Al peggio non c’è mai fine e il Foggia è in caduta libera

Appena terminata la partita di ieri tra il Foggia e l’Atalanta U23, che si è conclusa con la 5^ sconfitta consecutiva dei rossoneri nelle ultime 6 giornate, sono arrivate le dimissioni di Vincenzo Cangelosi che così è diventato il terzo allenatore “saltato”  di questa “sciagurata e infausta” stagione agonistica 2025-2026.
Onestamente ce le aspettavamo le sue dimissioni  dopo la prestazione di ieri pomeriggio espressa in campo dalla squadra che è entrata sul terreno di gioco impaurita e senza la concentrazione giusta per affrontare una partita decisiva che l’ha portata purtroppo all’ultimo posto in classifica. Una partita che ha visto il Foggia in balìa di un avversario organizzato che però nelle ultime 10 gare ne aveva vinta solo 1 e che allo Zaccheria è venuta a “saccheggiare” la speranza di tutto l’ambiente rossonero che sperava di poter tornare alla vittoria, anche se per tutti i 90° minuti ha tirato in porta una sola volta  dopo l’88° e che potesse allontanarsi un pò dalla zona play out. Anche i risultati delle altre squadre ci hanno dato torto per la classifica perchè tutte hanno fatto risultato.
Adesso lo scenario è veramente a “tinte fosche” anzi di più se non altro perchè la nuova proprietà si troverà di fronte ad un’altra scelta che saprà dell’inverosimile e cioè magari quella di riportare a Foggia Enrico Barilari  oppure di scegliere un’ altro tecnico, il 4°, che sia nella condizione di traghettare la squadra verso la salvezza, una squadra che se prima di questa partita persa contro gli Orobici aveva il morale sotto im piedi, oggi si ritrova ancora più depressa e impotente di fronte ad una situazione che, parliamoci chiaro, agli occhi di tutti sembra irreparabile.
La giornata di oggi ci dirà quale scelta faranno Gennaro Casillo e Giuseppe De Vitto magari anche con i consigli e i suggerimenti di Peppino Pavone e quale profilo di tecnico potrebbe essere chiamato per sedersi sulla panchina rossonera che oggi sembra una vera e propria “bomba ad orologeria” pronta ad esplodere da un momento all’altro. Ci vorrebbe una figura come De Zerbi che ha appena lasciato l’Olympique Marsiglia ma purtroppo sappiamo che questa è utopia e che non sarà possibile, allora la scelta dovrà necessariamente ricadere se si sceglierà uno nuovo, su un’allenatore al momento fuori dalla mischia, libero ma con esperienza, tenacia , autorevolezza e carisma ma soprattutto che conosca bene la serie C anche se al momento non è che ce ne siano molti di tecnici queste determinate caratteristiche in giro e soprattutto che abbiano voglia di infilarsi in un “cono di bottiglia” molto stretto in cui si è incastrato il Calcio Foggia 1920.
Le prossime 11 partite saranno durissime da affrontare in questa situazione per i rossoneri partendo già da domenica prossima con la trasferta di Crotone poi di seguito il Casarano in casa, l’Altamura fuori casa , il Potenza allo Zaccheria , il Benevento e la Cavese in trasferta e infine per concludere il mese di marzo lo scontro contro il Trapani ancora tra le mura amiche . A quel punto mancheranno solo le ultime 4 giornate Cosenza, Siracusa, Monopoli e Salernitana.
E allora  è lecito chiedersi dove sarà il Foggia il 26 aprile? Tutti speriamo che possa essere fuori dalla griglia play out oppure almeno in una posizione per affrontare gli spareggi per la salvezza in una posizione che gli consenta di giocare in casa la partita di ritorno per avere qualche “chance” in più.
Questa è la situazione, che piaccia oppure no al momento, una situazione tragica calcisticamente parlando che può solo migliorare perchè più in basso dell’ultimo posto in classifica non si può scendere e bisogna fare uno sforzo immane per uscire fuori da questi guai che sembrano non finire mai, quindi è meglio farsene una ragione, solo il Foggia può salvare il Foggia ma deve assolutamente cambiare registro e soprattutto deve cambiare atteggiamento e il modo di giocare e di presentarsi in campo per affrontare gli avversari come se fosse la finale della Champions League. Il resto sono solo chiacchiere e aria fritta che non fanno volume e concretezza ma che rischiano pesantemente di far precipitare la squadra e con essa la proprietà rossonera che ha fatto e sta facendo investimenti importanti, in un vortice che porterebbe direttamente alla prima retrocessione sul campo della storia del “nostro” Foggia dopo 106 anni.

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