Lo sanno anche le pietre quello che il Calcio Foggia 1920 ha dovuto sopportare negli ultimi cinque anni, sovrastato da una gestione della vecchia proprietà che oltre a non aver ottenuto nessun traguardo e nessun risultata sportivo ha condotto il suo periodo di permanenza al vertice della società rossonera in maniera superficiale, arrogante, pressapochista e soprattutto con un disprezzo verso una piazza che meritava molto più rispetto della sua dignità e della sua storia.
Non vorremmo che si ricadesse nello stesso errore soprattutto in riferimento alla comunicazione perchè ci sono giornalisti che non frequentano la sala stampa per mille motivi e che non possono fare domande dirette ai protagonisti ma che allo stesso hanno uguali diritti di avere risposte nel momento in cui le chiedono anche tramite telefonate oppure messaggi perchè comunque scrivono e parlano del Foggia tutti i giorni e devono informare sia i propri lettori oltre tutta l’opinione pubblica e i tifosi sul posto ma anche lontani dalla Città che seguono con amore e dedizione le sorti dei rossoneri. Non vogliamo che esistano più corsie preferenziali perchè l’informazione deve essere precisa e puntuale e per tutti gli organi di informazione e per tutti i giornalisti.

Chiarito questo punto , siamo tutti d’accordo che Gennaro Casillo e la Famiglia De Vitto hanno fatto un enorme sforzo economico importante per “strappare” dalle mani del vecchio proprietario le quote della società rossonera, sappiamo che c’è stato un grosso rischio sportivo che cambierà sicuramente il volto del Foggia anche perchè adesso il pensiero è rivolto soprattutto al mantenimento della categoria della serie C che è imprescindibile per la riuscita del progetto e per potere programmare, già a partire dalla prossima stagione, la risalita verso una categoria che sia più consona ad una squadra come il Foggia e su questo siamo tutti accanto alla nuova proprietà. Sappiamo anche che la stagione in corso ormai è compromessa anche se non del tutto, il tempo per uscire fuori da questa “empasse” esiste e bisogna solo andare avanti con determinazione e con compattezza tutti insieme per cercare di uscire da una situazione di classifica deficitaria che vede la squadra ancora ultima nel girone C ma che ha davanti, oltre alle dieci partite che mancano alla fine del campionato anche un’altro scenario che potrebe dipanarsi all’orizzonte e riguarda le decisioni che prenderà il Tribunale Federale Nazionale a marzo, il quale a meno di miracoli sicuramente sanzionerà le due società siciliane, il Trapani e il Siracusa, con penalizzazioni e con molte probabilità anche con l’esclusione dal campionato di una delle due per problemi molto seri legati ai pagamenti non effettuati delle fiscalità e degli emolumementi ai tesserati nei tempi perentori stabiliti dalla Lega.
Quando parliamo però di chiarezza ci rifacciamo anche ad un post che ieri è apparso sui social sul profilo di Gennaro Casillo che condividiamo in tutto ma che allo stesso tempo affermava alcuni concetti “sobillini” da interpretare con molta parsimonia e lucidità e che lasciavano pensare ad una situazione di disagio nel momento in cui venivano scritte forse anche perchè a caldo subito dopo la sesta sconfitta consecutiva. Ecco uno stralcio abbastanza significativo del proprietario del Calcio Foggia 1920 .
” Il rientro da Crotone non è stato deimigliori ma la notte porta consiglio, soprattutto dopo aver ascoltato i giudizi e le riflessioni di tante persone, anche di chi è passato da qui soltanto per interesse e non per amore di questi colori”
A chi si riferiva Gennaro Casillo con queste frasi ad effetto, ci piacerebbe saperlo? Nessuno, secondo noi, si deve permettere di contestare le scelte della società che sono sicuramete improntate ad una ristrutturazione dell’organgramma societario e tecnico che deve portare ad un miglioramento non solo per conseguire la salvezza in questa stagione ma perchè sono propiettate sul futuro di questa società e di questa squadra. La chiarezza, però, deve essere la prerogativa di tutto quello che si è fatto e soprattutto di quello che si deve ancora fare.

Sappiamo che il Tribunale di Bari ha, con l’Amministrazione Giudiziaria e il suo referente l’Avv. Chionna, una parte determinante nelle scelte del Foggia e della sua proprietà, infatti, se non viene dato un “nulla osta” per qualsiasi operazione, nulla può essere ufficiale ma è anche vero che il “restailing” che inizialmente era stato preventivato al termine di questo campionato è stato necessario anticiparlo per tanti motivi tra cui diverse chiacchiere che potevano destabilizzare l’ambiente rossonero, però è anche giusto che sia Casillo che De Vitto ci facciano sapere quali sono state le figure individuate e portate all’interno della società e soprattutto perchè sono state fatte.

E poi che ci dicano in maniera chiara perchè è “scomparsa” dai radar del Foggia la figura di Peppino Pavone, prima chiamato a fare l’uomo Immagine e il “normalizzatore” per le sue capacità indiscusse di saper consigliare sia alla proprietà che a tuuti gli altri protagonisti che ruotano nella società e nello spogliatoio rossonero, a cui è stato chiesto di rescindere l’accordo che aveva in essere con il Trapani e che è stato fatto ma anche perchè al momento non si sa se farà ancora parte della “Famiglia” del Foggia con un ruolo di rilievo come meriterebbe una figura del suo spessore e della sua competenza in materia calcistica, visto che oltretutto da più di una settimana la Sanbendettese, società del Presidente Massi che milita in serie C nel girone B, sta facendo i salti mortali e carte false per portarlo a sedersi sulla poltrona di direttore sportivo della società marchigiana?
La chiarezza, lo vogliamo ricordare visto che nelle ultime quattro stagioni e mezzo non c’è stata, è alla base dgli obiettivi e dei risultati che si vogliono raggiungere ed è quello che ci aspettiamo da Gennaro Casillo e dalla Famiglia De Vitto che si sono presi una bella “papata bollente” tra le mani e che adesso dovranno dimostrare che il loro investimento, oltre a non essere stato vano, dovrà essere propedeutico per un cambiamento totalitario e a 360° gradi, per evitare di tornare a rivivere situazioni pregresse che hanno portato purtroppo il Calcio Foggia 1920 nella situazione di stallo e pericolosa in cui si trova in questo momento della stagione e della sua ultracentenaria storia sportiva.
