Quando in gioco si fa duro i “duri” iniziano a giocare

Non ce la possiamo fare a stare senza parlare del momento del Calcio Foggia 1920, non è nel nostro DNA ed è per questo motivo che dopo un solo giorno di silenzio per sbollire la rabbia e la delusione accumulata in quest’ultimi due mesi e mezzo che ci siamo convinti e ci siamo resi conto che non possiamo abbandonare e non lottare con tutto l’ambiente rossonero e scendere dal carro nonostante tutto sembra andare a rotoli e lontano dal nostro comune obiettivo che resta sempre la salvezza, questo perchè non lo abbiamo mai fatto sia nei momenti belli ma soprattutto lo vogliamo fare nei momenti brutti come quello che stiamo vivendo calcisticamente parlando.
Lo sapete, se ci seguite giornalmente, quando abbiamo criticato aspramente e senza sconti la gestione della vecchia proprietà per cinque lunghi anni mettendo in evidenza ogni giorno le criticità, le nefandezze e i soprusi che venivano perpretate ai danni del Calcio Foggia 1920 fino a quando due giovani imprenditori foggiani non hanno messo la parola fine a tutta la sofferenza accumulata in quattro stagioni e mezzo ma adesso per il bene dei rossoneri la situazione è diventata ancora peggiore e sta precipitando in un abisso dal quale sembra non poter riemergere, però se è vero che ancora esiste una flebile speranza di salvare la categoria, dobbiamo tutti ma proprio tutti aggrapparci a questa fiammella che è ancora accesa almeno fino a quando la matematica non ci metterà di fronte alla dura realtà di una retrocessione tra i Dilettanti.
Un’altra delusione è arrivata dal Tribunale Federale Nazionale che non ha escluso il Trapani dal torneo ma lo ha solo penalizzato con un -5 ed in attesa del 16 marzo quando ci sarà probabilmente la nuova penalizzazione del Siracusa, il Foggia deve obbligatoriamente fare quadrato insieme a tutto l’ambiente e ritrovare quella strada che porta a fare risultati. i quali potrebbero essere propedeutici per migliorare la sua classifica.
La rincorsa dei rossoneri è sicuramente sul Trapani che è solo 1 punto agli uomini di Pazienza e al Siracusa che ne ha 2 di punti in più ma entrambe dovranno venire a giocarsi la loro salvezza contro il Foggia nello stadio di viale Ofanto che in quelle due partite dovrà dimostrare la propria capacità di sostenere, incitate e aiutare i “satanelli” e allo stesso tempo “impaurire” le due squadre Siciliane che dovranno avere la vita molto difficile sull’erba di casa nostra per riuscire a portare via punti e per far saltare il banco del “fortino” dello Zaccheria.
Ma qual’è l’antidoto per guarire questo “virus letale” di una malattia che ha assalito e che sta consumando le energie del Foggia dall’inizio di questa stagione? Sicuramente la compattezza del gruppo, l’aspetto mentale, la consapevolezza di non essere una squadra da vertice ma forse neanche da ultimo posto. Tutti questi fattori che sembrano avversi ai rossoneri, dopo le prossime due trasferte consecutive, sulla carta proibitive a Benevento e a Cava dei Tirreni, dovranno produrre necessariamente una sorta di riscatto e cancellare tante incongruenza e spettacolarizzazioni gratuite come quella fatta dopo la sconfitta contro il Potenza allorquando una “figura sconosciuta alla gente  e qualsiasi” che si è presentata, in pieno silenzio stampa, nella sala stampa dello Zaccheria arrogandosi il diritto di criticare i giocatori sparando nel mucchio con una frase che ha gettato benzina sul fuoco e che ha dato adito a molti di pensare che la squadra possa remare contro la propria volontà di salvarsi, tirando fuori i loro fuori gli “attributi”.
Ecco da dove nasce la nostra enorme perplessità, in questo momento particolare, sull’operato della nuova proprietà rossonera che nel periodo, fino ad ora della sua gestione ha sicuramente in buona fede commesso degli errori come tutti d’altronte,  però è anche vero che se si vogliono fare delle precisazione oppure delle accuse precise sarebbe opportuno che in sala stampa arrivassero Gennaro Casillo insieme a Giuseppe De Vitto per parlare con la stampa e chiarire il loro pensiero e il loro punto di vista sulla situazione attuale e non mandare in avanscoperta un pseudo direttore sportivo “in pectore” che non ha, al momento, nessuna valenza e nessun motivo per rilasciare determinate dichiarazioni che sono un accusa diretta senza se e senza ma ai calciatori. e all’allenatore.
Quando il gioco si fa duro, i “duri” iniziano a giocare, quindi è ora che ognuno si prenda le proprie responsabilità delle azione che ha fatto e che farà senza demandare ad altri il proprio pensiero ed avere il coraggio di dirlo pubblicamente mettendoci la propria faccia perchè se le cose alla fine andranno bene oppure andranno male, le colpe oppure i meriti saranno divisi tra tutti i protagonisti con la speranza che al termine di questa infausta e scellerata stagione si possa parlare di quesi momenti negativi che la squadra del Foggia sta vivendo solo come un brutto ricordo da mettere a in fondo ad un cassetto di una soffitta e da non tirare fuori mAI più.

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