Dopo Foggia- Cavese abbiamo ascoltato la voce del portiere rossonero Filippo Perucchini che ci ha detto che il Foggia per lui non merita la posizione che ha attualmente in classifica ma abbiamo ascoltato anche le parole dell’allenatore rossonero che si è lamentato della gestione fisica di suoi calciatori. Forse Barilari non è al corrente che il Foggia targato Delio Rossi non ha fatto nessuna preparazione pre campionato e che i calciatori son o arrivati a Trinitapoli alla spicciolata e a singhiozzi. Piuttosto pensi lui stesso a portare la squadra in una condizione fisica accettabile senza evidenziare una carenza che non è dipesa dal suo predecessore con il quale la differenza tecnica e di curriculum resta abissale nel mondo del calcio.
Fatta questa precisazione è assolutamente innegabile che il popolo rossonero ma anche tutto l’ambiente che segue le gesta e le sorti della squadra di calcio della Città, sia profondamente preoccupato della situazione che si sta vivendo in questo delicato momento della stagione. . Era legittimo aspettarsi un cambio di rotta dopo le ultime due stagioni fallimentari appena passate con l’11° posto di quella 2024-2024 e il play out di quella del 2024-2025, quando inaspettatamente il Foggia ha rischiato di finire tra i “Dilettanti” conquistando la salvezza solo nell’ultimo giro d’orologio contro il Messina.
Quindi era logico aspettarsi un riscatto dopo la paura, una variazione a 360° gradi che portasse un poco di serenità in casa rossonera anche se le avvisaglie non erano incoraggianti, basti pensare alla famosa conferenza stampa dell’allora presidente del Foggia a marzo quando dal suo ufficio di Modugno aveva fatto la solita “minaccia sportiva “, poi messa in atto, di non investire più nemmeno un euro per la squadra e soprattutto di non volere iscrivere il Foggia al campionato 2025-2026.

Poi il 19 maggio scorso è arrivata ad insediarsi al fianco della società di via Gioberti l’Amministrazione Giudiziaria che con la DDA e il Tribunale di Bari che ha voluto far sentire alla famiglia Canonico la presenza e la vicinanza dello Stato per le note vicende legate all’intrusione nella gestione societaria della criminalità organizzata, una presenza che serviva anche come controllo alle operazioni che la proprietà si apprestava a sviluppare.
Quello che lasciava pensare che potesse, dopo quattro stagioni senza risultati, essere il campionato della svolta è stata la scelta di riportare sulla panchina del Foggia, dopo l’esperienza della cavalcata play off e la finale giocata e purtroppo persa con il Lecco, l’allenatore Delio Rossi.

Abbiamo visto tutti quella foto che ritraeva Canonico e Rossi sorridenti a Peschici il giorno dell’accordo fatto a luglio dopo un’inseguimento da parte dell’ex presidente rossonero durato due anni che finalmente si realizzava e che avrebbe portato la squadra rossonera a battersi per il vertice della classifica del girone C della serie C. Ma purtroppo non era tutto oro quello che luccicava perchè nel momento della presentazione del tecnico Romagnolo nel nuovo quartiere generale di Trinitapoli per questa stagione dei rossoneri, lo stesso Delio Rossi disse che l’obiettivo primario era di salvarsi almeno alla penultima giornata del campionato, lasciando tutti basiti.
Ma come il Calcio Foggia 1920 che parte per salvarsi mentre tutti si aspettavano il campionato del riscatto e non solo la salvezza? Le parole del tecnico di Rimini avevano però un fondamento ben preciso che di li a poco abbiamo potuto verificare in tutta la sua valenza . La proprietà aveva scelto per economizzare di puntare su calciatori giovani, sconosciuti e che arrivavano dai campionati Primavera oppure da campionati Dilettanti, senza esperienza ma dotati solo di buona volontà e voglosi di mettersi inn vetrina in un campionato professionistico come la serie C con molti di loro arrivati in prestito.
Ma non era l’unico ostacolo da superare quello della rosa dei calciatori costruita dal direttore sportivo Carlo Musa e da Nicola Canonico, infatti c’era anche il problema che riguardava l’organizzazione tecnica e almeno altri due problemi che ancora oggi sono attuali e che non sono stati superati, la logistica e il programma della stagione in corso.
Tutte queste problematiche hanno fatto sì che a settembre portarono Delio Rossi a rassegnare le prime dimissioni poi rientrate per il volere e l’obbligo da parte del Tribunale di Bari che chiese al tecnico di rimanere al suo posto perchè il progetto della stagione 2025-2026 era stato costruito intorno alla sua figura. Delio Rossi accettò ma passate alcune settimane e vedendo che nulla cambiava ma soprattutto che le promesse fatte da Nicola Canonico e dall’Amministrazione Giudiziaria non trovavano soluzione e anche per le indiscrezioni su un eventuale “ammutinamento” dello spogliatoio nei suoi confronti secondo noi “pilotato”, il tecnico fu costretto a dimettersi definitivamente consensualmente con tutto il suo staff.

Si è arrivati , quindi, da dieci giorni alla scelta del nuovo tecnico, Enrico Barileri, per dare una svolta alla squadra e soprattutto alla sua preoccupante posizione di classifica determinata dagli scarsi risultati e da prestazioni inguardabili ma purtroppo nelle due partite giocate contro Benevento e Cavese con in panchina il tecnico Ligure le cose non sono cambiate ne migliorate e il Foggia è sempre penultimo in classifica.

Ma la cosa che ci fa arrabbiare molto è il fatto che lo stesso Nicola Canonico e Carlo Musa non hanno fatto nulla per difendere Delio Rossi come altri Presidenti e altri direttori sportivi hanno fatto mettendo in ghiaccio il loro “investimento tecnico” fatto in estate.

L’esempio dell’Audace Crignola nei confronti di Enzo Maiuri allenatore fa casistica. Cinque partite consecutive perse ma il tecnico è rimasto al suo poto e gli ofantini si sono ripresi e hanno poi vinto le due ultime partite entrambe fuori casa.
Allao stato dell’arte per il Calcio Foggia 1920 cosa è cambiato in questi dieci giorni? Nulla. La strada verso la scalata della classifica è ancora lunga, tortuosa e molto complicata fino all’aperturta del clcio mercato di riparazione con l’incognita di dove sarà la squadra rossonera il 4 gennaio dopo la prima partita del girone di ritorno che si giocherà allo Zaccheria contro la corazzata Catania?
