La vigilia della partita tra il Foggia e l’Avellino di domani pomeriggio allo Zaccheria sarà all’ insegna della paura e della preoccupazione per la squadra di Luciano Zauri. E non potrebbe essere altrimenti alla luce di quello che NON e’ accaduto al mercato di gennaio e per quello che in questi ultimi mesi siamo stati costretti a sopportare, come ormai da quattro anni a questa parte, per il comportamento a dir poco “inappropriato” della prprietà del Calcio Foggia 1920.

I rossoneri si preparano ad una sfida che, sulla carta, non lascia spazio a nessuna possibiltà di uscirne vincitori. Per la differenza di organico, per le motivazioni, per la classifica e per altri mille motivi che il popolo rossonero conosce alla perfezione così come li conoscono i tifosi organizzati del Foggia a cui la pazienza e’ arrivata al limite della sopportabilità.
Solo un miracolo sportivo e forse una “botta di c**o” , per usare un’eufemismo, potrà cambiare il corso di questa stagione agonistica 2024-2025 e soprattutto il pronostico di questa partita contro l’Avellino di Lescano e Patierno, 30 gol in due, anche se crediamo che sara’ molto difficile che ciò possa accadere perche’ la fase di declino di risultati e di gioco della squadra allenata da Zauri ha preso una parabola talmente discendente che sarà complicato, per non dire proibitivo, poterla rimettere nella giusta direzione, anche se nel calcio gli esempi di rinascita impovvisa ci sono sempre stati e per questo l’augurio e’ quello che possa succedere anche al Foggia ma non facciamoci molte illusioni.

Ci sentiamo anche nel “pieno diritto” di dare l’ennesimo consiglio gratuito a Nicola Canonico e cioè quello di far tornare a giocare la squadra del Foggia, nelle partite casalinghe, con la “vecchia maglia” a strisce verticali rosse e nere, della quale abbiamo una certa nostalgìa perche’ quella che attualmente indossano i calciatori oltre a NON avere nulla a che vedere con la storia, la tradizione e l’onore che la maglia a strisce ha rappresentato per la nostra Città e per la nostra squadra di calcio su tutti i campi d’Italia, e’ anche un’altra “forzatura” e “imposizione” perpretata all’immagine del Foggia e poi per onestà intellettuale la maglia che la squadra attualmente indossa allo Zaccheria fa veramente “vomitare” al punto che nemmeno un ” tir di Malox ” riuscirebbe a fare effetto per migliorare la digestione.

Riteniamo anche che sia inutile prendersela con l’allenatore Luciano Zauri perche’ lui fa quello che può con la ” merce ” che ha a sua disposizione, d’altronte anche se fossimo al Teatro alla Scala con un direttore d’orchestra eccelso come Riccardo Muti, se i componenti del gruppo che suona gli spartiti e’ scarso e non sa interpretare la musica , NON ci potrà mai essere un buon concerto con gli applausi e fiori sul palco ma solo fischi e ortaggi che piovono dal loggione.

E poi, dulcis in fundo, c’è la figura del direttore sportivo Luca Leone che si e’ smaterializzata con il passare delle settimane ed e’ stata resa inadeguata e sminuita dal patron Nicola Canonico ma che continua a farsi da solo gli autogol con dichiarazioni inaccettabili che fanno ancora di più “incazzare” tutto l’ambiente rossonero, infatti ancora ieri sono state dette parole inadeguate nonostante il ridimensionamento delle sue funzioni e la riduzione dei suoi pieni poteri in cui e’ stato costretto da Nicola Canonico in ossessione del mercato di gennaio allorquando ha deciso, il presidente, di muoversi in prima persona, dall’alto della sua posizione privilegiata di proprietario del Foggia, per attuare lo smantellamento della rosa da lui stesso costruita, peraltro malissimo con il benestare del suo ex Ds Roma questa estate, andando al calcio mercato per riempire i “buchi” lasciati dalle cessioni di Carillo, Ercolani, Gargiulo, Millico e Murano con 5 giovani calciatori senza esperienza e in cerca di gloria ma soprattutto in prestito, i quali non potranno MAI, cambiare in meglio il volto di questa squadra.
Allo stato dell’arte sara’ ancora una stagione condotta con uno stillicidio e una sofferenza totale ma forse con un briciolo di speranza almeno di poter riuscire a mantenere la categoria in attesa che “nostro signore” delle promesse e dei proclami MAI rispettati, Nicola Canonico, ci liberi della sua presenza della quale faremmo volentieri a meno, perche’ fino ad ora, sono state solo quattro stagioni di “fallimenti sportivi” e di arrabbiature croniche e sistematiche che non hanno portato a nessun risultato e a nessun traguardo per il Calcio Foggia 1920.
La società e la squadra hanno bisogno da “ieri” di trovare un loro equilibrio e una tranquillità che possa riportare la Citta’ di Foggia a d essere considerata una realta’ come lo e’ stata per anni e a giocare i suoi campionati per “vincere” e non per fare da “comparsa” nella terza serie, che poi e’ quello che purtroppo saremo destinati ad essere se rimaniamo in questa situazione di “galleggiamento” sistematico e soprattutto se non si cambia in maniera esponenziale e radicale la proprieta’ e anche la squadra dai gloriosi colori “rossoneri”.