Non facciamoci ancora del male e decidiamo in fretta cosa fare

Al termine della partita di ieri tra il Foggia e la Casertana, che ha sancito la 4^ sconfitta nelle ultime 5 partite per i rossoneri, ci siamo fatti una domanda che all’inizio veniva esercitata dalla “pancia” e soprattutto dalla rabbia ma poi dopo alcune ore è prevalsa la razionalità soprattutto per il fatto che seguiamo il calci da più di 40 anni e oltre ad essere abituati conosciamo molto bene le dinamiche che esistono all’interno del gioco più bello del mondo.
Ci siamo messi, quindi, nei panni di Gennaro Casillo e Giuseppe De Vitto i quali sicuramente molto arrabbiati, sono andati via dal “Pinto” con la testa invasa da mille pensieri, tra questi pensieri sicuramente ci sarà stata la domanda che tutti gli addetti ai lavori e i tifosi del Foggia si saranno fatti.
Continuare a dare fiducia all’attuale tecnico rossonero Enrico Barilari, anche perchè martedì si va di nuovo in campo, oppure scegliere la via “drastica” del cambio di panchina alla vigilia di uno scontro diretto tra appena 48 ore contro l’AZ Picerno?

                   
Non è compito nostro dare una risposta a questo “amletico quesito” anche perchè non è una decisione facile da prendere ma soprattutto perchè a monte di questa delicata situazione ci sono diversi motivi che la nuova proprietà ha ereditato dalla vecchia gestione e sono tutti motivi, che riguardano l’area tecnica, molto importanti e difficili da dipanare.
Il primo è sicuramente quello che riguarda il coraggio da parte dei due giovani imprenditori Casillo e De vitto, che hanno deciso di scalare il vertice del Calcio Foggia 1920 a stagione iniziata, oltretutto in un momento in cui era ancora aperto il mercato di riparazione ma soprattutto per avere ereditato con una squadra debole e male costruita in estate che comunque anche da quello che si è visto ieri è stata per fortuna rafforzata, eliminando una parte di calciatori giovani, senza esperienza e con poca qualità sostituiti da  nuovi profili di spessore qualitativo e tecnico, molti con più di 100 partite in serie C, che potranno e dovranno certamente far fare un cambio dello scenario al campionato del Foggia pur considerando, purtroppo, che da oggi i rossoneri sono penultimi in classifica con la peggiore difesa e il secondo peggiore attacco del girone rimanendo ad una solo punto dalla “retrocessione diretta”.                Allora ci è venuto legittimo alla mente un pensiero. Se non sarà possibile e fattuale mandare via l’allenatore attuale in questo momento particolare della settimana, perchè non si potrebbe inserirne qualche altra figura “carismatica” all’interno dello spogliatoio? A Foggia, in via Lecce, dalle parti della Chiesa dell’ Immacolata, abita e vive un personaggio che potrebbe, se venisse chiamato, restituire alla squadra e allo spogliatoio rossonero la competenza, l’esperienza, la normalità, la moderazione e soprattutto quella tranquillità necessaria in un momento “topico” come quello che sta attraversando la squadra del Foggia.

                   
Stiamo parlando naturalmente, senza nasconderci e senza girarci troppo intorno, di Peppino Pavone. Quindi perchè non sfruttare questa grande risorsa professionale e manageriale che oltrettutto Gennaro Casillo, più di Giuseppe De Vitto, comosce come il palmo delle sue mani?
Il tempo purtroppo è tiranno. Il mese di febbraio vedrà il Foggia giocarsi la sua “salvezza” in 5 partite, purtroppo la prima è andata male con una sconfitta a Caserta che sa di beffa per via dei tanti errori commessi in difesa e anche per due rigori solari nella stessa azione non dati dal disattento direttore di gara ma questi sono episodi che nel calcio sono all’ordine del giorno, andando però alla sostanza adesso c’è da fare delle scelte e prendere decisioni, anche se impopolari, perchè non si può più farsi del male con le proprie mani e bisogna fare in fretta perchè dopo la gara di domani contro i Lucani del Picerno resteranno solo 12 partite e se si la nuova proprietà decidesse di cambiare sarà meglòo farlo subito, altrimenti più partite si giocheranno e più difficile sarà raddrizzare la “barra di navigazione”. Ora al Foggia non possono interessare le prestazioni che potrebbero essere anche altalenanti oppure foriere di fortuna ed espisodi, quello che al Foggia deve interessare, in maniera primaria, sono i punti per rimettere a posto la classifica e uscire fuori dalla griglia”play out” al più presto per arrivare alla salvezza, altrimenti tuto quello che dal 14 gennaio si sta facendo potrebbe non essere servito nulla.

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