Pizzoli spara a pallettoni su Nicola Canonico

Alessandro Pizzoli ieri è uscito allo scoperto, dopo il suo mancato arrivo in rossonero come direttore sportivo e ha sparato una bordata di cannone caricato a pallettoni sul trattamento ricevuto dal Calcio Foggia 1920 nella persona del suo proprietario Nicola Canonico, infatti quando sembrava già aver concluso la trattativa per diventare il nuovo DS rossonero la stessa trattativa è saltata, perchè a detta di Pizzoli c’è stato un ripensamento, magari anche legittimo, da parte dell’ex presidente rossonero ma nei comportamento verso la sua persona non proprio ortodosso. Alessandro Pizzoli chiamato a Bari p e dopo aver fatto 6 ore di viaggio convinto di firmare il contratto, gli è stato comunicato che non sarebbe diventato il nuovo direttore sportivo del Foggia.


Insieme a lui è stato defenestrato anche Luigi Gentile che aveva caldeggiato il suo nome e il perchè a detta di Pizzoli, come da lui stesso dichiarato in un’intervista alla testata Tutto C.com, sembrava un’idea presa dalla proprietà con il placet di Delio Rossi ma poi dopo un chiarimento tra Pizzoli e l’allenatore Romagnolo, che ha smentito categoricamente di aver espresso giudizi e valutazioni sulla scelta della figura professionale di Alessandro Pizzoli ,siamo propensi a pensare che la scelta sia stata partorita esclusivamente da Nicola Canonico ma non ne abbiamo l’assoluta certezza.


Allora ecco che all’orizzonte è apparso il nome di Carlo Musa che giovedì scorso, all’improvviso, si è accordato con il Foggia per il ruolo di direttore sportivo nella stagione 2025-2026 ed è stato presentato con un comunicato ufficiale, cosa che ad oggi NON è ancora avvenuta per Delio Rossi e ci chiediamo il perchè.
Ma come è nostro solito fare da giornalisti che NON si fermano alle apparenze e ai chiacchiericci daBar dello Sport, ci siamo informati sulla storia professionale del 35enne direttore sportivo Carlo Musa e purtroppo ci siamo imbattuti in una serie di “buchi neri” che hanno accompagnato la sua pur giovane carriera. Alcuni suoi passaggi nelle varie squadre con cui ha lavorato ci hanno lasciati un pò perplessi anche se bisgnerà dargli il tempo di lavorare e dimostrare quello che sarà capace di fare in una piazza calcistica esigente e competente come quella di Foggia.
– Stagione 17/18 Lupa Roma, Serie D, 8° posto;
– Stagione 18/19, Avellino, Serie D, 1° posto(promosso);
– Stagione 19/20, Avellino, Serie C, esonerato a febbraio;
– Stagione 20/21, Savoia, Serie D, 3° posto;
– Stagione 21/22, Teramo, Serie C, 15° posto;
– Stagione 22/23, Viterbese, Serie C, 19° posto, retrocesso;
– Sestri Levante 23/24, Serie C, 15° posto
– Sestri Levante 24/25, Serie C, 19° posto, retrocesso
Riepilogando:
– 3 campionati in serie D, 2 anonimi e uno solo con la promozione
– 5 campionati in serie C, un esonero, due campionati anonimi nei bassi fondi, e due retrocessioni.
Inoltre c’è da aggiungere che, di questi 6 club in cui ha lavorato, tre sono poi “falliti” (Lupa Roma, Teramo, Viterbese) e 1uno trasferì il titolo presso altra sede (il Savoia, che di fatto cedette il titolo al Giugliano).
Nel dettaglio:
– la Lupa Roma cessò di esistere rinunciando a iscriversi nel 2019 (dopo la retrocessione con Marco Amelia allenatore), sparendo dalla mappa del calcio italiano un anno dopo la stagione di Carlo Musa
– Il Savoia cessò di esistere come tale cedendo il titolo al Giugliano nel giugno 2021 (al termine della stagione di Carlo Musa)
– il Teramo ( di proprietà dei fratelli Ciaccia, già proprietari di uno “strano” club di D, l’Atletico Fiuggi, succesivamente “fermati” dal Tribunale di Roma con l’accusa di truffa nei confronti dello Stato per via di alcune intercettazioni riguardanti attività illecite legate ai bonus immobiliari stanziati dal governo, cessò di esistere non iscrivendosi e fallendo successivamente nel giugno 2022 (al termine della stagione di Carlo Musa)
– la Viterbese (proprietà del contestatissimo Marco Arturo Romano) cessò di esistere non iscrivendosi e fallendo successivamente nel giugno 2023 (al termine della stagione di Carlo Musa)
Dunque 4 club su 6 dove Carlo Musa ha lavorato come DS, ovvero il 66% hanno concluso nel peggiore dei modi la propria avventura calcistica. Per un’interessante combinazione di eventi tutti e 4 i club , per l’ultimo o penultimo anno sulla scena, hanno inteso affidare il ruolo che dovrebbe essere chiave nella condizione sportiva di un club al 35enne direttore sportivo di Roma. Degli altri 2 club, il Sestri Levante è retrocesso, mentre ad Avellino (dove va ricordata la presenza “ingombrante” di un DG factotum e plenipotenziario come Aniello Martone ( ricordate chi era costui?) di cui è facile pensare fosse di fatto un figurante o poco più, fu mandato via due volte in pochi mesi, in un momento di grande confusione tra vari passaggi di mano societaria e contenziosi di varia natura.

Crediamo che sia superflua qualsiasi altra considerazione. Adesso però aspettiamo di vederlo all’opera nel Calcio Foggia 1920 e……..speriamo bene.

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