Noi siamo certi che in questo momento particolare del campionato del Foggia, con la squadra all’ultimo posto in classifica anche se a breve distanza dalle due sue antagoniste per la salvezza, l’unica maniera per uscire fuori da questa “emorragia negativa” resta solo la forza mentale, la coesione del gruppo squadra con tutto lo staff tecnico, all’interno del ventre dello Zaccheria cercando di non far trapelare all’esterno le negatività e le dinamiche interne, lavando i cosiddetti panni sporchi in famiglia, magari anche con l’aiuto incondizionato della proprietà che deve rimanere vicino a questi ragazzi supportandoli e incitandoli a fare il meglio possibile e gettare per 7 partite il cuore oltre l’ostacolo in questo “rush finale” della stagione per portare a casa e a tutti i costi quella salvezza che sembra oggi una chimera ma che sappiamo come nel calcio avere una buona dose di imponderabilità può permettere con poco di cambiare uno scenario che sembra a tinte fosche ma che potrebbe dipanarsi dalla nebbia e portare il sole in casa rossonera.
Non è certamente il massimo e lo diciamo con cognizione di causa, però, assistere a certe dichiarazioni rilasciate da personaggi dello staff dirigenziale alla fine delle partite soprattutto in un momento assai delicato dove il silenzio sarebbe la migliore medicina. Bisogna ritrovare una certa autostima nello spogliatoio rossonero e come abbiamo più volte detto e scritto bisognerebbe ritrovare anche la consapevolezza di non essere una squadra che può lottare per il vertice della classifica ma che forse non è nemmeno quella compagine tanto scarsa sa occupare l’ultimo gradino della graduatoria.
Sappiamo da questa estate e anche con con qualche ritocco a gennaio che questi sono i calciatori della rosa rossonera, loro ne sono consapevoli ma noi non riusciamo a spiegarci come mai la sessa squadra che perde le ultime 4 partite consecutive in ordine di tempo Crotone, Atalanta, Casarano e Potenza senza una reazione significativa, poi va a giocare nelle partite precedenti a Salerno, a Caserta e in casa con il Cosenza e il Catania, tutte squadre di alta classifica, disputando delle prestazioni superlative che solo per mera sfortuna ma anche per “incompetenza” di alcuni arbitri, si è ritrovato a tornare a mani vuote e con le pive nel sacco due volte su quattro?
Questo vuol dire pure qualcosa. E allora non spaventiamoci e non fasciamoci la testa prima di essercela rotta se domenica si andrà a giocare al “Ciro Vigorito” contro il Benevento primo in classifica con 12 puti di vantaggio sulla seconda e con un piede e mezzo in serie B, perchè il calcio è strano e dove nulla deve essere dato per scontato proprio pensando alle partite di Salerno e Catania che hanno dimostrato che quando si scende in campo determinati e con l’obiettivo di fare bene, a volte ci si può anche riuscire a tornare a casa con punti preziosi per la deficitaria classifica attuale. Per questo pensiamo positivo regoliamoci una partita alla volta senza dimenticare che le due squadre che ci precedono, Trapani e Siracusa, con 1 punto e 2 punti in più, dovranno venire a giocare allo Zaccheria che in questa stagione purtroppo è stato foriero di una raccolta di sconfitte senza precedenti ma che adesso avrà un solo interesse e cioè quello di batterle entrambe e vincere questi due scontri diretti per la salvezza e sperare almeno di raggiungere i play out, poi quello che sarà…….sarà.
Il Foggia se si salverà lo dovrà fare prima nello spogliatoio e poi sul campo
