Come sia possibile ancora sopportare questa situazione che avvolge il Calcio Foggia 1920 non riusciamo a farcene una ragiane. Noi ci sforziamo alcune volte, pochissime per la verità, di capire l’atteggiamento “autarchico”, cioè di chi crede di poter fare a meno di qualsiasi rapporto o scambio con gli altri, da parte di Nicola Canonico ma credeteci non riusciamo nè a capirlo ma soprattutto a sopportarlo. Prendiamo esempio dalla figura dell’attuale direttore sportivo Luca Leone. Tutti siamo certi che sia lui a ricoprire questa carica all’interno del Foggia , proprio lui che è arrivato a novembre portandosi dietro Luciano Zauri. Loro si sono insediati nello spogliatoio dei rossoneri con compiti diversi. Zauri come allenatore e Leone come direttore sportivo, Quest’ultimo con al suo attivo un curriculum di tutto rispetto che, nel panorama calcistico, lo qualifica come un “top player” della categoria. Sappiamo che e’ stato chiamato perchè si sarebbe dovuto interessare oltre che far tornare l’armonia e l’equilibrio perduti in uno spogliatoio che era diventato “anarchico” e “insopportabile”, anche con l’intendo di fare quello che meglio gli riesce e cioè il calcio mercato.
A gennaio però purtroppo per Leone gli e’ arrivato addosso ” l’egocentrico ” presidente rossonero che per cambiare il volto della squadra del Foggia ha scelto una strada molto diversa dalle premesse che avevano portato lo stesso Leone al Foggia, una strada talmente diversa al punto che non era preventivabile alla vigilia del mercato di riparazione, laddove si doveva cambiare la struttura della rosa per puntare almeno ad un piazzamento ottimale nella griglia dei play off.
Nulla di tutto questo e’ avvenuto, perche’ mentre la squadra era alle prese col ritrovare gioco, prestazioni e risultati attraverso il lavoro di Zauri e del suo staff, Luca Leone avrebbe dovuto ripristinare l’ordine e la disciplina tra i calciatori, cosa che gli è riuscita con successo ma anche addentrarsi nell’ottica di un mercato che avrebbe visto nascere il nuovo volto della squadra del Foggia nella stagione 2024-2025.
Ma ecco che arriva ” deflagrante” e parliamoci chiaro anche “inaspettata” la scelta del presidente Nicola Canonico che decide prima di tutto di non rinnovare i contratti ai calciatori in scadenza al 30 giugno 2025 con la conseguenza non solo di metterli in condizioni di cercarsi un’altra destinazione ma addirittura di “cedere” alcuni di loro e di indebolire così l’intelaiatura della squadra che lui stesso, con l’ausilio dell’ex Ds Roma, avevano “partorito” a luglio. Lo ha fatto cedendo 5 calciatori senza rimpiazzarli con altrettanti profili tecnicamente e qualitativamente migliori e portando alla corte del tecnico abruzzese 5 giovani, certamente vogliosi di affermarsi ma pur sempre giovani, di cui 4 di loro in prestito che a fine giugno torneranno nelle loro squadre di appartenenza.
Tutto questo senza peraltro tenere conto di quello che avrebbe dovuto e potuto espletare il Ds Luca Leone che e’ stato messo da Nicola Canonico, senza se e senza ma, in un angolo dietro la lavangna e la cui posizione e’ stata completamente “ridimensionata” al punto che al mercato di gennaio allo Sheraton di Milano si sono presentati in “pompa magna” il presidente con il suo eterno “portaborse” Belviso e un volto nuovo, tale Luigi Gentile, che da fa il ristoratore a Monopoli contemporaneamente si è ritrovato a fare il direttore sportivo e anche molto collaborativo al fianco di Canonico.
E mentre Luca Leone, ancora oggi, figura nei quadri dirigenziali come direttore sportivo e continua a parlare di programmare il futuro con questa proprietà, allo stesso tempo il signor Luigi Gentile, fa vetrina sulla tribuna d’onore dello Zaccheria e come se non bastasse si diverte a scrivere sui social frasi ad effetto in un italiano “pasticciato” come le portate della sua pizzeria, adducendo cose che ci portano a pensare, che alla vergogna nella società attuale del Foggia non esiste un limite alla decenza. Dobbiamo però anche dire che NON sappiamo con certezza se queste frasi sono state postate effettivamente dal signor Luigi Gentile ma se fossero veritiere e scritte da lui dimostrerebbero ancora una volta, se ce ne fosse bisogno, la “pochezza” della gestione della società di via Gioberti, ammesso che rimanga in questa residenza e non si trasferisca a Modugno.

