” Corvo rosso non avrai il mio scalpo”

Il titolo di questo film di Sydney Pollak può essere senza ombra di dubbio paragonato oggi, alla luce di tutto quello che la Foggia calcistica ha subito e sta sta subendo ormai dal 7 luglio 2021 dopo l’arrivo al vertice della nostra società Calcio Foggia 1920 di Nicola Canonico. Una autentica devastazione laddove “corvo rosso” che arriva dal territorio barese vuole a tutti i costi ottenere lo scalpo dei foggiani nel territorio di Capitanata. Ma come sempre accade però i foggiani tengono duro anche se sono arrivati allo stremo delle loro forze per non farsi sovrastare da questo opprimente e pericoloso attacco all’arma bianco-rossa.
Ancora ieri abbiamo dovuto assistere ad uno scenario ridicolo e allo stesso tempo devastante e più precisamente l’anticalcio che in 105 anni di storia della società rossonera non era mai accaduto, con una squadra che definirla tale è un’eufemismo ma anche vedendo lo stadio Zaccheria con sugli spalti 983 indomiti e infreddoliti spettatori che guardavano la prestazione ridicola di quattro “poppanti” che insieme a “corvo rosso e al suo sodale direttore sportivo sono stati gli artefici della costruzione di questo scempio di squadra e insieme hanno collezionato un’altra prestazione da “zero in pagella” dove purtroppo il nuovo mister arrivato da due giorni, Enrico Barilari, non ha potuto fare altro che essere spettatore non pagante.
Tutte le colpe di questa nefasta situazione, la settimana scorsa, “corvo rosso” ha voluto farle ricadere su Delio Rossi dopo l’ex presidente rossonero per due anni lo aveva tampinato e pressato insistentemente per farlo risedere sulla panchina rossonera ma che non gli ha permesso di portare a compimento il suo mandata mettendogli a disposizione un gruppo di “bambocci” di belle speranze ma con pochissima esperienza e senza qualità che hanno avuto l’ardire, sicuramente sotto la pressione della proprietà, di mettere in discussione un tecnico del calibro e dello spessore di Delio Rossi che al contrario di tutti loro compreso “corvo rosso” e il suo “sodale Ds” , ha un curriculum che dimostra chi nel calcio ha saputo veramente costruire qualcosa di importante e raggiungere risultati importanti con squadre importanti in campionati importanti.
E pensare che i segnali erano arrivati già il 24 luglio durante la conferenza stampa di presentazione del tecnico Romagnolo quando dalla sua stessa voce fu detto che se tutto sarebbe andato nel verso giusto questa squadra, costruita in maniera completamente sballata e senza un criterio logico e tecnico, si sarebbe salvata alla penultima giornata di campionato. Un segnale premonitore che poi, dopo 13 giornate compresa quella di ieri con la sconfitta per 0 a 3 in casa contro il Benevento, la quarta consecutiva tra campionato e Coppa Italia, si è puntualmente verificato.
Ma “corvo rosso” il grande esperto di calcio perchè non ha difeso a spada tratta il tecnico che lui ha voluto a tutti i costi e invece ha lasciato che un manipolo di “poppanti” mettesse becco sulla sua “epurazione” dal Foggia? Se c’era qualche speranza di salvarsi, ora quella speranza non esiste più perchè il Foggia prima della fine del girone d’andata, secondo noi, sarà all’ultimo posto in classifica, visto il suo calendario, con la forte possibilità di finire a fine stagione nei dilettanti , cosa che per il rotto della cuffia riuscì ad evitare la scorsa stagione, a meno di un miracolo a cui a Foggia nessuno crede al punto che si è arrivati alla completa disaffezione e rassegnazione.
Dicevamo che Delio Rossi che non è stato difeso da “corvo rosso” e dal direttore sportivo al contrario di quello che è accaduto, per fare un esempio, a Cerignola dove il direttore sportivo Elio Di Toro, che di calcio se ne intende, si è imposto sul suo Presidente difendendo l’investimento fatto dalla società gialloblù su Enzo Maiuri e lo ha tenuto saldamente al suo posto pur dopo 5 sconfitte consecutive e alla fine crediamo, dopo la vittoria di ieri a Sorrento, che abbia fatto bene il suo lavoro e il suo ruolo.
“Corvo rosso non avrai il mio scalpo”. Perchè forse non ancora ha capito che a Foggia non abbiamo l’anello al naso e che lui probabilmente sta sottovalutando la nostra Città, la gente che ci vive, forse perchè ancora pensa che possa continuare per molto ancora di mettere in atto la sua arroganza, la sua supponenza, la sua minaccia sportiva e soprattutto che possa continuare a fare la “guerra” in un territorio che non è il suo territorio. Sappia che tra un pò arriveranno coloro che ci porteranno finalmente in salvo, ci vuole ancora un pò di tempo poi tutto finirà e “corvo rosso” sarà ricacciato nella sua riserva insieme a quei quattro “disperati ” e “scappati di casa” che ancora seguono la sua ombra facendogli da “zerbini” e “scendiletto” non si sa prer quale recondito motivo ma siamo altrettanto sicuri che i 983 spettatori di ieri sera nella “Giornata della Legalità” con i prezzi dei biglietti ridotti per portare allo Zaccheria le gente che non ne ha più voglia si assistere allo stillicidio di prestazioni fatue e incolore di quesata parvenza di squadra, si ridurrà ancora di più nelle prossime gare casalinghe a dimostrazione che ormai la terra sotto i piedi di “corvo rosso” sta franando inesorabilmente e che lo ingoierà nell’abisso più profondo con la sua totale presunzione che in cinque stagioni della sua capziosa gestione sta portando la Città di Foggia, la società e la squadra di calcio rossonera alla deriva, facendo ridere tutta l’Italia del pallone e soprattutto facendo di tutto per cancellare la Storia di questa gloriosa società che mai aveva vissuto un periodo così lungo le storture che hanno messo sotto i piedi la dignità e il valore conquistato con onore e dedizione negli anni dai colori rossoneri e da Presidenti che hanno fatto parlare di Foggia in tutto il pianeta calcio nazionale e nel mondo.

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