La celebre frase, ormai diventata un “cult” cinematografico, coniata da Carlk Gable nel celebre film “Via con Vento” è diventata il mantra di tutti i tifosi del Foggia ma anche della gente che segue, se pur distrattamente, le gesta e le sorti dei rossoneri. Lo è ancora di più dopo aver letto il comunicato che ha emesso la società rossonera ieri all’ora di pranzo , un comunicato a dir poco “sgrammaticato” con dei contenuti che abbiamo dovuto leggere non molto attentamente ma anche diverse volte per capirne la valenza e il significato.
Ma come si fa a scrivere certe “nefandezze” chiamando a raccolta i sostenitori rossoneri dopo averli messi alla “berlina” con scelte scellerate e prive di qualsiasi logica. Il comunicato parlava che la società:
“si impegnava ad assicurare il massimo sostegno possibile alla qualità tecnica della squadra fino al termine della stagione”. Che cosa significa? Forse si voleva dire che si compreranno calciatori di esperienza e di qualità? Ma allora perchè non è stato fatto questa estate che era stato riportato sulla panchina del Foggia un “signor tecnico” come Delio Rossi?
Si parla sempre nel comunicato che è ancora in tempo da parte della gente di Foggia e della provincia per:
“donare un miglioramento dei risultati nel rispetto delle diverse opinioni di qualcuno e delle iniziative di ciascuno”. E si fa riferimento nel comunicato ad eventuali abbassamenti dei prezzi dei biglietti già dalla prossima partita casalinga di domenica prossima con il Cosenza ma immediatamente dopo, come al solito, è parttia la solita “minaccia sportiva “ che avvisava che se NON dovesse esserci l’affluenza desiderata sugli spalti dello Zaccheria domenica prossima, , quando il Foggia giocherà il 15dicembre contro il Monopoli:
” se dovesse mancare la risposta all’accorato appello della società, il Calcio Foggia 1920 si vedrà costretto alla razionalizzazione degli spazi dello stadio Zaccheria”. Cioè se non ci saranno gli spettatori all’altezza delle aspettative della società rossonera la stessa si vedrà costretta a “garanzia della corretta gestione economica” a ridurre i costi che sono divenuti di fatto ingiustificati per le presenze ridottissime degli ultimi tempi e quindi a farne le spese saranno gli “steward” dei settori che sono rimasti quasi vuoti.
Come se la colpa di questi vuoti sugli spalti e l’assenza del tifo organizzato della Curva Nord e Sud e degli Ultras sia una colpa da attribuire ad una “ripicca” e NON all’aumento sconsiderato in tutti i settori e soprattutto quelli popolari dei biglietti d’ingresso allo Zaccheria.
Il finale del comunicato di ieri del Calcio Foggia 1920 è un “delirio di onnipotenza “ che metterà quasi certamente la “pietra tombale” sul rapporto di empatia MAI nato tra la proprietà del Calcio Foggia 1920 con la Città e con il Territorio di Capitanata e soprattutto incrinerà ancora di più i rapporti tra la gente di Foggia e il maggior azionista nonchè unico proprietario del sodalizio rossonero, perchè si conclude con queste parole:
“Ma tutto ciò, al momento, resta una ipotetica eventualità che, siamo certi tale potrà restare di fronte al responsabile accoglimento dell’invito alla rinnovata unità d’intenti per la prossima gara casalinga contro il Cosenza per la quale il Calcio Foggia 1920 ringrazia”.
A questo punto NON si può certamente dire che soprattutto la stampa locale , non tutta per la verità, NON abbia messo in evidenza tutte le storture che hanno portato oggi 27 novembre 2025 nella situazione in cui si trova la società e la squadra rossonera. NON si può assolutamente dire che NON abbiamo cercato in tutti i modi di capire quale strategia abbia voluto mettere in atto un’ imprenditore “esperto di calcio” come Nicola Canonico nel momento in cui ha deciso di diventare il presidente del Foggia dopo le amare esperienze calcistiche avute ad Andria e a Bisceglie.