Leggendo queste frasi, ci chiediamo ma chi e’ il “reale” direttore sportivo del Foggia? Chi sta lavorando alle spalle di Luca Leone? Sappiamo che il 54enne Direttore Sportivo di Pescara è a conoscenza di questa scabrosa situazione e allora ci chiediamo e gli chiediamo, come mai non arrivano le sue dimissioni? Come può permettere, un profilo professionale di alto livello come lui accettare questo trattamento? Peppino Pavone e Matteo Lauriola per molto meno sono “scappati” dalle angherie della proprietà del Foggia, non ce lo dimentichiamo e come loro due anche latri.
Vorremmo, ma sappiamo che NON succederà, che sia Leone ma anche Zauri, facendo violenza su loro stessi, a questo punto della stagione lasctiassero in “braghe di tela” Nicola Canonico e il Foggia “dimettendosi” per vedere come si comporterebbee il presiidente e se uscisse allo scoperto mettendo ancora una volta in evidenza la sua mediocrità e la sua scarsa propensione a dimostrare le sue “scarse” competenze calcistiche magari lontano da Foggia in qualche squadretta della periferia della provincia di Bari e in 3a categoria.
Luciano Zauri in cinque mesi ha capito con chi ha a che fare dopo che Canonico lo ha saputo ammaliare con le sue chiacchiere e per ben due occasioni in due distinte e separate conferenze stampa pre-partita, prima di quella col Catania e prima di quella quella con il Sorrento, ha chiaramente sferrato un’attaccato “atomico” e senza maschera nei confronti della prorietà rossonera che si e’ resa protagonista del fatto di non lasciargli campo libero sulle decisioni all’ interno dell’area tecnica con le sue solite e ingobrandi ingerenze (ricordate la fascia da capitano tolta ad Alessio Curcio?) e i soliti sotterfugi.
Anche la storia legata all’esclusione dalla rosa di Franco Vezzoni e’ emblematica della situazione che Canonico sta facendo vivere alla squdra e alla socità del Foggia, avendo tolto dalla disponibilit’ tecnica di Zauri il calciatore, perche’ si e’ rifiutato di rinnovare il contratto che scade a fine giugno accordandosi cn un’altro club e non permettendo cos’ al presidente Canonico di poterlo rivendere per fare ulteriormente cassa e creare altre plusvalenze a suo favore.
Questa situazione ci porta a pensare purtroppo, che al peggio non c’è mai fine, senza dimenticare nemmeno per un’istante tutto uello che lo stesso Nicola Canonico ha detto nella sua “omelìa” durante l’apparizione in sala stampa dopo tre mesi di silenzio, quindi mettiamoci l’anima in pace in attesa che qualcosa possa accadere per un’eventuale passaggio di consegne e nel frattempo farcene una ragione che questo è quello che ci meritiamo soprattutto per il passivo e inerme comportamento di un’intera comunità oltre all’immobilismo alle Istituzioni cittadine che stanno permettendo questo “scenario ” che in altre piazze NON sarebbe MAI accaduto e che avrebbe certamente messo fuori dalla porta “l’ospite” che aapprofitta dell’ospitalità facendo da padrone in casa altrui.
Tutta l’Italia del calcio non dimentica quello che sentenziò il “Maestro” Zdenèk Zeman andando via dalla nostra Città e dalla nostra squadra. “Il calcio non si può fare finchè a Foggia ci sara’ persto proprietario “.
Infatti aveva perfettamente ragione e ce ne siamo acccorti sulla nostra pelle, il Foggia ormai è caduto talmente in fondo ad un baratro buio e profondo dove si vede chiaramente che la fine e’ ormai ad un passo e insieme ad essa anche la “dignità” e i 105 anni di “storia” del Calcio Foggia 1920.