Ogni volta che dalla bocca di Nicola Canonico escono le parole ” voglio cedere le quote del Calcio Foggia 1920″, crediamo che a parlare sia Pinocchio e che stia per spalancarsi il sipario del “Grande Teatro di Mangiafuoco”. Infatti per non essere smentiti proprio pochi giorni fa, dopo la delusione della sconfitta casalinga contro il Benevento e l’allontanamento “forzato” di Delio Rossi dalla guida tecnica del Foggia dopo averlo “perseguitato” per due anni, l’ex presidente di Palo del Colle ha ancora una volta affermato che se ci fosse qualcuno pronto a comprare il Foggia lui è assolutamente disposto a cederlo. Ma questa “barzelletta” che ormai non fa più ridere nessuno la sentiamo costantemente come una “nenia” da troppo tempo e alla fine non si è mai arrivati a concludere nulla di realmente concreto.
Ricordate quando l’Avv. Giuseppe de Filippo e il Commercialista Pippo Perretta avevano trovato un “Fondo Fiduciario” molto serio, affidabile e solvibile e si avvicinarono a Nicola Canonico per rilevare il Foggia ? Ebbene prima che iniziasse qualsiasi trattativa l’allora presidente rossonero chiese un versamento a fondo perduto di 500 mila euro come caparra per consegnare i documenti in funzione di una “Due Diligence” da effettuarsi per il controllo della situazione contabile della società ma alla fine finì con un nulla di fatto.
La stessa cosa accadde con l’interessamento di alcuni imprenditori del territorio di Foggia e della Capitanata capeggiati dal Dott. Antonio Salandra che con un gruppo nutrito di imprenditori locali avevano preparato 3,0 milioni di euro da versare per acquisire il 100% delle quote societarie oltre ad accollarsi una parte dei debiti e le spese accessorie per completare quel campionato ma anche in questo caso l’offerta fu considerata non congrua e addirittura offensiva da parte dell’imprenditore barese.
Non più tardi di qualche mese fa dopo che Nicola Canonico a marzo scorso si era disimpegnato dal Calcio Foggia 1920 dando le dimissioni da presidente e dal CdA, in una conferenza stampa comunicò che non avrebbe più messo fuori 1 solo euro per la gestione della società e della squadra cosa che poi puntualmente ha messo in atto, basti ricordare le trasferte di 1.800 Km tra andata e ritorno fatte in pullman ma anche quelle fatte lo stesso giorno della partita oppure dell’auto tassazione da parte di alcuni sponsor per la trasferta in Calabria, quindi fu allora che arrivò arrivò un’altra offerta “farlocca” da parte della Building Company Italia che “evaporò” come aria fritta dopo un mese di trattativa e che finì esattamente come quelle precedenti.
Solo l’arrivo, il 19 maggio dell’Amministrazione Giudiziaria, che affiancò alla società di via Gioberti su richiesta del Tribunale di Bari e della DDA, fece in modo che nonostante la resistenza e la resilienza da parte del “patron” rossonero, riuscì a convincerlo ad iscrivere la squadra all’attuale campionato 2025-2026 e a pagare gli emolumenti e i contributi ai calciatori che non erano stati pagati nei termini imposti dalla Lega Pro il 16 aprile.
Si arriva così ad oggi e all’interessamento, pare secondo un’indiscrezione, di un Gruppo esterno al territorio di Capitanata che vorrebbe avvicinarsi all’acquisto della società e della squadra del Foggia ma anche su questa eventualità nutriamo forti dubbi che anche in questa occasione si possa arrivare ad una conclusione positiva , conoscendo l’eccentrico personaggio alla guida dei rossoneri e li stessi dubbi li abbiamo sull’eventuale uscita di scena di Nicola Canonico, che sembra essersi incollato, con i bulloni che non si possono disarcionare, alla poltrona del comando del sodalizio rossonero.
Anche l’ultimo approccio da parte dei due giovani imprenditori cerealicoli Gennaro Casillo e Giuseppe De Vitto che hanno dichiarato senza remore di essere interessati a scalare il vertice del Calcio Foggia 1920, sembra non aver scalfito più di tanto l’imprenditore barese che sembra come le “tre scimmiette diverse ” cioè NON vede, NON sente, Ma parla.
Anche perchè e risaputo che per consolidare un matrimonio bisogna essere in “due” ma ormai ci siamo resi conto che tutte le volte in cui qualcuno si è avvicinato alla società rossonera, si è ha trovato di fronte sempre ad un “muro di Gomma” perchè le richieste economiche per cedere le quote societarie sono esorbitanti, illogiche e soprattutto fuori mercato per una squadra di serie C anche per una piazza importante che si chiama Foggia
Mettiamoci pure la ciliegina finale che riguarda il club rossonero che come tutti sanno non è “patrimonializzato”. Infatti non ha un centro sportivo di proprietà, solo da pochi mesi ha iniziato ad avere un serio “settore giovanile” che per fortuna è gestito dal di fuori della società del Foggia ma dalla Fondazione Capitanata per lo Sport e anche loro non hanno le strutture per far allenare e sviluppare il valore tecnico dei giovani calciatori delle 7 squadre giovanili rossonere.
Insomma per farla breve, il Calcio Foggia 1920 non ha nulla di nulla, a parte tanti debiti accumulati in quesi anni che sono tanti più altri problemi aggiuntivi oltre a non avere un campo per allenarsi in Città al punto di essersi dovuti trasferire in un’altra provincia, la BAT e più precisamente nella cittadina di Trinitapoli dove hanno messo anche le tende del loro “quartiere generale” per la stagione in corso. Poi meglio stendere un velo pietoso sulla rosa attuale dei calciatori molto “mediocri” per non dire “scarsi” che hanno un valore sul mercato minimale che non giustifica assolutamente le cifre richieste dall’attuale proprietà per cedere il 100% delle quote del Calcio Foggia 1920.
Morale della favola? Tanto rumore per nulla, con l’ambiente rossonero ormai rassegnato al peggio e con i tifosi organizzati e non sul piede di “guerra” con la proprietà in un contrasto ormai “insanabile” che finirà soltanto quando ci sarà il passaggio di mano ad altri proprietari oppure gruppo imprenditoriali seri, solvibili e disposti a far ritornare il sereno in una piazza che è destinata, se le cose continuassero a essere gestite in questo modo , ad andare a scontrarsi contro un ostacolo totalmente duro e roccioso al punto di frantumarsi in mille pezzi che purtroppo non sarà impossibile riataccare e quindi dovranno essere gettati via come fosse spazzatura.
Ricomincia Pinocchio e il suo “Gran Teatro di Mangiafuoco”
