Un’altra stagione “inutile” da archiviare

Come potremmo non essere contenti della vittoria del Foggia conquistata ieri contro il Sorrento? La squadra di Zauri ha dominato la gara per tutti i 95′ minuti lasciando le briciole ai “costieri” che se non fosse stato per un rigore regalato dal direttore di gara a 10′ minuti dalla fine, potevano rimanere a giocare per tutta la notte allo Zaccheria ma non avrebbero mai segnato, mentre i “satanelli” se non fosse stato per la fretta e molta imprecisione avrebbero potuto concludere la partita con un risultato tennistico.
Ma come si fa a non essere contenti dei risultati che il Foggia di Luciano Zauri ha ottenuto a sole 8 gare dala conclusione di un campionato che dire “falsato” per alcuni motivi e “scadente” per altri ha visto ancora una volta, da quattro anni, la squadra del Foggia fallire gli obiettivi stagionali? Abbiano sentito sugli spalti la fortte contestazione dei tifosi che invitavano la proprietà ad andarsene ma quello che ci ha colpiti maggiormente e’ stato il contorno che ha ruotato intorno ai rossoneri nelle ultime settimane. Luciano Zauri da novembre, cioè da quando si è seduto sulla panchina del Foggia, ha compiuto un vero miracolo sportivo prendendo una squadra da10 punti e in piena in zona play out per portandola ad una media dell’1,63 come percentuale di punti di media a partita che e’ abbastanza rilevante se si considera tutto quello che ha dovuto sopportare lo staff tecnico in questi mesi. I tanti infortuni che hanno caratterizzato la stagione per prima cosa ma soprattutto il fatto che la rosa dei calciatori, già costruita malissimo in estate, gli e’ stata smantellata dalla società nel mercato di gennaio senza averla ricomposta adeguatamente con calciatori adatti alle caratteristiche richieste dal tecnico di Pescina e senza l’acquisto di un vero attaccante di ruolo che potesse sostituire Millico e Murano partiti per altre destinazioni.
In tutto questo turbinìo di fatti accaduti, Luciano Zauri ha lavorato con il suo staff in silenzio ottenendo ottimi risultati con il “materiale” che ha a disposizione. Poi però da due settimane e’ uscito anche lui allo scoperto e ha vuotato il sacco, parlando e raccontando tutto quello che aveva sullo stomaco e che noi andiamo dicendo dal momento in cui si e’ insediata in via Gioberti questa proprietà e cioè che qui a Foggia mancano le basi minime e la volontà per fare calcio seriamente.
Il sabato prima della gara contro il Catania e sabato scorso prima della partita contro il Sorrento , l’attacco alla proprietà rossonera da parte del tecnico abruzzese e’ stato frontale e devastante, mettendo in evidenza un allenatore che ha nella sua volontà quella di rimanere alla guida del Foggia ma che con molte probabilità il 30 giugno quando il suo contratto scadrà andrà via perche’ come ha voluto puntualizzare lo stesso Zauri, non riesce a fare quello che effettivamente un allenatore dovrebbe fare e soprattutto per la mancanza di autonomia nelle decisioni perchè la proprietà, ormai assente ingiustificata da più di tre mesi, ha lasciato lui e lo spogliatoio in balìa di se stessi. Emblematico l’ultimo episodio accaduto il giorno prima della gara contro il Sorrento, allorquando gli e’ stato comunicato a Zauri che Vezzoni era stato messo fuori rosa. Il motivo? Il calciatore si e’ rifiutato di prolungare in contratto con il Foggia e per questo e’ arrivata la “punizione” da parte della società che mette in difficoltà l’area tecnica in queso finale di campionato. Un’autolesionismo degno del miglior “tafazzi”. E poi ci si e’ messa di mezzo anche la Co.Vi.Soc e la Lega di serie C a complicare tutto il lavoro fatto dalla squadra del Foggia che si e’ trovata con molti punti in meno in classifica conquistati sul campo e che al 10 di marzo ha di fatto già chiuso qualsiasi motivazione del “mediocre” campionato portato avanti fino ad ora senza infamia e senza lode.
Tutto questo alla vigilia della partita del turno infrasettimanale di mercoledì prossimo contro la capolista Audace Cerignola, un derby “fratricida” tra una squadra che lotta per andare in serie B e un’altra che a stento si salverà, in un torneo che avrebbe dovuto veder giocare questa partita con ben altri obiettivi da parte del Foggia. Ma così stanno le cose e non possiamo farci nulla se non mettere in archivio un’altra “stagione fallimentare” portata avanti da questa proprietà che dovrebbe aver capito di essere arrivata ad un punto di non ritorno. Ora e’ il momento di sedersi intorno ad un tavolo e iniziare le trattative per un passaggio di proprietà delle quote societarie ad altri personaggi soprattutto del teritorio che hanno ben chiaro nella loro mente cosa vuol dire avere la squadra di calcio, per una Città come Foggia, che sia finalmente protagonista e non solo spettatrice delle conquiste degli altri.

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