Siamo convinti che per arrivare al vertice di una piazza come Foggia, in un ambiente come Foggia, con un bacino d’utenza come Foggia e con i “tifosi” del Foggia che sono rappresentati in tutto il mondo e sono certamente di un certo livello di competenza, molto superiore a chi si trova al momento al vertice delclub rossonero, e che tutti insieme nella loro ultracentenaria Storia hanno vissuto 11 campionati la serie A, 27 di serie B, molti di serie C, alcuni di C2 e pochissimi tra i dilettanti e mai per una retrocessione sul campo.
Nicola Canonico avrebbe dovuto immaginare, secondo il nostro modestissimo parere, dove stava andando a fare il presidente e diciamo che inizialmente lo aveva anche capito visto che appena messo piede in via Gioberti riuscì a convincere Peppino Pavone a chiamare Zdenèk Zeman per tornare sulla panchina del Foggia promettendo però alla piazza che avrebbe portato la squadra in serie B nel giro di tre anni.
Dopo quella stagione purtroppo tutto è precipitato anche se nel secondo anno, pur cambiando ben 5 allenatori con la scelta finale di dare in mano la squadra a Delio Rossi negli ultimi due mesi di campionato, si arrivò alla finale play off poi persa inopinatamente contro il Lecco per fattori che non avevano niente a che fare con il calcio giocato.
Il resto è storia perchè nelle altre due stagioni susseguenti, nella prima con Cudini e con il cambio di altri 5 allenatori non si raggiunsero nemmeno i play off perchè il Foggia arrivò all’11° posto e poi lo scorso anno calcistico l’ epilogo della quasi retrocessione in serie D con la salvezza arrivata solo dopo la doppia sfida play out contro il Messina.
E arriviamo alla stagione attuale 2025-2026 quella iniziata ormai da 15 giornate che ha riservato più di una sorpresa in negativo. Arriva nuovamente sulla panchina del Foggia Delio Rossi e tutto lasciava intendere che finalmente dopo le ultime due stagioni si potessero creare i presupposti per un riscatto e per puntare al “vertice” della classifica della serie C girone C ma tutto si è rivelato, fino ad ora, una bolla di sapone che appena arriva nell’aria si dissolve.
Delio Rossi, infatti, dopo appena tre mesi è stato “epurato” non si sa ben da chi ma noi sappiamo bene come sono andate le cose e al suo posto è arrivato un allenatore che di fatto somiglia molto a Mario Somma e non si sa quando potrà durare sulla panchina dei rossoneri se i risultati e le prestazioni rimarranno come quelle delle tre gare che si sono giocate con il tecnico Ligure in panchina cioè, tre gare inguadabili.
E’ chiaro, limpido e cristallino pensare da parte di tutto l’ambiente rossonero al completo, ormai sfiduciato, rassegnato e inerme di fronte a questa situazione, che questa situazione potrebbe portare per la prima volta, in 105 anni di storia e nell’anno dei 100 anni dello stadio Pino Zaccheria, ad una retrocessione tra i dilettanti sul campo.
Qundi è lecito appropriarsi da parte dei tifosi del Foggia della frase : “Francamente me ne infischio” anche se si vive sempre con la speranza che qualcosa possa cambiare ma poi leggendo il comunicato di ieri del Calcio Foggia 1920 a tutti ma proprio a tutti cadono le braccia, soprattutto se NON si dovesse arrivare velocemente ad un passaggio di consegne e alla fine dell’ esperienza amara di questa attuale la proprietà che in questi quattro anni e cinque stagioni agonistiche ha dimostrato NON solo alla Città di Foggia ma a tutta l’Italia di NON essere all’altezza di saper gestire la società e la squadra cche porta il nome di il Calcio Foggia 1920 ma soprattutto una società purtroppo “invisa” a tutto l’ambiente rossonero, nessuno escluso se NON per quei pochissimi “adepti”, “seguaci, “scendiletto” rimasti e che ancora credono nelle favole che vengono raccontate dal ” Re del vuoto”
