Domenica il Foggia torna a giocare, in attesa che la CoViSoc decida sul futuro di Turris, Taranto e Messina. Non sappiamo come andra’ a finire questa “telenovella” che NON doveva nemmeno iniziare se ci fose stata la giusta attenzione prima che le squadre si iscrivessero al campionato 2024-2025.
Sicuramente e senza alcun dubbio ci saranno altre pesanti punti di penalizzazione se non la radiazione ma tutto questo e’ irrilevante perchè ormai il campionato e’ stato falsato da questi eventi che con il campo non hanno nulla a che fare.
Foggia e Potenza gicheranno domenica pomeriggio alle 15 allo Zaccheria una partita che ha un valore molto particolare . Il Potenza e’ una delle sorprese di questa stagione agonistica insieme all’Audace Cerignola e al Monopoli e i rossoblù dopo essersi salvati lo scorso torneo nella giostra dei play out oggi giocano un ottimo calcio e sono nelle posizioni di alta classifica anche grazie al loro tecnico De Giorgio e ai gol del bomber Caturano.
Il Foggia, invece, viene da un periodo positivo e sembra essersi lasciato alle spalle la zona pericolosa della classifica ma rimane sempre la “spada di Damocle” delle decisioni della Lega di serie C e della CoViSoc che aleggiano sulla sua testa e sarà importante raccogliere i tre punti contro i Lucani, per blindare la posizione in classifica in vista di un trittico di partite che arriverà dopo Potenza e che vedrà i rossoneri impegnati prima a Catania, poi in casa contro il Sorrento e infine al “Monterisi” nel derby di Capitanata contro l’ Audace Cerignola.
Domenica oltre a Simone Tascone che non sarà della partita, perchè dovrà scontare la sua seconda giornata di squalifica, ci sono alcuni calciatori infortunati da tempo come Pazienza e qualche altro, i quali NON potranno essere disponibili. Luciano Zauri però e’ fiducioso che la squadra possa dimostrare di essere in grado di lottare ad armi pari contro il Potenza e magari riuscire anche a vincere questa partita per continuare la serie di risultati positivi iniziata con le vittorie contro l’Avellino e i “baby” del Taranto.
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