Ormai non c’è più niente da fare c’è solo la “rassegnazione”

Dopo tre sconfitte consecutive in campionato e una in Coppa Italia ieri il Foggia ha pareggiato contro la Cavese 0 a0 e si è preso il solito “brodino caldo” come fanno tutti i malati che sono in convalescenza dopo essere stati operati. Vogliamo essere sinceri con tutti coloro che ci seguono giornalmente e che ci invitano ad essere sempre forieri della verità spingendoci a non fare sconti a questa società e a questa squadra che da tre stagioni sta dando alla gente di Foggia solo dolori e nessuna gioia.
Oggi non volevamo scrivere nulla sul Calcio Foggia 1920 per tanti motivi. Primo fra tutti la sfiducia che ci sovrasta guardando quello che sta accadendo intorno alla squadra rossonera ma anche perchè siamo costretti ogni settimana a vedere prestazioni “abuliche e inconsistenti” come nella partita giocata ieri sera dai rossoneri, che nell’arco dei 90 minuti più il recupero hanno tirato nello specchio della porta della Cavese solo due volte, nel primo tempo con D’Amico e nella ripresa con Garofalo. Troppo poco per cercare di vincere una partita che con i tre punti poteva regalare agli uomini di Barilari un pò di ossigeno e un piccolo salto in avanti nella classifica che vede il Foggia penultimo dopo 14 giornate.
Non volevamo scrivere nulla anche per le tante bugie che ancora ci tocca sopportare e ascoltare da parte di questa proprietà che ci vengono comunicate con grande celerità dall’eccellente ufficio stampa , il quale si permette anche di fare del “moralismo” incolpando qualche giornalista, purtroppo per loro, “libero e senza padroni” che scrive in base alle notizie in suo possesso, senza offendere nessuno e nonostante non vada in sala stampa da luglio 2021, cioè da quando è arrivato Nicola Canonico alla guida del sodalizio rossonero e non va proprio per non ascoltare le “baggianate” e i “teatrini” che spesso in quella sede vengono raccontati.
Non volevamo scrivere nulla perchè non è possibile vedere il “mitico” Zaccheria con gli spalti “gremiti” (si fa per dire) da 540 spettatori, ancora meno dei 930 della Giornata della Legalità contro il Benevento e nonostante i prezzi dei biglietti fossero stati abbassati per l’occasione ma poi prontamente rialzati per la gara di ieri sera contro la Cavese. Ci è venuto molto da sorridere quando lo “zelante” ufficio stampa del Foggia ha comunicato il numero degli spettatori paganti alla gara di ieri sera, perchè ci è venuto in mente quando si giocava la finale della Supercoppa al campo della Parrocchia di San Michele e qualcuno di nostra conoscenza arbitrava quella partita davanti a più di 1000 spettatori con la presenza di molti addetti ai lavori che venivano a vedere e a cercare nuovi giovani talenti. Ma di cosa stiamo parlando?
Non volevamo scrivere nulla ma poi è prevalso il raziocinio e il buon senso che accompagna la nostra professione di giornalisti e allora abbiamo deciso di fare leggere anche oggi a chi ci segue soprattutto dopo aver ascoltato le dichiarazioni del grande “esperto di calcio” che è arrivato il 7 luglio 2021 a Foggia da Palo del Colle, il quale dopo la sconfitta contro il Benevento per innalzare il valore del nuovo tecnico Enrico Barillari arrivato da due giorni sulla panchina dei rossoneri ha gettato “fango”, per non usare un’altro ternine, su Delio Rossi dopo averlo fortemente voluto e accusandolo che non faceva giocare bene la squadra.
Ma come poteva un’allenatore con il curriculum di Delio Rossi far giocare bene una squadra costruita malissimo senza giocatori all’altezza del campionato professionistico di serie C, messi a sua disposizione e che forse non possono giocare nemmeno in Eccellenza? Delio Rossi non poteva fare miracoli e trasformare in oro la scarsa bigiotteria acquistata dall’ex presidente e dal direttore sportivo con i “saldi” al calcio mercato ma siamo anche sicuri che la stessa cosa potrebbe capitare ad Enrico Barilari visto quello capitato negli anni precedenti se non dovessero arrivare alle sue dipendenze, a gennaio, profili di calciatori molto diversi da quelli attuali con esperienza e qualità.
Siamo anche sicuri che potrebbe essere tardi e questo la proprietà lo sa benissimo soprattutto alla luce delle prossime sei partite che la squadra rossonera dovrà ancora giocare fino all’inizio del mercato di riparazione. Trapani, Cosenza, Siracusa, Monopoli, Salernitana, e Catania.
Queste partite dovranno essere giocate fino al 3 gennaio con la rosa attuale e con la speranza nel cuore e nella testa di Barilari che almeno Davide Petermann possa recuperare per dare con Rizzo, Garofalo, Perucchini, Panico e Buttaro, i pochi calciatori attualmente con un pò di esperienza, la possibilità almeno di tentare una risalita in classifica che al momento sembra solo un’utopia.
Non volevamo scrivere nulla oggi ma sabato prossimo il Foggia andrà giocare a Trapani che in classifica ha 17 punti ed è 10° ma se gli aggiungiamo gli 8 punti di penalizzazione recuperati sarebbe 5° con 25 punti in classifica. Nella Città del “vento e del sale” aspetta il Foggia Peppino Pavone, attuale direttore tecnico dei Siciliani, che ha riservato una poltrona in Tribuna Autorità a Nicola Canonico per fargli vedere come la competenza nel calcio ha il suo valore e soprattutto come si costruisce, anche con poche risorse, una squadra in grado di ben figurare e pronta a dare fastidio alle grandi corazzate del campionato che gli sono davanti. Ma l’ex presidente siamo sicuri che non andrà a Trapani come non si presenterà più allo Zaccheria per non sentire la giusta contestazione dei tifosi che ormai stufi della sua presenza nel Foggia chiedono ad alta voce che si faccia da parte perchè al contrario di quello che ancora qualche “non vedente” ha il coraggio di dire e di scrivere che senza di lui il calcio a Foggia non esisterebbe, siamo certi invece che il calcio a Foggia e il Foggia continueranno ad esserci e a esistere  e forse senza di lui si può pensare, con un’atra proprietà, seriamente a riprendere a lottare per traguardi importanti.

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