Per onestà intellettuale e per non nasconderci dietro ad un dito, anche noi negli ultimi due mesi abbiamo criticato la proprietà, la squadra e l’allenatore, critiche costruttive e non distruttive anche se MAI abbiamo messo in evidenza un grande “pessimismo” sulla salvezza dei rossoneri anzi spesso siamo stati criticati dai tifosi per il nostro smisurato ottimismo.
Chiaramente non si possono tralasciare i freddi numeri che purtroppo sono inconfutabili nel calcio e non lasciano, al momento, molte speranze positive per il mantenimento della categoria, però fino a quando la matematica non condannerà la squadra di Gennaro Casillo e Giuseppe De Vitto, che hanno dimostrato di avere gli attributi nel fare un passo così rischioso e perentorio per prendere il Foggia nel bel mezzo di una “tempesta perfetta”, noi continueremo a sperare in un miracolo sportivo.

Non sarà una passeggiata di salute questo lo sappiamo come lo sa tutto l’ambiente rossonero soprattutto alla luce dei risultati della 36^ giornata che, come avevamo anticipato alcuni giorni fa, ha riservato molte sorprese (!!!) “strane ” che non hanno di certo aiutato il Foggia a migliorare la sua classifica nonostante il pareggio contro il Siracusa, una classifica che resta sempre in bilico e che cammina su un filo sottilismo che potrebbe far precipitare in un abisso chiamato “campionato dilettanti” sia la società che la squdara e tutti i tifosi rossoneri ma che potrebbe, con un colpo di coda nelle due gare contro il Monopoli e la Salernitana, consentire agli uomini di Michele Pazieza di arrivare a giocarsi la salvezza, come ella scorsa stagione, in un doppio scontro diretto “play out” contro la qualtultima in classifica.
Perlavamo del “pessimismo” che non ci appartiene e questo perchè noi siamo sempre propensi a guardare il bicchiere mezzo pieno e a volere il bene dei Foggia senza nascondere, però, la polvere sotto al tappeto perchè di errori prima del 14 febbraio scorso ma anche dopo questa data sono stati fatti da tutte le componenti che ruotano intorno al pianeta Foggia.
Prima la vecchia proprietà che ha costruito una squadra da “oratorio”, scarsa, senza esperienza e senza una concezione di quello che significa misurarsi in un campionato professionistico e che mai avrebbe potuto lottare, per come era stata costruita, per il vertice della classifica di serie C ma che fu invece da subito catalogata dall’ex allenatore Delio Rossi come una squadra che si sarebbe salvata solo alla penultima giornata cosa che non è nelle corde di una piazza come Foggia e che non sarà possibil che oggi possa accadere perchè potrebbe succedere solo dopo l’eventuale disputa delle due gare di spareggio play out.
E’ vero che anche dopo l’avvento della nuova proprietà sono stati commessi alcuni errori di valutazione che potrebbero aver condizionato il cammino, le prestazioni e i risultati dei rossoneri, allorquando da subito i nuovi proprietari Casillo e De Vitto si sono trovati di fronte alla scelta di dover cambiare velocemente l’allenatore (Barilari) e questo nel bel mezzo del mercato di riparazione di gennaio che ha comunque portato nella rosa del Foggia alcuni calciatori di qualità ed esperienza che mancavano nello scascchiere rossonero ma purtroppo anche l’ulteriore cambio di altri due tecnici (Cangelosi e Pazienza) nel giro di una settimana non è stato propedeutico ad un cambiamento alla claasifica del Foggia che è sempre stata nel “limbo” che va dall’ultima posizione fino ad arrivare , a volte, solo fino al qualtultimo posto, poi più nulla.
Le 10 sconfitte consecutive hanno fatto il resto, perchè mentre il Foggia giocava il suo campionato con il freno a mano tirato, le altre squadre in predicato di lottare per la retrocessione, correvano a mille all’ora e solo le penalizzazioni inflitte dal Tribunale Federale Nazionale al Trapani e al Siracusa, hanno consentito ai rossoneri di trovarsi terzuttimi se pur ancora ad 8 punti dalla quartultima posizione con la “spada di Damocle” del limite imposto dalla Lega dei -9 punti dalla retrocessione diretta, che pende pericolosamente e inesorabilmente sulla testa dei rossoneri.
Il “pessimismo”? Grazie anche no. Perchè nel calcio e di esempi in tal senso ce ne sono tanti, nulla è quello che sembra nero oggi e che potrebbe diventare bianco in un “battito di ciglia” e in questo scenario la speranza resta quella che in questa casistica ci capiti il Foggia che anche se sa che la salvezza passa per le proprie forze e le proprie capacità è anche consapevole, purtroppo, che non si può fare a meno di guradare gli eventuali passi falsi delle altre due squadre, Giugliano e Latina.
