Riuscirà Barilari a rimettere in linea questo Foggia?

Questa è la domanda che si fanno tutti i tifosi del Foggia che in questo momento vedono la loro squadra al penultimo posto in classifica e alla vigilia di un “trittico” di partite difficilissime a cominciare da quella di lunedì prossimo quando allo Zaccheria arriverà la Cavese di Fabio Prosperi e che in classifica ha 15 punti ed è a 2 punti della zona play off e a 2 dalla zona play out, per poi proseguire con la trasferta di Trapani e infine ancora allo Zaccheria contro il Cosenza.
Ma la cosa che ci preme sottolineare è se il nuovo tecnico del Foggia , Enrico Barilari, che ha ereditato questa squadra da Delio Rossi, riuscirà a cambiare il corso degli eventi con la rosa di calciatori a sua disposizione creando prima di tutto tranquillità e serenità nello spogliatoio e di conseguenza nell’ ambiente rossonero ormai rassegnato al peggio ma anche se riuscirà a raccogliere quei punti necessari per tirarsi fuori dalla “zona pericolosa” che lo scorso campionato aveva sorriso ai rossoneri per pura fortuna solo all’ultima partita dei play out contro il Messina ma che in questa stagione sembra essere diventata più complicata e molto difficile da raggiungere se non dovesse riuscire il tecnico a ribaltare completamente la situazione a360° gradi.
Barilari dovrà riuscirci in poco tempo e in poche partite, valorizzando al meglio gli uomini a sua disposizione compresi quelli che erano stati accantonati da chi lo ha preceduto sulla panchina del Foggia, calciatori messi ai margini non per simpatia oppure per antipatia ma solo perchè non hanno dimostrato di essere pronti ad affrontare un campionato come quello di serie C e del girone C nel momento in cui sono stati chiamati a scendere in campo. Il tutto è stato valutato guardando le loro prestazioni che sono state inguardabili e che hanno fatto capire a tutti gli addetti ai lavori e ai tifosi che non basta essere giovani di belle speranza e disponibili a voler crescere in una grande piazza e in una squadra come quella di Foggia, perchè ci vuole soprattutto tanta tecnica, tanta esperienza e molta consapevolezza che giocare tra i professionisti non è certamente come giocare nella Primavera oppure nei dilettanti.
Sarà una “missione impossibile” quella dell’ allenatore di Levanto? Sicuramente si, vista non solo la mancanza di risultati e di prestazioni in queste settimane dall’inizio del campionato 2025-2026 ma soprattutto per tutto quello che circonda, con un’ alone di negatività, l’ambiente del Calcio Foggia 1920 in questo momento e che ha costretto un tecnico dello spessore di Delio Rossi, dopo solo tre mesi e per ben due volte, prima a settembre e poi dieci giorni fa , ad alzare bandiera bianca perchè ormai non era più seguito dal gruppo squadra che lo ha poi “esautorato” e soprattutto perchè non esistevano più le condizioni e i presupposti nel confronto con Nicola Canonico per questioni di organizzazione, di logistica e di programmazione che sono state tutte disattese dallo stesso ex presidente nonostante gli siano servite allo stesso proprietario come promesse fatte a luglio scorso dopo due anni di pressione psicologica per convincere il tecnico Romagnolo ad accettare la scommessa di ritornare a guidare il Foggia per la terza volta dopo l’exploit della finale play off persa tre stagioni fa.
La cosa preoccupante, però, oggi che siamo arrivati ad un terzo del campionato è che Nicola Canonico ha avuto il coraggio e l’ardire , dopo l’ennesima disfatta casalinga di domenica scorsa contro il Benevento, di presentarsi nella sala stampa dello Zaccheria per fare il solito “teatrino” e magnificare il “nuovo” allenatore Enrico Barilari, arrivato da appena due giorni, ed accusare il “vecchio” tecnico Delio Rossi di non far giocare bene la squadra durante la sua permanenza gettandogli “fango” addosso e tutta la colpa come sempre senza prendersi la responsabilità dei suoi innumerevoli errori e affermando che aveva visto buoni fraseggi dai calciatori in campo domenica sera contro il Benevento, una cosa veramente improponibile e che nessuno dei “miseri” 983 spettatori presenti domenica sera allo Zaccheria ma anche tutti quelli che avevano seguito la partita in televisione e che non avevano visto neanche lontanamene.
Un ‘accusa “becera” al tecnico Romagnolo che lui stesso aveva scelto per dare una svolta dopo il “flop” e il “fallimento” delle ultime due stagioni ma che poi non lo ha messo in condizioni di operare costruendo una squadra non solo molto scarsa ma anche poco equilibrata e omogenea con caratteristiche da parte dei calciatori acquistati completamente diverse da quelle richieste da Delio Rossi in sede di calcio mercato e non adatte al suo modulo, il 4-3-3, da poter proporre durante la stagione agonistica.
Sul monologo dell’ex presidente rossonero ci siamo fatti tante risate ma abbiamo anche evidenziato che nessun giornalista in sala stampa ha fatto a Nicola Canonico la domanda da un “milione di euro”. e cioè : Perchè non ha salvaguardato insieme al suo direttore sportivo il suo tecnico voluto sulla panchina del Foggia a tutti i costi? Una cosa che, per esempio, è stata fatta dall’Audace Cerignola nella persona del suo direttore sportivo Elio Di Toro che ha saputo imporsi con il suo Presidente Nicola Grieco nei confronti di Enzo Maiuri facendolo rimanere al suo posto in panchina nonostante le 5 sconfitte consecutive. Questo rimarrà un “dubbio amletico” a cui non avremo mai la risposta mentre invece tutte le risposte, le più negative, le stiamo avendo da cinque stagioni non solo dalla società e dalla sua proprietà ma soprattutto dalla squadra, fatta eccezione solo quando il primo anno c’erano Pavone e Zeman che sono gli unici che hanno resistito fino al termine dell campionato ma purtroppo oggi il Foggia è ormai avviato verso una “deriva autoritaria” che potrebbe portarlo giù negli abissi più profondi dell’ attuale stagione che la squadra rossonera sta disputando e affrontando con molta infamia e senza un minimo di lode.

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