Il Foggia e il “Cammino di Santiago di Compostela”

La stagione agonistica 2024-2025 per il Calcio Foggia 1920 è sembrata, fino ad ora, proprio come il “Camino di Santiago di Compostela” e anche se può sembrare irriverente mischiare il “sacro” con il “profano” ci sono molteplici similitudini tra le due realtà.
Il “Cammino di Santiago” rappresenta, per chi ha fede, un viaggio spirituale e culturale attraverso diversi itinerari che alla fine portano tutti alla Cattedrale di Compostela in Spagna. Quindi i pellegrini hanno sicuramente una meta da raggiungere e possono farlo in pochi giorni ma anche in alcune settimane comunque alla fine arrivano al loro obiettivo.
Invece il “Cammino del Calcio Foggia 1920” è stato una “abulimìa” di problemi per un quadriennio intero e una “anoressia” di programmi e progetti, sempre alla continua ricerca dell’insperato raggiungimento di diversi obiettivi che sono stati sempre proclamati e annunciati tra squilli di tromba ad ogni inizio di stagione ma che poi purtroppo MAI si sono avverati nelle quattro stagioni che si sono disputate tra alti e bassi, più bassi per la verità, durante la dilettantistica e superficiale gestione dell’ex patron del Foggia, promesse che avrebbero dovuto portare in tre anni, secondo quello che ci aveva detto nel giugno del 2021, la squadra rossonera a competere per il vertice della classifica della serie C e del girone C e raggiungere l’ambito traguardo della serie B oppure almeno entrare nella griglia dei play off , per giocarsi a pieno titolo tutte le proprie carte fino alla fine delle varie “regular season” come poi è successo solo la prima stagione con Zdenèk Zeman e Peppino Pavone e e anche due stagioni fa con Matteo Lauriola, Fabio Gallo e Delio Rossi.
Purtroppo alla fine il risultato, soprattutto in quest’ultima stagione agonistica del “Cammino” del Foggia è stato completamente diverso, irto di difficoltà tecniche e societarie che hanno fatto di questa stagione dei rossoneri la più brutta degli ultimi anni con l’epilogo più amaro e dissacrante e cioè giocarsi una “salvezza” in un doppio confronto play out che dovrà determinare la categoria in cui la squadra del Foggia giocherà la prossima stagione agonistica 2025-2026.
Inizia domani pomeriggio alle 15,00 l’ultimo sforzo, allorquando i “satanelli” di Antonio Gentile arriveranno in riva allo Stretto per incontrare l’ACR Messina e aspettare, dopo sette giorni, i siciliani allo Zaccheria per la gara di ritorno.
La situazione delle due compagini è diametralmente opposta. Da una parte ci sono i Peloritani che con la spinta di 7000 tifosi sono certi di battere il Foggia e mettere una seria ipoteca di poter arrivare alla seconda gara con la possibilità di raggiungere il traguardo della salvezza che a gennaio sembrava un’utopia.
Il Foggia, invece, vive questa vigilia con apprensione senza sorriso. Tanti sono i problemi legati alle questioni tecniche e societarie che hanno visto la squadra negli ultimi due mesi lasciata in balìa di “onde altissime ” in un mare in tempesta, senza stipendi e soprattutto senza motivazioni per affrontare due partite delicatissime come quelle contro i giallorossi siciliani.
La speranza, però, che naviga nel cuore di tutti i tifosi e di tutto l’ambiente che ruota intorno al Foggia, è quella di vedere i calciatori rossoneri mettere in campo quell’orgoglio necessario per giocare ad armi pari con gli avversari ma anche con la consapevolezza di poter tirare fuori una prestazione, magari come quella contro il Benevento e l’Avellino disputate durante il campionato, prestazioni che avevano fatto sperare il popolo rossonero che questa squadra, costruita malissimo senza una logica in estate e depotenziata a gennaio, potesse almeno raggiungere la zona play off.
Mancano ormai circa 30 ore all’inizio della partita e siamo fiduciosi nonostante i pronostici siano tutti contro i rossoneri ma il calcio, come tutti sanno, NON è una scienza esatta e a volte riserva molte sorprese. NON sempre il più forte e il più quotato per la vittoria finale alla fine vince. Appelliamoci quindi a queste frasi retoriche e anche alle solite frasi fatte che spesso avvolgono il mondo pallonaro, perchè solo a quello oggi posssiamo aggrapparci con tutte le nostre forze.

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