Diciamocelo fuori dai denti, chi se ne frega del Trapani e del Siracusa. Due società e due squadre che non possono nemmeno lontanamente metteresi a confronto con la storia calciastica “ultrecentenaria” del Calcio Foggia 1920. Quello che bisognerà fare sarà guardare esclusivamente a se stessi e scendere in campo domani pomeriggio per battere, senza se e senza ma, la squadra del “chiacchierone” presidente dei granata che lunedì vedrà il suo Trapani Calcio fare la stessa fine della sua squadra di pallacanestro, escluso oppure ancora penalizzato nel campionato di serie C girone C perchè non ha ottemperato, nei termini perentori, al pagamento che doveva effettuare, perchè purtroppo per Valerio Antonini le chiacchiere stanno a zero anche se continua a “blaterare” ogni giorno ergendosi a vittima del sistema calcio quando sa bene che le cose non stanno come lui le descrive e leracconta ed è proprio per questo motivo che si ritroverà a perdere il “titolo sportivo” e a tornare nella sua mediocrità insieme alla sua squadra di calcio cioè tra i Dilettanti.
Nessun rimpianto ci dovrà essere per il Foggia di Gennaro Casillo e Giuseppe De Vitto ma solo la consapevolezza di poter raggiungere l’obiettivo primario di una stagione contorta e turbolenta, un obiettivo che si chiama salvaezza in qualsiasi modo arriverà.
Intanto domani parlerà l’erba dello Zaccheria con la sqiadra che si preseta a questo importante appuntamento senza altri infortunati, a parte quelli di lunga degenza con il solo Garofalo non disponibile perchè squalificato. Ma l’attenzione è rivolta soprattutto verso i tifosi che potrebbero, in un frangente come questo, fare lcome sempre hanno fatto la differenza e noi crediamo che per riempire lo Zaccheria con 8.000 spettatoti, in una Domenica delle Palme e alle 14,30 basterà un ulteriore “sacrificio economico” come tanti altri sono già stati fatti dalla nuova proprietà e cecare di portare dento lo stadio di viale Ofanto più tifosi possibili per far capire alla squadra siciliana cosa significa essere il Foggia e soprattutto la differenza di venire a giocare a Foggia ma anche quanta voglia c’è dalle nostre parti di voler mantenere una categoria che darebbe il via, nella prossima stagione, ad una nuova pagina della storia rossoera dopo tutte le sofferenze e le nefandezze subite negli ultime cinque stagioni.
Foggia nessun rimpianto domani bisognerà solo…VINCERE
