“Apoteosi Rossonera” per la presentazione del Calcio Foggia 1920 stagione 2026-2027

Se Gennaro Casillo con Giuseppe e Antonio De Vitto, con la Governance Dirigenziale, con l’Area Tecnica e con l’Allenatore con il suo Staff ma soprattutto con tutta la rosa dei calciatori rossoneri, avessero tutti avuto ancora il minimo dubbio di che cosa voglia dire e significare arrivare a Foggia e giocare nel Foggia, ieri sera nel piazzale della Città del Cinema ha ottenuto la risposta che si aspettava e che è stata evidenziata e ottenuta in maniera eclatante, euforica, concreta, consolidata e definitiva.
Sicuramente i nuovi calciatori e il nuovo staff tecnico rossonero si saranno resi conto di cosa vuole dire è per i foggiani avere una squadra e una società degna del blasone e della storia del Foggia ma soprattutto dover indossare la gloriosa maglia rossonera con i due “satanelli” stilizzati e stampati sul CUORE.
C’era tutta la Città sportiva ieri sera, non solo i tifosi organizzati ma anche tutti coloro che si stanno facendo “trasportare” inevitabilmente da questa euforia galoppante che domani sera allo Zaccheria, per la terza partita di questo campionato, contro i cugini dell’Audace Cerignola, troverà la sua ” apoteosi” con il ritorno sugli spalti, dopo una intera stagione passata nell’anonimato, sia il tifo organizzato con il “sold out” delle due Curve” e con i suoi 5.329 abbonati ma anche con almeno altri 3/4.000 spettatori paganti curiosi e fiduciosi di vedere finalmente giocare al calcio i rossoneri come ai bei tempi di Zeman, De Zerbi, Stroppa, Gallo e Delio Rossi.
Ora toccherà al “Signore di Floridia”, Gaetano Auteri, ridare lustro ad una piazza e ad una squadra di calcio che per 5 anni ha navigato nell’oblio passando tra il purgatorio e l’inferno e che nell’ultima stagione terminata con la retrocessione ha stazionato dalla prima partita fino all’ultima tra la play out e ultimo posto.


Il tecnico Gaetano Auteri ci sembra, anzi ne siamo sicuri, abbia gia trovato la “medicina” per guarire la malattia che attanagliava questa squadra dai trascorsi importanti e ultracentenari che riempiva le prime pagine dei quotidiani e anche delle trasmissioni nazionali ma che però aveva perso ultimamente la sua dignità, la sua professionalità, la sua personalità ma soprattutto la sua identità.
Vi starete chiedendo come ha fatto in così poco tempo l’uomo e l’allenatore venuto dalla Sicilia a riuscire nel suo intendo? Credeteci è stato semplice. E’ bastato presentarsi a Foggia con grande umiltà ma anche con un piglio di autorevolezza e con quella “cazzimma” interiore e giusta per risollevare il morale di un popolo che ormai era entrato in una autentica depressione sportiva, che era ormai sfiduciato e rassegnato al peggio per quello che aveva dovuto subire nelle ultime 5 stagioni. Auteri ha spiegato nella sua prima intervista, quella della sua presentazione, utilizzando l’audacia e la determinazione che lui è un dipendente della società del Calcio Foggia 1920 e come tale deve essere assolutamente considerato da tutti come un perfetto aziendalista senza dimenticare il suo ruolo e perchè ha accettato il Foggia.
Con i suoi calciatori usa “carote e bastone” al punto che dopo un solo mese e mezzo ha già tutto sotto controllo con lo spogliatoio dalla sua parte che pende dalle sue labra e dai suoi dettami che saranno sicuramente vincenti. Ma chi ha trovato Gaetano Auteri ad accoglierlo arrivando nella Città di Umberto Giordano e in via Gioberti ma soprattutto come ha conquistato la panchina del Foggia su cui a suo dire avrebbe da ambito ?

