa che potrebbe tracciare una nuova linea nel campionato 2025-2026 iniziato sotto i peggiori auspici già da luglio ma che potrebbe, anche con l’apertura del mercato di gennaio, per Barilari e i suoi ragazzi a fargli “riveder le stelle”.