Chiaramente ci riferiamo al Ds Enzo De Vito a cui non si può certo imputare il fatto di aver scelto di approdare e essersi accordato in serie B con la Juve Stabia ma quello che fa rabbia è il suo comportamento ambiguo e subdolo che ha tenuto nei confronti della proprietà del Calcio Foggia 1290, del Direttore dell’Area Tecnica Peppino Pavone ma soprattutto nei riguardi di una intera piazza come Foggia che era pronta ad accoglierlo per dargli tutto il suo supporto per raggiungere con i rossoneri traguardi e obiettivi ambiziosi.
Noi comunque ci siamo fatti un nostro pensiero e sappiamo che molti che seguono le sorti dei rossoneri la pensano come noi e cioè che a Foggia, nella società e nella squadra di calcio, nell’anno 2026, NESSUNO e confermiamo con forza NESSUNO, può avere l’ambizione e la sfrontatezza di venire ad insegnarci come si fa il calcio, soprattutto quello che si gioca ai nostri giorni, che la società e la squadra rossonera facevano già 35 anni fa. Vi è tutto abbastanza chiaro, limpido e cristallino?
Poco male, comunque, perchè Enzo De Vito è una persona che doveva ancora dimostrare il suo reale valore e che ha deciso di lasciare il Foggia ancora prima di firmare il suo contratto dopo appena poche settimane dall’aver preso un impegno sulla parola e con una stretta di mano perchè secondo lui impossibilitato, un impegno che valeva ancora molto in questo nostro mondo ad eccezione purtroppo del mondo pallonaro perchè si sa come sono le dinamiche del calcio ed Enzo De Vito, in effetti, non avendo ancora firmato nessun contratto in maniera ufficiale con i rossoneri avrebbe almeno dovuto, per serietà, avere il coraggio di uscire allo scoperto ed evitare di chiudere qualsiasi comunicazione con il Foggia e i giornalisti locali facendo il suo accordo sotto banco e subdolo con i Campani della Juve Stabia.
La rabbia ci pervade solo per il modo in cui Enzo De Vito ha lasciato il Foggia, soprattutto dopo che appena qualche giorno fa aveva parlato con Pavone, ed era stato invitato a raggiungere Foggia per incontrarsi con lo stesso Peppino Pavone e con il tecnico Emilio Longo, che proprio martedì scorso si è presentato in Città, a differenza sue, per mettere a punto alcuni dettagli per il suo imminente arrivo ufficiale dal 1° luglio, sulla panchina rossonera.
Il tecnico di Salerno, in questo ulteriore incontro, ormai ne sono già stati fatti 3, ha manifestato la possibilità di poter usufruire di un campo in erba per gli allenamenti giornalieri e non in sintetico e proprio per questo motivo ieri Peppino Pavone accompagnato da una piccola delegazione della società rossonera si ha fatto un’ escursione esplorativa presso l’impianto di “Amendola” per verificare se ci fossero i presupposti per l’ utilizzo del campo sportivo ma purtroppo ha trovato un’ ostacolo difficile da superare e che riguarda i permessi da presentare all’Aeronautica Militare che potrebbero far “procastinare” di parecchi mesi l’ eventuale accesso a quell’impianto, cosa che il Calcio Foggia 1920 NON può permettersi.
Attenzione avviso ai naviganti e ai tifosi rossoneri. Come al solito abbiamo sentito ancora ieri dai male informati la “panzana” giornaliera che riguardava la posizione di Emilio Longo che potrebbe essere in discussione perchè secondo lo “strillone” che l’ha sparata via etere, fu De Vito a volerlo nel Foggia. Niente di più fasullo perchè Mister Longo ha avuto ed ha ancora oggi ha un solo intrelocutore e punto di riferimento, a parte la proprietà rossonera, con cui ha parlato e che lo ha convinto ad arrivare nella Città di Umberto Giordano e questo suo “mentore” si chiama Peppino Pavone.
“MORTO UN PAPA SE NE FA SEMPRE UN’ALTRO”.
Questo è un proverbio spietato ma verissimo. Nel frattempo esistono già altri due nomi spendibili che sono quelli di Pastore e Alberto Gerbo ex calciatore rossonero e uomo di fiducia del Direttore Sportivo Matteo Lovisa amico personale di Pavone che lo ha caldeggiato. In questo nuovo scenario che potrebbe essere il “Piano B” di Casillo con Giuseppe e Antonio De Vitto, la garanzia che accompagna attualmente il Calcio Foggia 1920 e tutta la sua Area Tecnica ha un solo riferimento, in attesa che la proprietà rossonera abbia il tempo, conoscendo il calcio che non è una scienza esatta e quello che oggi è bianco domani può diventare nero, di muoversi con anticipo appena aveva subdorato la situazione di De Vito che andava avanti da diverso tempo e quindi si muoveranno avendo le idee molto chiare e visto che mancano ancora 12 giorni alla fine del mese di giugno bisogna trovare il nuovo direttore sportivo , ammesso che non lo abbiano già fatto, per sceglire colui che dovrà affiancare Pavone e Longo per iniziare la costruzione dedlla nuova rosa dei calciatori che disputeranno la stagione agonistica 2026-2027 che sta per cominciare. Con buona pace di tutti.