Ieri a Crotone il Foggia ha raggiunto la sesta sconfitta consecutiva mettendosi allo stesso livello della scorsa stagione quando con Luciano Zauri in panchina accadde la stessa cosa. In questo campionato, nonostante i rossoneri abbiano cambiato quattro allenatori, la musica è rimasta invariata nell’ambito dei risultati senza voler considerare le prestazioni altalenanti che hanno portato a questa incresciosa posizione di classifica a cui potranno esserci dei cambianti che potrebbero in un certo qual modo aiutare il Foggia se a marzo ci saranno provvedimenti al Trapani e al Siracusa che metterebbe lo scenario della classifica per la retrocessione come lo stesso campionato con la disputa eventuale una solo play out laddove il Foggia non ha nessuna intenzione di partecipare.
Però per non partecipare alla lotteria degli oppure dello scontro diretto per non retrocedere, nella peggiore delle ipotesi, la squadra dovrà mettersi alle spalle almeno un’altra squadra per poter disputare eventualmente il play out diretto giocando la partita di ritorno allo Zaccheria. Chiaramente sarebbe meglio, nelle prossime 10 partite, cercare di uscire fuori dalla griglia pericolosa per potersi salvare senza passare per gli spareggi. Ma per riuscire in questa impresa bisognerà voltare pagina e non guardarsi indietro e non guardare nemmeno la classifica e quello che il Tribunale Federale Nazionale deciderà sulla sorte delle due squadre siciliane.
Come si può cambiare e invertire la rotta di navigazione? Sappiamo, perchè conosciamo bene le dinamiche del calcio, che in questo momento a nessuno interessano le prestazione quello che conta sono solo i punti e se la squadra deve giocare partite “sporche” per raggiungere il suo obiettivo, ben venga.
Ieri a Crotone dopo un primo tempo discreto che il Foggia ha chiuso in vantaggio attuando un 4-3-3 dove i reparti erano stretti e compatti tra loro che non hanno permesso al Crotone di avvicinarsi mai alla porta rossonera perchè ogni calciatore sceso in campo dall’inizio era al posto giusto concentrato e determinato, come al solito c’è stato un cambiamento tecnico e tattico nella testa dei calciatori nel secondo tempo perchè anche se i calabresi volevano rimontare tutto sembrava sotto controllo e Michele Pazienza, per l’infortunio a Cangiano e l’ammonizione a Petermann, ha dovuto cambiare modulo e passare al 3-5-2 per essere ancora più corti tra i reparti ma l’espulsione di Romeo arrivata all’inizio della ripresa ha compromesso tutto perchè da quel momento il Foggia è scomparso dal campo insieme alla sua sicurezza, alla sua concentrazione e alla sua determinazione, quindi alla fine con due calpi piazzati e un gol regalato dall’insicurezza di Biasiol e Perucchini, il Foggia è tornato a casa conl e pive nel sacco.
In una settimana di cambiamenti a livello tecnico e societario con il “repulisti” di diverse figure che ancora erano legate alla vecchia proprietà e l’arrivo di profili nuovi, la situazione non sembra avere avuto delle differenze sostanziali e anche se saremo ripetitivi sabato prossimo arriva l’ennesima partita che il Foggia deve vincere a tutti in costi allo Zaccheria che ci aspettiamo ritorni a dare una grossa mano ai calciatori rossoneri, anche se il Casarano non è un avversario facile da superare ma il Foggia non può più sbagliare, Pazienza dovrà lavorare sodo sul campo ma soprattutto sul morale dei suoi calciatori ma dovrà anche fare una scelta ben precisa sul modulo che vuole attuare e sugli uomini che dovrà utilizzare.
Foggia così proprio non ci siamo
