Questa mattina non avevamo nessuna voglia di scrivere e commentare ciò che è accaduto ieri dopo l’ultima giornata del campionato di serie C girone C. Poi ha prevalso la nostra professionalità e il rispetto per tutti i nostri lettori che quotidianamente ci seguono per avere notizie vere e non quelle “farlocche” che arrivano dagli strilloni e venditori di fumo.
Era già tutto scritto, tutto previsto. Seguiamo il calcio da quasi cinquant’anni e le dinamiche delle partite che si giocano nelle ultime giornate dei vari campionati le conosciamo fin troppo bene. Sapevamo che il Trapani avrebbe perso con la Casertana, perch’ negli anni i favori si restituiscono. Sapevamo che Massimo Brambilla con la sua Juventus N:G, già saldamente nei play off, avrebbe fatto pagare a caro prezzo al signor “tuttologo del sapere” tale Nicola Canonico il suo esonero e che non avrebbe vinto a Messina, infatti dopo solo 10 minuti si è stato espellere un giocatore, ha preso 2 gol e buonanotte ai suonatori. Però quello che ci fa più rabbia è che il Foggia era costretto ieri sera a contare sui risultati degli altri, perchè ormai da 40 giorni non era più capace di giocare e vincere una partita con quella squadraccia costruita in estate da Canonico e Roma (ora al Messina, ma che combinazione!!!!!!!!!) con calciatori sicuramente scarsi che non giocavano da tempo immemore nelle loro squadre di appartenenza e alcuni di loro acquistati senza sapre che arrivavano a Foggia con infortuni pregressi che non avevano superato.
Il Foggia giocherà il play out con due partite di andata e ritorno , la prima in Sicilia il 10 maggio con il ritorno allo Zaccheria il 17. E’ questo l’epilogo di una stagione “balorda” iniziata malissimo che potrebbe finire nel peggiore dei modi e solo per colpa di un personaggio “inviso” da tutta la Città di Foggia, dai suoi tifosi e da tutto l’ambiente rossonero sin dal primo momento in cui ha messo piede nel nostro territorio.
Superare questo ostacolo per i rossoneri non sarà facile perche il Messina è squadra tosta, seria che gioca al calcio come ha dimostrato a Foggia due settimane fa e che pur nelle difficoltà a livello tecnico e soprattutto societario, ha saputo tirarsi fuori da una retrocessione ormai annunciata già dal girone d’andata e che ora gli consente invece dopo una lunga rincorsa di giocarsi altre due partite per cercare di portare a casa una salvezza sulla quale non avrebbe sconnesso nessuno nemmeno un centesimo di euro più un mese fa.
Come farà il Foggia a cercare almeno di non perdere le due partite del play off per rimanere nella categoria dei professionisti e non sprofondare negli abissi della categoria dei Dilettanti? Non lo sappiamo ma pensiamo che in questi giorni che mancano alle due gare da disputare, la squadra ritrovi almeno quel poco di “dignità e amor proprio” persi per strada e che non aveva fatto preoccupare quasi nessuno fino alla gara persa con l’Audace Cerignola che è stata l’inizio della fine.
Poi Nicola canonico ha fatto il resto con le sue dichiarazioni, col fatto di non aver pagato gli stipendi e gli affitti ma non solo, perchè soprattutto la sua richiesta dei 6.0 milioni per cedere le sue quote societarie e l’incertezza di mantenere la serie C , hanno fatto scappare via coloro che volevano avvicinarsi all’acquisto del Foggia facendo rimanere in ballo e ancora in sospeso solo una trattativa anch’essa legata al mantenimento del professionismo, una trattativa che però si è raffreddata e che forse non arriverà alla sua definizione , con la conseguenza che il Calcio Foggia 1920 oltre a giocare, se si iscriverà, il prossimo campionato con -4 punti di penalizzazione, e’ praticamente ad un passo dal 4° fallimento negli ultimi 20 anni e rischia seriamente di scomparire dalla mappa del calcio che conta per chissà quando tempo.
Tutto questo grazie a Nicola Canonico, uomo senza la minima conoscenza del calcio e della gestione di una società professionistica del livello del Foggia, insomma un “dilettante” che ha sempre viaggiato su un rottame di auto sgangherata e che si è trovato a guidare una Ferrari, sena patente e a fari spenti fino per portarla sull’orlo di un burrone a cui manca poco per precipitare giù facendo molto male non solo a lui stesso ma soprattutto a gli altri che purtroppo sono stati costretti a salire su una macchina di uno che NON ha mai saputo distinguere la marcia per andare avanti e che ha guidatio per quattro anni solo con la retromarcia.