Il riferimento è assolutamente chiaro, limpido e cristallino per tutto quello che Gaetano Auteri, nuovo allenatore del Foggia, ci ha detto con autorevolezza ma anche in maniera lineare ed esplicita, senza giri di parole, martedì scorso nella sua conferenza stampa di presentazione. Parole che sono state espresse con decisione, con determinazione, in maniera empatica e a volte anche con qualche spunto di ironia e simpatia, parole che hanno tracciato molto bene il profilo di un uomo, prima ancora che di un allenatore di calcio, molto diverso da quello che l’immaginario collettivo soprattutto qui a Foggia e nell’ambiente rossonero si era creato negli anni in cui il tecnico di Floridia (SR) si era presentato nella nostra Città da avversario.
In quell’ora di conferenza stampa in cui Gaetano Auteri si è sottoposto alle domande dei gionalisti e delle televisioni presenti allo Zaccheria, sono stati analizzati vari passaggi partendo da quelli relativi alla scelta del perchè eè stat scelta Foggia ma anche molti altri sono stati analizzati sotto l’aspetto prettamente motivazionale, ambientale e soprattutto tecnico.
Senza entrare troppo nei particolari anche perchè come tutti sanno fino a quando non ci sarà una rosa di calciatori operativa a tutti gli effetti, non si potrà tracciare il profilo ma asoprattutto il modulo tattico realtivo a un qualsiasi schema oppure modulo di gioco. OPerò ad onor del vero qualcosa il tecnico Siciliano ha fatto trasparire nel momento in cui ha risposto ad una precisa domanda di un collega che gli ha chiesto notizie sul profilo del prossimo centravanti, croce e delizia, cheil Foggia da almeno tre anni non ha mai potuto annoverare nelle sue fila.
Gaetano Auteri a taò proposito ha parlato di un calciatore che sappia stare in area di rigore e che sappia fare la fase realizzativa ma ha anche detto che poi tutta la squadra compresi gli attaccanti dovranno avere la capacità di difendersi quando serve e poi per non dimenticare quale sia stato per anni il suo “mantra” di gioco co ha detto che oltre al centravanti perchè non anche 2 oppure 3 attaccanti mettendo quindi, in risalto, in maniera indiretta, quel 4-3-3 a lui tanto caro che per noi giornalisti, secondo lui, rappresnta solo dei numeri da sviluppare, mentre per lui vale il movimento e il sacrificio di tutta la squadra in campo, magari con una sola eccezzione in relazione agli ultimi 5 minuti di una partita e non 6 che sarebbero già troppi dove potrebbe essere consentito alla squadra di tirare il pallone addirittura fuori dal recinto dello stadio per poter portare a casa un risultato positivo.
Insomma Gaetano Auteri ha dato la definizione di come dovrà essere il “suo” Foggia e cioè “DOMINANTEe FEROCE”. Eccoli i due aggettivi che saranno il “leitmotiv” della stagione rossonera che sta per iniziare. “Dominante” in fase propositiva e di attacco e “Feroce” nella fase difensiva per evitare di essere attaccato dagli avverssari e sottomesso.
Parole a cui dare, da parte di tutti noi addetti ai lavori e soprattutto dai tifosi, il giusto peso, il giusto senso e il giusto valore, senza altre interpretazioni “forvianti” che potrebbero portare fuori strada. Infatti ormai una cosa è certa, la linea da seguire è una sola, remare tutti verso una stessa direzione se si vuole che il Calcio Foggia 1920 ritorni a d essere quello che ha sempre dimostrato di essere nella sua ultracentenaria storia e nel panorama calcistico nazionale, proprio per questi motivi e non a caso i due anni programmati dalla proprietà rossonera con l’Area Tecnica e con la rosa dei calciatori che arriveranno dal 29 luglio e che disputeranno la prossima stagione 2026-2027 e forse anche quella ancora dopo, sono l’incipit per poter realizzare un nuovo e ambizioso traguardo, un nuovo risultato sportivo e soprattutto un nuovo obiettivo che possa sancire il ritorno in serie B del Calcio Fogia 1920.
Il giusto valore dei pensieri e delle parole non ammette interpretazioni
