Canonico e Antonini i Tom & Jerry del calcio

Nicola Canonico e Valerio Antonini sono due personaggi molto simili sotto molti aspetti e sono impegnati a gestire due società professionistiche nel calcio in serie C nel girone C e insieme, anche se distanti come Città, sono un connubio di irresistibile “incompetenza” calcistica elevata all’ennesima potenza. Insomma i “Tom & Jerry” nel panorama calcistico. La loro poca propensione a fare i vertici delle loro società lo dimostra il fatto di aver messo in discussione, usando un mezzo poco ortodosso che si chiama  “esonero”, anche se in tempi diversi, nei confronti di un uomo verticale con la U maiuscola come Peppino Pavone che rispetto ai loro parametri di conoscenza della materia calcistica è “indubitamente” l’essenza del calcio per la sua professionalità, serietà, moralità, discrezione, rispetto dei ruoli e soprattutto per la competenza dimostrata in tutti questi anni.

                           
Ci preme sottolineare che non basta essere dei bravi e solerti imprenditori e avere molti soldi se poi le risorse economiche da loro gestite nel calcio vengono spese e investite male ma soprattutto, con il loro modo di comportarsi, hanno messo e ancora oggi stanno mettendo in cattiva luce la Storia delle società che loro stessi credono di poter rappresentare senza rendersi conto che sono come le meteore, cioè solo di passaggio, il Calcio Foggia 1920 (105 anni di storia) e il Trapani Calcio (120 anni di storia). Addirittura Valerio Antonini gestisce anche una società di pallacanestro che milita nel campionato di Lega Basket Serie A e sembra che invece in questa società riesca meglio a fare il Presidente, infatti attualmente la basket Shark Trapani si trova, con successo, nelle prime posizioni della classifica.
Perchè abbiamo voluto fare oggi un parallelo tra questi due maggiori azionisti impegnati nel basket e nel calcio? Perchè in questo momento tutto il panorama calcistico nazionale parla di loro e delle loro gesta abbastanza “bizzarre” e “strane”, per usare un’ eufemismo. Tra loro le similitudini sono tante e tutte depongono, purtroppo, in maniera piuttosto negativa nell’ottica del loro modo di gestire le loro due aziende sportive.
Valerio Antonini vive prevalentemente a Roma, lontano da Trapani, per seguire le sue attività di imprenditore del settore ” Cerealicolo”, sappiamo che ha iniziato la sua scalata in questo settore lavorando inizialmente con la Casillo di Bari, sappiamo anche che lavora molto con l’Estero e anche che più volte si è vantato di essere amico personale di Maradona e Fidel Castro ma Antonini ha in società uno stuolo di collaboratori che anche senza di lui seguono costantemente le gesta e le sorti societarie e delle sue squadre.
Nicola Canonico, invece, vive a Modugno, lontano da Foggia, dove ha la sua azienda nel settore “dell’Edilizia” ma purtroppo lui non ha nessuno che segue sul posto la società e la squadra da vicino se non il suo Ds, infatti il Foggia a differenza del Trapani non ha nessuno Direttore Generale ma solo un’Amminstratore Unico, Michele Bitetto, che comunque vive a Bari e che a Foggia viene solo se ci sono delle conferenze stampa in cui è necessaria la sua presenza. In più lasocietà del Calcio Foggia 1920 ha l’Amministrazione Giudiziaria e il Tribunale di Bari che è al suo fianco in maniera temporanea e che controlla e assicura lo svolgimento di tutte le azioni della proprietà rossonera.
Di questi due personaggi “fuori dal coro” , la stampa locale e nazionale non ha delle buone referenze . Per esempio il collega Nicola Binda della Gazzetta dello Sport ci ha fatto sapere che la Procura della Figc ha chiesto altri 8 punti di penalizzazione per il Trapani e il Tribunale Federale Nazionale ha rinviato la sentenza al prossimo 8 gennaio 2026 con una decisione alquando insolita. Tutto dopo che Valerio Antonini ha minacciato il suo disimpegno dal club visto il disinteresse del pubblico. Attenzione le questioni non sono separate e la società siciliana rischia di avere in tutto 16 punti di penalizzazione, dopo gli 8 di questa estate.
L’attuale presidente del Trapani si sposta tra la Capitale e la “Terra del Vento e del Sale”, Trapani, per seguire le sue due società e le due squadre sportive , il Basket Shark Trapani e il Trapani Calcio ma in settimana ci hanno colpito le sue dichiarazioni fatte dove affermava che il suo Trapani gli costa quasi 2ml di euro al mese solo di emolumenti da pagare ai suoi tesserati e che a gennaio sarà costretto a fare dei tagli sostanziali dei costi di gestione e di esercizio per poi attivare un’ulteriore valutazione definitiva alla fine della stagione sportiva in corso. Ha anche detto che non investirà più un euro per la società e la squadra Siciliana escludendo dal cotesto la squdra di Basket e riferendosi unicamente solo al Trapani Calcio.
Leggendo le sue dichiarazioni imbarazzanti ci è sembrato di assistere ad una similitudine sostanziale con quello che il Calcio Foggia 1920 ha vissuto e sta vivendo dal mese di marzo scorso dopo le dichiarazioni del suo azionsta di maggioranza Nicola Canonico. Quando Valerio Antonini parla di costi economici elevati e del pubblico che non va allo stadio “Provinciale” per seguire la squadra ci sembrava di sentire “sparlare” l’imprenditore di Palo del Colle quando dice di aver investito in cinque stagioni agonistiche alla guida del Foggia più di 10ml di euro senza peraltro aver raggiunto nessun risultato di rilievo a differenza del suo altereco del Trapani che almeno un campionato di serie D lo ha vinto, quindi un’accostamento tra loro ci è naturale, con la differenza che per motivi di intromissione della criminalità organizzata, i punti di penalizzazione del Calcio Foggia 1920 non sono stati confermati dal TFN anzi sono stati tolti del tutto e non ce ne saranno altri da prendere. Per quello che riguarda il pubblico, a Foggia la situazioone è ancora peggiore visto l’aumento sconsiderato dfel prezzo dei bilgietti che hanno portato lo Zaccheria e registrare il minimo storico di spettatori proprio domenica scorsa contro il Cosenza con solo 489 persone presenti sugli spalti dello stadio foggiano.
Mettendo insieme tutte queste “storture” dette e fatte da questi due personaggi del cartone animato Tom & Jerry della Walt Disney, che con il calcio non hanno nulla a che vedere, ci rendiamo conto che con il loro atteggiamento hanno portato e stanno portando le due società verso l’oblio, con i propri tifosi che ormai si sono disamorati e hanno abbandonato definitivamente di nandare a vedere giocare la loro squadra del cuore.

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