Il Foggia ora deve solo lavorare, sudare, combattere e….salvarsi

Abbiamo analizzato attentamente la partita di martedì persa dal Foggia contro ‘AZ Picerno ma lo abbiamo fatto anche con le altre cinque gare che l’hanno preceduta e siamo arrivati ad una conclusione. Questa squadra il modulo 4-3-3 non lo può fare e sviluppare perchè la struttura della rosa a disposizione di Cangelosi e Bucaro, anche con gli ultimi arrivi che sono sicuramente dotati di migliore qualità, tecnica e personalità, non lo permette e siamo più che mai convinti che questi calciatori si prestano, per le loro peculiarità e per le loro caratteristiche ad un solo schema di gioco applicabile che è il 3-5-2, esattamente come avvenne con l’arrivo sulla panchina del Foggia di Fabio Gallo che prese la squadra di Boscaglia e il suo 4-3-3 e lo trasformò con successo in un 3-5-2 che portò il Foggia da 4 punti in 7 partite e relegata al penultimo posto fino al 4° posto con con 44 punti prima di dare le dimissioni a marzo.
Il problema del Foggia, da sempre identificato, dai meno avvezzi alla conoscenza del calcio, nella mancanza di uomini nel reparto d’attacco e di un centravanti di ruolo se pur decisivi, era in realtà il meno importante perchè noi, se ricordate, abbiamo sempre messo in evidenza che il vero problema della squadra costruita in estate fosse il centrocampo e anche la difesa.
Infatti, con questi calciatori e ne abbiamo avuto la riprova definitiva proprio martedì sera contro il Picerno, l’unico modulo attuabile è proprio quello con tre difensori, due esterni, tre centrocampisti e due punte per essere sempre in superiorità numerica nella zona nevralgica del campo, anche perchè siamo convinti, dopo tutte queste gare di campionato, che giocare con due “quinti” che spingono e che coprono gli spazi a centrocampo e ripiegano in difesa in fase di non possesso sia la migliore e più omogenea ed equilibrata soluzione logica e questo si può fare avendo Dimarco che fa il terzino a sinistra, che è la sua reale fascia di competenza e avanti a lui ungiocatore esperto e dinamico con i piedi buoni come Giron che sa andare sul fondo e sa crossare. Dalla parte opposta Buttaro terzino di fascia (ora assente per infortunio con Staver che può sostituirlo) e Garofalo di supporto sulla catena di destra che sa inserirsi e sa tirare in porta diventerebbe un’altra fascia impenetrabile, solida e coperta.
A centrocampo Castorri. Petermann e Romeo andrebbero a completare la linea a 5 del centrocampo che diventerebbero una diga di copertura che oltretutto è in grado di saper fare tutte e due le fasi sia di possesso che di non possesso. Adesso che in difesa è arrivato un centrale di grande qualità che sa difendere e sa anche impostare l’azione dal basso e che sa anche fare i gol, parliamo di Brosco, che Cangelosi e Bucaro conoscono bene perchè lo hanno avuto con loro ai tempi del Pescara, la difesa a tre comn un portiere come Perucchini è possibile proporla senza se e senza ma.
In avanti Tommasini, Cangiano, Nocerino, Liguori oppure D’amico potrebbero essere le “bocche di fuoco” in grado di alternarsi, in base alle partite e agli avversari di turno, perchè sono tutti bravi a muoversi nella zona d’attacco senza dare punti di riferimento e possono essere anche concreti e decisivi nell’area di rigore avversaria e in fase conclusiva.
Non vogliamo certamente, con questa disamina, sostituirci ai due tecnici rossoneri che sanno fare bene il loro lavoro, ma noi che facciamo i giornalisti e vediamo le cose da un’altra angolazioni siamo convinti che questo potrebbe essere lo scenario tecnico- tattico che il Foggia potrebbe e dovrebbe mettere in atto, il tutto ci viene confortato dal fatto che da un sondaggio con alcuni addetti ai lavori me personaggi che di calcio ne capiscono, non siamo gli unici a pensarla così per poter uscire velocemente da questa situazione ormai diventata troppo “stagnante” e che rischia di farci continuare a vedere in campo una squadra poco equilibrata e nella condizione, per tutte le 12 partite che mancano ancora al termine del torneo, ad esporsi quasi sempre alle ripartenze degli avversari subendo sempre la superiorità in campo con risultati e prestazioni che alla fine potrebbero pesare seriamente in maniera negativa e determinante sul rendimento e soprattutto sull’obiettivo da dover raggiungere che rimane esclusivamente la salvezza diretta.
Resta un’ altro aspetto fondamentale da prendere in considerazione in questa fase della stagione ed è quello mentale. In questo caso l’arrivo negli spogliatoi rossoneri di un personaggio come Peppino Pavone può dare la stura ad una svolta psicologica ai calciatori e può sicuramente fare la differenza, perchè sappiamo che i ragazzi di Cangelosi e Bucaro dopo la sconfitta contro i Lucani del Picerno di martedì scorso erano con il morale sotto i piedi e per questo motivo una ricarica mentale e di autostima sarebbe l’ideale se fatta da chi di calcio ne mastica come uno degli artefici principali del fenomeno di Zemanlandia.
Lo staff tecnico, invece, deve pensare al campo lavorando per ristabilire la personalità e la consapevolezza di poter raggiungere quello che si vuole ottenere che dipenderà esclusivamente dall’approccio mentale durante gli allenamenti settimanali e soprattutto durante le partite di campionato, evitando che nella stessa gara ci siano cali di concentrazione come è avvenuto sia Caserta dopo il2 a 2 e poi contro il Picerno dopo l’1 a0, allorquando la squadra dopo aver recuperato un risultato oppure dopo aver ottenuto il vantaggio ha subito la reazione degli avversari in una manciata di minuti che hanno poi vanificato tutto quello che di buono si era fatto prima.
Non per ultimo, c’è ancora tanto lavoro da fare sotto l’aspetto tecnico e fisico, tanto sudore e il coltello fra i denti da tenere per tutti i 90° minuti nelle partite, perchè non dimentichiamoci che questa squadra non ha fatto la preparazione ma nemmeno i richiami della stessa nella sosta natalizia, quindi la tenuta atletica è abbastanza precaria e lo dimostrano gli ultimi 20 minuti delle partite dove si è notato il forte “arrancare” della squadra per arrivare al termine dell’incontro. Per non parlare del fatto che continuare ad allenarsi e a rimanere fuori dalla Città di Foggia a Trinitapoli che è in un’altra provincia ed è ancora un “legame” da cancellare urgentemente per farlo scomparire come è successo con la vecchia proprietà e far avvertire al gruppo la pressione ma anche l’incitamento della gente e dei propri tifosi che può pesare notevolmente sul morale, sull’autostima e sulle prestazioni. Prendere possesso da subito della struttura di Croci Nord sarebbe un grande traguardo per ripristinare quella normalità e quella “cazzimma” interiore che in questo momento servirebbe come il pane al gruppo squadra e soprattutto che deve servire assolutamente per ritrovare, se vuole salvare una stagione, al più presto la sua “dimensione” adesso che la nuova proprietà di Casillo e De Vitto si è insediata ufficialmente e che ha in mente seri programmi di rinascita sportiva a cominciare dalla prossima stagione ma come è lecito augurarsi il tutto subordinato a rimanere in serie C che resta l’ unico e solo obiettivo primario da cui non si può derogare e che deve essere raggiunto, costi quel che costi.

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