Dopo la conclusione della stagione 2024-2025 conclusa per il rotto della cuffia con lo spareggio play out vinto contro l’ACR Messina che ha salvato i rossoneri dalla retrocessione tra i dilettanti, questa stagione tutti si aspettavano un riscatto e un campionato da vertice, infatti, le prerogative erano proprio quelle visto che era tornato alla guida del Foggia un ‘allenatore di grande esperienza, carisma e bravura che era riuscito a portare, due anni prima, la squadra rossonera alla finale play off poi persa contro il Lecco più per circostanze “strane” che per demerito del Foggia.
Doveva essere l’anno della rivincita ma purtroppo si è capito da subito che non sarebbe stato così. La campagna acquisti estiva si è rivelata un autentico “bluff” con l’arrivo esclusivo di calciatori giovani senza esperienza e soprattutto arrivati in ritardo e alla spicciolata non copnsentendo al tecnico Romagnolo di poter effettuare una adeguata e completa preparazione pre campioonato. Il tutto condito con il trasloco del quartiere generale della società e della squadra in un’altra provincia, la BAT, a Trinitapoli con tutti i problemi di organizzazione e logistica che da subito hanno messo in difficoltà l’allenatore e il suo staff oltre ai calciatori che non potevano vivere e allenarsi nella Città che gli aveva accolti per disputare la nuova stagione agonistica.
Le dichiarazioni di Delio Rossi nella sua conferenza stampa di presentazione a luglio non facevano presagire nulla di buono proprio perchè se un allenatore del suo spessore dichiarava che la rosa messa a sua disposizione avrebbe dovuto salvarsi solo alla penultima giornata del campionato. E infatti le cose sono andate così male e fuori controllo che la squadra si è ritrovata nei bassi fondi della classifica e il tecnico di Rimini fu costretto adare le dimissione peerchè l’allora proprietario del Foggia aveva disatteso tutte le promesse fatte per far sì che arrivasse la sua firma dopo un lungo corteggiamento durato per due anni.
Arriva così il secondo tecnico stagionale, Enrico Barilari, portato a Foggia dalla Liguria dal suo amico e direttore sportivo Carlo Musa ma anche con l’allenatore di levanto le cose non sono cambiate e tra alti e bassi, più bassi che alti, la squadra non è mai decollata, senza risultati e prestazioni se non in alcune partite dove sembrava che si fosse trovata una quadra e quindi la conseguenza è stata quella di vedere esonerato il secondo allenatore . In questo spazio temporale tra Delio Rossi e Barilari, la società rossonera ha cambiato la proprietà che è passata da Nicola Canonico al duo Casillo -De Vitto che hanno finalmente liberato la Città, la società e la squadra da un proprietario che in 5 anni non ha portato nessun risultato, nessun raggiungimento di un traguardo e edi un ‘ obiettivo.
Ma nel frattempo le cose con la nuova prorietà non sono migliorate anzi sono peggiorate, infatti sono stati cambiati altri due allenatori. Prima l’arrivo di Vincenzo Camgelosi che è durato solo una settimana e due partite perseentrambe, esattamente come le ultime tre partite di Barilari e quindi ecco la scelta del 4° allenatore in cui si è orientata la proprietà e che risponde al nome di Michele Pazienza che nel frattempo fino a domenica scorsa ha giocato 5 partite sulla panchina rossonera perdendole tutte e 5 consecutivamente.
Tutto questo sali e scendi dalle “montagne russe” non ha prodotto risultati se non l’ultimo posto in classifica con la forte incognita di vedere lo spettro della retrocesione dietro l’angolo anche in questa stagione 2025-2026. La speranza del Foggia oggi è quella di poter salvare anche quest’anno la categoria all’ultimo minuto del campionato, una salvezza che è legata alle ultime 6 partite ancora da disputare e ma è legata anche al “filo rosso” delle decisioni del TFN che potrebbe dare una mano ai rossoneri facendo fuori dalla lotta per la retrocessione diretta del Trapani e del Siracusa, mettendo la squada di Casillo e De Vitto in orbita per un possibile play out che sarebbe un terno al lortto ma pur sempre una eventualità per mantenere all’ultimo respiro la serie C.
Questa in sintesi la storia della stagione in corso del Calcio Foggia 1920, una stagione che ha visto i tifosi soffrire prima per le scelte capziose della vecchia proprietà che aumentando i prezzi dei biglietti d’ingresso allo Zaccheria ha fato giocare la squadra sempre senza il tifo organizzato e con un a rosa scarsa che ha domostrato di non esere all’atezza di competere a buoni liovelli in un campionatoche doveva essere quello della rinascita ma che oggi si è dimostrato un “faòòimento” a 360°gradi sotto tutti gli aspetti e che solo un miracolo potrà evirtare di far raccogliere per la prima volta dopo 106 anni di storia sdella società rossonera, un’a,ara e annunciata retrocessione tra i Dilettanti.
Il Foggia ha disputato un’intera stagione sulle montagne russe