                 
Ha trovato due giovani imprenditori Gennaro Casilo e Giuseppe De Vitto, due giovani di successo accompagnati da un uomo attempato, AntonioDe Vitto, di grande spessore umano e professionale che non appare quasi mai ma che muove sicuramente i fili di Gennaro e Giuseppe affinchè stiano sempre all’erta e con la schiena dritta.
Ha trovato un Direttore Generale, Gianni Francaville e u Segreteario Generale, Pippo Severo che da soli reggono autorevolmente la gestione amministrativa e federale della società e valgono tanto oro quando pesano.
Ha trovato anche due avvocati eccellenti, Roberto De Rossi e Eduardo Chiacchio, che quando si muovono nei meandri e nei cavilli della legalità non sbagliano un colpo.
Ha trovato uno sraff Medico professionalmente all’altezza.
E poi? Poi ha trovato due personaggi che oggi, alla luce di quello che hanno saputo fare in un mese scarso di tempo costruendo una rosa di 30 calciatori ex novo costruita dal “nulla cosmico” e che tutta l’Italia ci invidia. Stiamo parlando del giovane Alessandro Casella Direttore Sportivo ma anche astro nascente in questo delicato ruolo che sicuramente negli anni che verranno lo vedremo protagonista ancora di più di quello che ha già fatto concretamente e non con le chiacchiere in questi pochi mesi nel Foggia, cercando con l’ intelligenza intellettuale che lo contraddistingue di imparare e apprendere le sottigliezze del ruolo di DS da un Signore con la S maiuscola che si chiama Peppino Pavone.

Dicevamo di Gaetano Auteri, appunto, che ha trovato il Direttore Tecnico Peppino Pavone, con un curriculum lungo e pieno di successi sia da calciatore che da dirigente, quindi di che cosa vogliamo ancora parlare? Peppino Pavone è una figura che solo la vecchia propietà non aveva tenuto nella giusta considerazione pur essendo stato priorpio lui a convincere nel 2021 Zeman a tornare sulla panchina rossonera ma a parte il primo anno in cui il vecchio presidente rossonero forzatamente e contro la sua volontà ( infatti lo aveva esonerato per poi richhiamarlo a causa l’ammutinamento di Zeman e dei tifosi) lo ha dovuto tenere contro voglia ma la memoria non deve far dimenticare che Peppino Pavone quell’anno prese per il Foggia giocatori sconosciuti dalla serie D che arrivarono ai quarti di finale dei play off e la loro quotazione al termine di quella stagione arrivò ad un +30% con alcune plusvalenze ottenute dalla loro cessione ma nonostante tutto il vecchio proprietario non lo voleva forse solo per motivi meramete personali e di antipatia ma non certo per motivi legati al calcio che non avevano nessuna valenza perchè tra il vecchio presidente del Foggia e Peppino Pavone c’era e ancora oggi n abisso “insormontabile” di conosceza e competenza della materia calcistica.
Poi, parliamoci chiaro, Gaetano Auteri ha trovato a Foggia soprattutto se stesso. Sembrerà strano ma è proprio così. Avere la consapevolezza interiore della propria capacità di essere un ottimo allenatore, di conoscere il calcio e soprattutto la categoria dove allena da tempo e dove ha vinto, non è cosa da poco. Certamente Gaetano Auteri non lo dirà mai a nessuno ma siamo sicuri che se voleva un rilancio, qualora ce ne fosse ancora bisogno, e dopo l’esonero “strano” di Benevento nella scorsa stagione, non poteva ambire e alla fine accettare una piazza migliore di quella di Foggia che lo vedrà, col passare dei mesi e delle giornate di campionato, ottenere il meglio da se e dai suoi calciatori e di questo ne siamo assolutamente certi. Vogliamo concludere con un aneddoto, quando gli abbiamo fatto i complimenti per ‘inizio e il prosieguo del campionato c i ha detto con un sorriso beffardo e allo stesso tempo ironico, che per lui contano solo i 3 punti da conquistre in ogni partita da giocare. A casa sua, nella meravigliosa Sicilia, averbbero detto in dialetto…MINCHIA.

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